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    INDIETRO TUTTA: TORNA L’INDENNITÀ DI MALATTIA PER I LAVORATORI OBBLIGATI ALLA QUARANTENA PER IL CONTATTO CON UN POSITIVO - ORLANDO: “NE PARLEREMO AL PROSSIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI. PENSO CHE POSSIAMO AFFRONTARE LA QUESTIONE E RISOLVERLA” - IL PROBLEMA VERO È TROVARE I SOLDI: L’INPS NON SE NE PUÒ PIÙ FARE CARICO PERCHÉ MANCANO I FONDI. E I LAVORATORI, QUARANTENATI E MAZZIATI, RISCHIANO DI PERDERE FINO A 500 EURO NETTI…


     
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    ANDREA ORLANDO - PH LAPRESSE ANDREA ORLANDO - PH LAPRESSE

    1 - COVID-19, LA QUARANTENA DI DIECI GIORNI COSTA AI LAVORATORI 500 EURO NETTI

    Estratto dell’articolo di Enzo De Fusco e Cristian Valsiglio per https://24plus.ilsole24ore.com/

     

    Se la legge impone ai lavoratori la quarantena di 10 giorni (per i non vaccinati) o di sette giorni (per i vaccinati) impedendogli di andare a lavorare e senza accompagnare questa disposizione con il riconoscimento di un ristoro, la conseguenza è che la stessa legge li priva della retribuzione. L’imprenditore, infatti, non ha alcuna responsabilità economica per questo periodo, in quanto si realizza il principio dell’impossibilità sopravvenuta a ricevere la prestazione da parte del lavoratore indipendentemente dalla sua volontà.

     

    Quarantena Covid Quarantena Covid

    La conseguenza è che l’unico a rimetterci è il dipendente che perde una retribuzione che può arrivare fino a 461 euro netti per ciascuna quarantena, fatta salva la buona volontà da parte delle imprese di venire incontro al disagio dei lavoratori riconoscendo loro volontariamente delle somme, peraltro, soggette a contributi e Irpef. (…)

     

    ANDREA ORLANDO ANDREA ORLANDO

    2 - «LA QUARANTENA COVID TORNERÀ MALATTIA»

    RE per “il Giornale”

     

    Potrebbe presto tornare l'indennità di malattia per i lavoratori che, a seguito di un contatto con un malato Covid, sono obbligati alla quarantena. «Ne parleremo al prossimo Consiglio dei ministri. Penso che possiamo affrontare la questione e risolverla», ha annunciato ieri il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

     

    Lo scorso 6 agosto l'Inps aveva infatti comunicato che non se ne sarebbe più potuta fare carico, appunto per mancanza di fondi. «Avevamo segnalato la questione nell'ultimo scostamento, purtroppo non si sono trovate tutte le risorse necessarie. Io credo che nel frattempo siano maturate le condizioni perché alcune risorse impegnate in altre direzioni possano essere utilizzate in questo senso», ha proseguito ieri il ministro.

    carlo bonomi 4 carlo bonomi 4

     

    «Credo che ci possa essere una risposta se tutto il governo sarà d'accordo, abbiamo una valutazione assolutamente favorevole a consentire che la quarantena sia considerata una malattia e che non gravi sui lavoratori e sulle imprese».

     

    Sempre dal palco della Festa dell'Unità di Modena, lo stesso Orlando non ha però rinunciato a ridare fuoco alle polveri nei confronti del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, sul nervo scoperto del dl anti-delocalizzazioni peraltro ancora in fase di elaborazione. «Purtroppo in Italia si può licenziare con Whatsapp e non lo dico io ma due sentenze di due Corti di appello diverse in Italia che dicono che per formalizzare una procedura di licenziamento è sufficiente fare arrivare una notifica di carattere telematica», ha proseguito Orlando.

     

    ANDREA ORLANDO - PH LAPRESSE 2 ANDREA ORLANDO - PH LAPRESSE 2

    Nei giorni scorsi Bonomi aveva invece negato con forza tale possibilità. Per Orlando non è una questione «di bon ton» ma «di carattere sostanziale. Se io chiudo e me ne vado e faccio trovare la serranda chiusa creo un problema a un territorio. Con un po' di tempo e con un confronto invece ci si può anche organizzarsi e limitare i danni.

     

    Nessuno vuole sanzionare chi se ne vuole andare, siamo in una società di mercato e nessuno è contro la libertà di impresa, ma il punto è come te ne vai». Il dl anti-delocalizzazioni, su cui il governo deve ancora trovare la quadra, potrebbe prevedere una serie di penalizzazioni per le aziende che chiudono e licenziano in modo selvaggio, come irrorare salate sanzioni o l'inserimento in una black list. Un approccio che era stato fortemente criticato da Bonomi, che aveva accusato Orlando di perpetuare una «propaganda anti-impresa».

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