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    “STO RIDENDO PERCHÉ NON MI INTERESSA, LA DONNA ERA COMPLETAMENTE UBRIACA, NON SA NEMMENO COSA SIA SUCCESSO” – L’INTERCETTAZIONE CHOC DI ROBINHO DOPO LO STUPRO DI UNA 22ENNE A MILANO PER IL QUALE È STATO CONDANNATO A 9 ANNI CARCERE – DOPO L’AUDIO IL SANTOS HA DECISO DI RESCINDERE IL CONTRATTO CON L’EX CALCIATORE DEL MILAN CHE ADESSO RISCHIA L’ESTRADIZIONE…


     
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    Da "www.gazzetta.it"

     

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    "Sto ridendo perché non mi interessa, la donna era completamente ubriaca, non sa nemmeno cosa sia successo". È solo una delle tante dichiarazioni dell’ex giocatore del Milan Robinho, che proprio oggi il Santos ha deciso di sospendere, diffuse in esclusiva dal canale brasiliano Globo Esporte: il reporter Lucas Ferraz è entrato in possesso degli atti della sentenza che certifica la condanna del calciatore, ritenuto colpevole di uno stupro avvenuto nel 2013 a Milano; e in quegli stessi atti sono presenti le trascrizioni delle conversazioni telefoniche che Robinho ha intrattenuto con alcuni amici nei mesi successivi, parlando proprio di quanto avvenuto in una discoteca del capoluogo lombardo.

     

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    Il fatto risale alla notte del 22 gennaio del 2013. In un noto locale in zona Bicocca, l’allora attaccante del Milan avrebbe abusato sessualmente di una ragazza di origini albanesi (all’epoca 22enne) insieme ad altre 5 persone. In un interrogatorio nel 2014 Robinho negò le accuse, parlando di una relazione consensuale: ma nel 2017 la giustizia lo condannò a 9 anni di carcere insieme all’amico Ricardo Falco.

     

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    Le intercettazioni diffuse dal canale Globo, la principale rete del Brasile, riguardano alcune conversazioni telefoniche avvenute a seguito dei fatti tra i due amici: le registrazioni sarebbero state fondamentali in fase di processo per giungere alla condanna perché confermerebbero la colpevolezza del giocatore e dell’amico che si sarebbero anche accordati sulle risposte da dare agli inquirenti, dicendosi tranquilli perché nel locale non erano presenti telecamere.

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    INTERCETTAZIONI   

    Nelle trascrizioni Robinho parla di sesso orale e risponde alle domande degli amici che si preoccupano per lui e per l’apertura dell’inchiesta a suo carico. La Globo ha riportato che l’avvocato italiano di Robinho, Alexsander Guttierres, non ha voluto commentare le intercettazioni, spiegando che anche in Corte di Appello la difesa continuerà a sostenere che la relazione fosse consensuale.

     

    L’esclusiva del giornalista brasiliano però sta gettando benzina sul fuoco del dibattito che si è acceso in Brasile circa il ritorno in patria del calciatore. Molti tifosi del Santos hanno criticato duramente la scelta del club di mettere sotto contratto una persona condannata per stupro (al primo grado di giudizio). E infatti oggi è stata decisa la risoluzione consensuale del contratto.

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    RISCHIO

    Estradizione? Il rischio c’è. La giustizia italiana dovrebbe inviare una richiesta formale a quella del Brasile che dovrebbe poi avviare una valutazione interna. Un procedimento lungo e tortuoso con un rischio reale, forse basso ma comunque concreto, che però pare non toccare tanto il giocatore quanto il club.

     

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    SANTOS   

    Il contratto che Robinho aveva firmato con la sua ex squadra aveva una durata di 5 mesi. La retribuzione di base era quasi simbolica: 1.500 reais al mese, che in questo momento significano poco più di 220 euro, con un premio di 45mila euro dopo 10 presenze. Il contratto prevedeva l’opzione di un prolungamento fino a dicembre 2022. Dopo il debutto, per Robinho (Robson De Souza, nato nello Stato di San Paolo il 25 gennaio del 1984) era il terzo ritorno alla maglia del Santos, con la quale ha realizzato 109 reti in 246 partite, vincendo 2 campionati nazionali, uno statale e una coppa brasiliana.

     

    CODACONS  

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    Nei giorni scorsi anche il Codacons si è espresso sulla vicenda. "Chiediamo sia arrivato il momento perché sia fatta giustizia, Robinho non ha mai scontato un solo giorno di prigione per lo spregevole reato che ha commesso sul territorio italiano. È il momento per rispetto verso la giustizia e per rispetto verso la vittima di violenza che il Governo italiano si faccia sentire, per tramite del Ministero della Giustizia e chieda al Governo brasiliano di concedere l’estradizione affinché l’ex calciatore milanista sconti la sua pena in un carcere italiano. Presenteremo la richiesta ufficiale al Ministero", ha dichiarato il presidente dell’associazione Marco Donzelli.

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