matteo franzoso

“SULLA MORTE DI MATTEO FRANZOSO POSSIBILI ERRORI DEI TECNICI” - L’INCHIESTA SPORTIVA DA PARTE DELLA PROCURA DELLA FISI SULLA TRAGEDIA COSTATA LA VITA UN ANNO FA ALLO SCIATORE IN CILE È STATA ARCHIVIATA, MA GLI ATTI PARLANO DI CRITICITÀ E COMPORTAMENTI CENSURABILI DA PARTE DEI TECNICI FEDERALI: NUOVI ELEMENTI POTREBBERO RIAPRIRE IL CASO. LA MANOVRA ERRATA DELL’ATLETA NON SAREBBE “L’UNICA CAUSA” DELL’INCIDENTE MORTALE. SI SAREBBERO SOMMATE “CONDIZIONI STRUTTURALI E DI SICUREZZA” CHE HANNO LIMITATO “I MARGINI DI CONTENIMENTO DELL’INCIDENTE” - I GENITORI: “VOGLIAMO LA VERITÀ”

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Matteo Macor per repubblica.it - Estratti

 

matteo franzoso 1

La fine di Matteo Franzoso, lo sciatore azzurro morto nel settembre di un anno fa in Cile dopo una caduta in allenamento sulle piste di La Parva, potrebbe non essere stata solo una questione di drammatica sfortuna, solo un fatto accidentale.

 

 

A dirlo, è il provvedimento di archiviazione dell’indagine sull’incidente redatto dal procuratore federale della Fisi, avviata per verificare esclusivamente gli aspetti disciplinari sportivi della vicenda (non cioè, quelli penali), dove si legge ci sarebbero stati comportamenti “censurabili” da parte dei tecnici federali della nazionale italiana di sci alpino che in quei giorni organizzarono tracciati e allenamenti.

 

Un atto che allo stesso tempo chiude il procedimento, come da regole della giustizia sportiva, ma potrebbe valere una svolta. La giustizia ordinaria, in caso sopraggiungano nuovi elementi sul caso, potrebbe infatti portare a riaprire il fascicolo.

matteo franzoso 2

 

 

Passata anche al vaglio della Procura Generale dello Sport del Coni, l’attività investigativa nell’ultimo anno si è concentrata in particolare sulla posizione della staccionata in legno di bordo pista contro la quale è terminata la caduta di Franzoso, morto in ospedale a Santiago dopo due giorni di agonia.

 

“La natura rigida dell’ostacolo e la distanza ridotta dal tracciato hanno aggravato le conseguenze dell’uscita di pista”, si mette nero su bianco negli atti del provvedimento. Un fattore di rischio “prevedibile”, è la precisa definizione, tanto più in considerazione del fatto che diversi atleti – viene riportato dall’esito delle indagini – avevano segnalato come “pericoloso” il tratto del tracciato di pista dove Franzoso ha perso il controllo degli sci.

 

 

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Secondo le valutazioni della procura Fisi, la manovra errata dell’atleta considerata la causa principale della tragedia non sarebbe insomma “l’unica causa” dell’incidente mortale. “L’evento non può essere ricondotto a una singola causa”, si legge con chiarezza nelle carte dell’inchiesta, pubblicate in alcuni stralci dal Corriere delle Alpi. Oltre alla mancanza dell’atleta, tradotto, si sarebbero sostanzialmente sommate “condizioni strutturali e di sicurezza” che hanno limitato “i margini di contenimento dell’incidente”.

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I genitori dell’atleta, Marcello e Olga Franzoso, che da un anno denunciano la mancanza di ascolto e attenzione da parte della Federazione, per ora chiedono tempo. “Questo lavoro dice con chiarezza che ci sono stati dei problemi, e allora perché si archivia? Saranno le leggi della giustizia sportiva, ma vogliamo la verità”.

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