salvini saccomanno

“UN’OPERAZIONE CHIRURGICA” – PER LA LEGA L’INCHIESTA SUL PONTE, CHE COINVOLGE IL PLENIPOTENZIARIO DI SALVINI IN CALABRIA, L’AVVOCATO GIACOMO SACCOMANNO, RESTA UNA “VENDETTA” DOPO IL REFERENDUM - MA NEL CARROCCIO C’E’ CHI PRENDE LE DISTANZE DAL 71ENNE EX COMPONENTE DEL CDA DELLA SOCIETÀ "PONTE SULLO STRETTO": “ORMAI SACCOMANNO CON NOI NON C’ENTRAVA PIÙ PRATICAMENTE NULLA”. E QUALCUNO SI SPINGE A DEFINIRLO “UN LOBBISTA”

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Marco Cremonesi per corriere.it - Estratti

 

«Operazione chirurgica». Cambiano i leghisti che parlano, non il giudizio sull’inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo stretto per «corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio». Se il nome più clamoroso coinvolto è quello dell’ex presidente aggiunto della Corte, Tommaso Miele, nella Lega fa molto più rumore quello dell’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno. Ma attenzione.

 

salvini saccomanno

A mano a mano che ci si allontana dalla base del partito, quella dei parlamentari semplici e senza particolari galloni, crescono le cautele. E di molto. E si sente ragionare sul fatto che «ormai Saccomanno con noi non c’entrava più praticamente nulla». Insomma, una presa di distanza abbastanza netta, con qualcuno che arriva a definirlo «un lobbista». Peraltro, dalla Lega non è stata espressa alcuna nota di solidarietà nei confronti del professionista.

 

Ma il problema è vistoso.

Saccomanno, 71 anni, che è stato sottoposto a una perquisizione-sequestro di materiale informatico, è un ex componente del consiglio di amministrazione della società Ponte sullo Stretto, quella chiamata a pilotare la realizzazione della grande opera che è il sogno perseguito con assoluta determinazione da Matteo Salvini. Ma nella società, Saccomanno c’era certamente in quanto noto professionista di Reggio dal curriculum imponente.

 

Stimato, rotariano, generalmente considerato «persona assolutamente perbene» e autore di numerosissime pubblicazione su cose calabresi, incluso il Ponte. Ma allo stesso tempo l’avvocato è stato anche uomo di assoluta fiducia del segretario leghista.

GIACOMO SACCOMANNO MATTEO SALVINI

 

Al punto da essere stato il suo plenipotenziario in Calabria: attraverso l’architetto dell’espansione della Lega Sud, Claudio Durigon, oggi vicesegretario del partito, Saccomanno era stato incaricato nel 2021 di rafforzare e in sostanza costruire la Lega calabrese. Ne era diventato commissario fino al 2024, quando fu sostituito nello stesso incarico da Rossano Sasso. Deputato pugliese che peraltro è stato tra i primissimi a aderire a Futuro nazionale con Vannacci nei mesi scorsi.

 

Va detto che l’avvicendamento, a guardare i giornali online calabresi, è stato un po’ una sorpresa per tutti. In realtà, fino a un certo punto: la Lega calabrese ha avuto sei commissari in otto anni. E pazienza per chi sognava un congresso regionale. Al momento, va preparandolo la commissaria Valeria Sudano, con un passato ricco di esperienze: debutto nella Dc, poi Ccd, Udc, fino a Pd prima e Italia viva poi. Fino alla scelta della Lega.

 

GIACOMO SACCOMANNO

Resta il fatto che per la stragrande maggioranza dei leghisti il fatto che Saccomanno sia finito nell’indagine sia come minimo, «una vendetta dei giudici dopo il referendum sulle loro carriere» oltre che un attacco a «Salvini soltanto un po’ meno diretto di quello per la vicenda Open Arms». Del resto, lui stesso dice che quella «messa in campo dagli inquirenti è una ricostruzione politica, vogliono colpire Salvini, il Ponte e anche il povero dottor Miele».

 

Però, l’avvocato reggino ammette anche di non aver sentito «il leader della Lega ma posso capire la sua amarezza, vogliono impedire la realizzazione di un’opera straordinaria».

 

(...)