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    THOHIR SI PREPARA A PASSARE L'INTER AI CINESI! IL GRUPPO “SUNING” DEL MILIARDARIO ZHANG JINDONG ASPETTA SOLO L’OK DEL GOVERNO DI PECHINO PER RILEVARE ENTRO GIUGNO ZHANG IL 20% DELLA SOCIETÀ NERAZZURRA PER 80 MILIONI - I CINESI VOGLIONO MORATTI PRESIDENTE


     
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    Xavier Jacobelli per http://www.corrieredellosport.it

     

    Il puzzle si chiama Tangram. E’ un antico gioco cinese. Il suo nome significa “Le sette pietre di saggezza” perché sette sono i pezzi del Tangram che bisogna ricomporre. Un autentico rompicapo, come quello che Eric Thohir deve risolvere alla svelta in Cina, per il bene dell’Inter. La svolta è vicina anche se, con gli interlocutori asiatici, la prima regola è mai dire mai (il Milan può confermare: chiedere informazioni a Berlusconi e all’anguillesco Bee Taechaeubol che il 31 luglio 2015 annunciò l’intesa per rilevare il 48% del pacchetto azionario rossonero in cambio di 480 milioni. Sinora non pervenuti).

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    Lo stato maggiore dell’Inter, amministratore delegato Bolingbroke in testa, è convocato per domani pomeriggio in sede: è annunciata una videoconferenza con Thohir, che si trova dall’altro capo del mondo. In teoria, un appuntamento di routine, in realtà qualcosa di molto più importante. Il magnate indonesiano farà il punto della situazione. I sette pezzi del suo Tangram al momento sono questi.

     

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    1) Zhang Jindong, Paperone e proprietario della società Suning Commerce Group (Scg), dal dicembre scorso titolare del club dello Jiangsu, punta ad acquisire il 20% dell’Inter in cambio di una cifra oscillante attorno agli 80 milioni di euro. Per riuscirci, Zhang intende rilevare il 14% delle quote di Thohir, oggi titolare del 70,5% e il 6% di Moratti, cui appartiene il 29% del club. Ma Moratti è intransigente: “Non vendo le mie quote”. Il che non impedirebbe a Zhang di entrare comunque in Corso Vittorio Emanuele. Zhang sta aspettando solo il via libera del governo cinese, cui spetta l’ultima parola in materia di operazioni all’estero.

     

    2) Zhang medita un ingresso morbido nel calcio italiano per affacciarsi massicciamente, invece, sul mercato tricolore degli elettrodomestici. Definire la sua Snc un colosso del settore è un eufemismo: la multinazionale ha un giro d'affari di 18 miliardi di dollari e fra Cina, Giappone e Hong Kong, risultano essere 1.821 i punti vendita con il suo marchio.

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    3) Una volta entrato in società, Zhang intenderebbe diventarne l’azionista di maggioranza entro il 2018. Il suo entourage assicura stia preparando un piano d’investimento per complessivi 400 milioni di euro.

     

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    4) Zhang deve guardarsi da Wang Jing, cinese e, naturalmente, miliardario pure lui, presidente e deus ex machina di Bejing Xinwei, gigante delle telecomunicazioni nonché uno dei massimi esponenti di Cina Railways Construction, tre anni fa vicinissima ad entrare nell’Inter con una quota minoritaria. Ma, quando gli uomini di Wang appresero che per costruire il nuovo stadio a Rogoredo ci sarebbero voluti dai sette ai nove anni, scapparono a gambe levate. Difficile dare loro torto.

     

    5) Anche Wang punta inizialmente a diventare socio minoritario dell’Inter, però pone una condizione irrinunciabile: Massimo Moratti di nuovo presidente.

     

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    6) Intanto, Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato di Pirelli, controllata da Chem China, sta lavorando alacremente perché la stessa non sia più soltanto il primo sponsor del club nerazzurro, ma ne rilevi una significativa partecipazione.

     

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    7) Un fatto è certo: dopo lo sponsor Pirelli by Chem China; dopo l’accordo di partnership commerciale con Volvo, che dal 2010 è di proprietà cinese; dopo che il nume tutelare Inter sul fronte diritti tv si scrive Infront, ma si legge Wanda, la multinazionale cinese proprietaria di Infront, il futuro della società è sempre più dipinto con gli ideogrammi. L’importante è: H?n kuài zuò. Fare presto. Lo diciamo in cinese semplificato, ma, questa, è un’espressione italiana che Thohir ha imparato in fretta. I conti pesanti del bilancio non ammettono deroghe. Soprattutto, nella malaugurata eventualità di una mancata qualificazione alla Champions League.

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