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    "UCCIDETE KATTY SKERL" - UNA SCRITTA SULL'ASFALTO VICINO AL PALAZZO IN CUI ABITAVA A ROMA, RILANCIA LA PISTA NERA - LA GIOVANE STUDENTESSA, RITROVATA SENZA VITA IL 22 GENNAIO 1984 A GROTTAFERRATA CON SEGNI DI STRANGOLAMENTO, ERA CONVINTA CHE A VERGARE QUELLA SCRITTA FOSSE STATO UN GRUPPO DI NEOFASCISTI CHIAMATO "IL PANICO" – SI RIAPRE IL CASO: CHI HA UCCISO KATTY E PER QUALE MOTIVO? DOV'È FINITA LA SUA BARA? COME FACEVA L’OSCURO FOTOGRAFO MARCO ACCETTI A SAPERE DEL TRAFUGAMENTO? – QUEI LEGAMI CON I CASI ORLANDI E GREGORI...


     
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    Giuseppe Scarpa per “la Repubblica - Edizione Roma”

     

    katty skerl katty skerl

    «Uccidetela» . La scritta era stata vergata in terra, nel marciapiede con una freccia che indicava l'ingresso del palazzo in cui viveva Katty Skerl, in via Isidoro del Lungo quartiere Talenti, periferia a nord - est di Roma. È il settembre del 1983, 5 mesi dopo la 17enne verrà ammazzata. Soffocata con il fil di ferro, il cadavere abbandonato in una vigna a Grottaferrata. Nessun abuso, nessun segno di violenza. Ucciderla per ucciderla. Ma per quale motivo? L'assassino o gli assassini non verranno mai consegnati alla giustizia.

     

    Quella frase, però, aveva spaventato, e non poco, la ragazza. Skerl riteneva che quella minaccia fosse rivolta a lei. Lo aveva confidato a più amici. La stessa vittima era convinta che a scriverla fosse stato un gruppo di neofascisti presente nel quartiere. Il loro nome era "Il Panico". La 17enne era una giovane militante del Pci, spesso la si vedeva nella sezione Fgci di Ponte Milvio. La testimonianza di un'amica era stata presa dagli investigatori all'epoca.

     

    Katy Skerl 3 Katy Skerl 3

    Le forze dell'ordine l'avevano ascoltata, avevano messo a verbale il racconto della compagna di classe. Tuttavia non avevano approfondito più di tanto. Così emerge dagli atti. La polizia, infatti, aveva scelto di seguire la pista del serial killer Maurizio Giugliano, «il lupo dell'agro romano».

     

    L'uomo si era autoaccusato. Ma si era rivelata una pista sbagliata. Un vicolo cieco in cui si infilò la procura senza più uscirne. L'epilogo fu la richiesta di archiviazione senza che venisse indagata a fondo l'ipotesi neofascista. Anche perché a Ponte Milvio, Skerl, nel giugno del 1983 aveva subito un'aggressione, sempre dai " neri". Le avevano graffiato l'avambraccio con un coltello. Non si sarebbe però trattato di un militante del gruppo " Il Panico".

    EMANUELA ORLANDI 5 EMANUELA ORLANDI 5

     

    Gli anni, comunque, sono quelli degli scontri tra i comunisti e fascisti. Omicidi, gambizzazioni, risse e sparatorie. Nonostante gli anni Settanta siano finiti con il loro carico ideologico e di violenza, i primi Ottanta rappresentano la coda di quel periodo.

    Adesso il caso Skerl, dal 13 luglio scorso, dopo la notizia pubblicata da Repubblica, è riemerso con tutti i suoi enigmi. I suoi misteri. La sua bara è stata trafugata dal cimitero del Verano, proprio come aveva indicato il fotografo Marco Accetti.

     

    MIRELLA GREGORI MIRELLA GREGORI

    Un personaggio oscuro che, sempre nei primi anni Ottanta, era stato condannato a Roma per l'omicidio ( colposo) di un 12enne, Josè Garramon figlio di un diplomatico uruguaiano. Inizialmente l'accusa era di sequestro di persona e omicidio volontario. Accetti, il 20 dicembre 1983, lo aveva investito con il suo furgone. Il ragazzino era scomparso di casa ed era stato trovato sul ciglio di una strada, in fin di vita, a venti chilometri da dove abitava. L'inchiesta non chiarì mai come la vittima fosse arrivata da sola nella pineta di Ostia tra Castel Fusano e Castel Porziano.

     

    Ad ogni modo il fotografo nel marzo del 2013, in un racconto confuso, in cui sostiene di essere il rapitore di Emanuela Orlandi, riferisce agli inquirenti che la cassa della Skerl era stata rubata nel 2005.

     

    Marco Accetti Marco Accetti

    Poi associa l'omicidio della 17enne al rapimento dell'Orlandi. Non fornisce prove ma suggestioni. La sola cosa vera che dice Accetti, che negli anni Settanta non disdegnava di partecipare alle manifestazioni del Msi, è relativo al furto della bara. Di fatto non c'è più. Adesso la cugina di Katty, Laura Mattei che caparbiamente, e con l'aiuto dell'avvocato Paola Chiovelli, ha fatto riaprire l'indagine chiede che, 40 anni dopo, venga fatta luce sul caso. Dov' è finita la bara di Katty? Come fa Accetti a sapere del trafugamento? Chi ha ucciso la cugina e per quale motivo?

    mirella gregori mirella gregori Katy Skerl 6 Katy Skerl 6

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