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    IL RESTO...MANCIO! – SCONCERTI, CHE QUANDO ERA VICEPRESIDENTE DELLA FIORENTINA PORTO’ MANCINI SULLA PANCHINA DELLA VIOLA, ESALTA IL CT: “E’ LUI IL PROTAGONISTA. HA DATO PERSONALITÀ, GIOCO E SCHEMI DIVERSI. IN PIÙ SBAGLIA POCHISSIMO ERA DAI TEMPI DI LIPPI CHE NON C'ERA QUESTO DECISIONISMO E QUESTA FORTUNA NEL DIRIGERE LA NAZIONALE. È UN'ITALIA SICURA DI SÉ, UN PO' RADICAL CHIC, MA È UNA SQUADRA….”


     
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    Mario Sconcerti per il Corriere della Sera

     

    mancini mancini

    Andremo agli Europei e saremo anche una squadra affidabile. Mancini ha dato alla sua giovane Italia la voglia di provare a giocare a calcio. Anche quando è in difficoltà.

    L' ultima mezzora del primo tempo è stata una delle migliori dimostrazioni di gioco degli ultimi anni. Non perfetto e non contro un avversario infinito, ma il nostro è stato per lunghi tratti calcio vero, pensato, quei tipi di momento che rendono sul campo improvvisamente tutti più intelligenti. La partita tecnicamente si è chiusa allora, in quella fuga di occasioni tutte forti, una dietro l' altra, in cui abbiamo lasciato almeno altri due gol.

     

    Poi è sopraggiunto uno dei mali antichi, non solo nostro, di tutti, accontentarsi, pensare che fosse tutto finito. Così è arrivato il rigore, causato da Sensi, forse il migliore e forse uno di quelli che ha risentito di più del calo di ritmo. È stato importante a quel punto il cambio di Immobile con Belotti che ha raccontato alla squadra la scontentezza del tecnico. Mancini voleva dimenticare quell' inizio di ripresa normale e riprendere in mano la partita, possibilmente vincerla.

     

    roberto mancini foto di bacco roberto mancini foto di bacco

    E resta Mancini alla fine il protagonista di questo inizio illuminato di torneo. Ha dato personalità, gioco e schemi diversi. In più sbaglia pochissimo. Ha messo Immobile dopo i due gol di Belotti all' Armenia e Immobile ha segnato. Ha messo Acerbi per Romagnoli e Acerbi è stato uno dei migliori. Ha insistito su Chiesa e stavolta è stato in sostanza ripagato. Era dai tempi di Lippi che non c' era questa sicurezza, questo decisionismo e questa fortuna nel dirigere la nazionale. È un' Italia sicura di sé, un po' radical chic, qualche volta esagera, disubbidisce, ma è una squadra che ha trovato per strada sia buona qualità che il modo di esprimerla. Non avrei pensato dopo Ventura potesse accadere tutto così in fretta. Resta da capire il nostro livello ultimo. A questi ritmi siamo i migliori, ad altri è ancora da scoprire. Ma è un buon dubbio in un momento in cui la Germania è in difficoltà e tutti stanno ricercando una squadra.

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    Noi l' abbiamo trovata.

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