DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE – SE VOLETE UN VIDEOGIOCO DEL TERRORE PER TRASCORRERE QUALCHE ORA DI BRIVIDO DURANTE HALLOWEEN, ECCO LO STRAORDINARIO “SILVER PINES”. UNO SPIETATO E SPAVENTOSO “SURVIVAL HORROR” BIDIMENSIONALE, ATTRAVERSO LE DESOLATE E PIOVOSE STRADE DI UNA CITTADINA DEVASTATA DA UNA BUFERA – UN ALTRO GRANDISSIMO GIOCO “PICCOLO” CHE RISULTA IMPERDIBILE NON SOLO COME STRUGGENTE OMAGGIO A DAVID LYNCH E ALLA SUA POETICA PIÙ INQUIETANTE, MA PERCHÉ È DA CONSIDERARSI TRA LE PIÙ ISPIRATE OPERE HORROR DEGLI ULTIMI ANNI… - VIDEO

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Federico Ercole per Dagospia

 

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Non è la prima volta che l’immensa opera cinematografica di David Lynch è fonte di ispirazione per i videogiochi, compresa quella televisiva che è comunque cinema totale, come hanno dimostrato i diciotto episodi dell’ultimo Twin Peaks, costituenti un film fluviale di quasi venti ore che sembra sul punto di infrangere lo schermo della TV con la forza tremenda delle sue immagini. Come avviene in Fire Walk With Me, quando una televisione esplode in una deflagrazione indotta da una martellata, il cinema che infrange il limite del piccolo schermo.

 

Ci sono giochi come Killer 7 e Killer is Dead di Suda 51, Deadly Premonition di Swery e senza dubbio la serie di Silent Hill che palpitano di poesia, macabro, noir e mistero filtrati non solo dalla “storia postuma” di Laura Palmer ma da Velluto Blu o Cuore Selvaggio.

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Alan Wake e il suo seguito, sebbene siano soprattutto ispirati ai romanzi di Stephen King, sono videogiochi che devono molto anche a Lynch, questo perché il regista (che purtroppo non ha mai realizzato un film tratto dalle opere dello scrittore di It) è talvolta più “kinghiano” dello stesso King nell’illustrare l’orrore che si nasconde tra le pieghe discutibili di ciò che è reale.

 

Questa lunga e amorosa introduzione dedicata al maestro estinto, per giungere al gioco di oggi, ovvero Silver Pines, che risulta l’omaggio più dichiarato e riuscito al cinema di Lynch, laddove questo è più oscuro e spaventoso.

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Non c’entra nulla ora, ma sarebbe bellissimo e perfetto anche un videogioco tratto da Straight Story, quello del vecchietto che attraversa gli States a bordo di un tagliaerba per andare a trovare il fratello malato, il film di Lynch più luminoso e dritto ma solo in una maniera illusoria. Comunque continuo: Silver Pines è un “survival horror” in due dimensioni per Switch 2, PlayStation 5, XBox e PC con un’esplorazione delle aree di gioco ispirata a Super Metroid e Castlevania Symphony of The Night, quindi un “metroidvania”, consentitemi ancora una volta questa cacofonica parola.

 

Si tratta di un videogioco sviluppato da un piccolissimo team svedese e norvegese che risulta in grado di competere con i classici del genere; anzi, superando addirittura nelle sue spietate dinamiche di sopravvivenza all’orrore gli ultimi Resident Evil e Silent Hill, quindi Requiem e Townfall. Un avvertimento: Silver Pines non è tradotto in italiano ma è solo in inglese.

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IL GIOCO IDEALE PER HALLOWEEN

Il detective privato Red Walker giunge a Silver Pines per trovare un cantante scomparso, Eddie Velvet. La città è quasi deserta tranne che per qualche surreale persona, perché un nubifragio devastante la sta allagando. Red sembra un po’ l’agente Cooper di Twin Peaks e Mulder di X-Files, ma più turbato. C’è anche una ragazza scomparsa, forse morta.

 

Si cominciano a esplorare le annacquate e piovose strade della cittadina quand’ecco gli inevitabili mostri, figure liquide e deformi che derivano dalle anatomie distorte di Silent Hill, soprattutto. La storia procede fino alla fine (ci sono tre finali) in maniera magistrale mentre il gioco diviene sempre più buio e allucinante, trascorrendo per panorami urbani resi nella loro molle desolazione con estrema efficacia e realismo bidimensionale. Si andrà anche oltre, in dimensioni imprecisate tra coscienza, rimorso e ricordo.

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Durante questo viaggio micidiale, accompagnati da musiche e suoni che omaggiano con stile e amore Badalamenti/Lynch ma senza l’ineguagliabile arte, si deve ovviamente anche sopravvivere, quindi combattere.

 

L’ARTE GIOCOSA DEL SURVIVAL HORROR

Silver Pines è spietato, sebbene ci siano dei selettori di difficoltà. Ma sconsiglio le modalità più facili perché si turberebbe la tensione e la natura del gioco. L’ideale è proprio selezionare la modalità “survival horror”, invece attenzione alla più ostica, un vero incubo.

 

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All’inizio si combatte con bastoni e poi tubi o spranghe, ma queste si rompono dopo pochi colpi e bisogna ripararle con dei nastri adesivi relativamente rari; l’alternativa è scappare. Si trovano poi pistole e fucili ma i proiettili sono assai rari, così come i medicinali curativi. È vero che alla fine del gioco si arriva pieni di risorse, ma solo se si fa attenzione e non si spara come se si fosse in uno “sparatutto”. Conservate i proiettili per le spaventose “boss fight” contro abominevoli creature.

 

Ci sono dei distributori automatici sparsi per Silver Pines dove acquistare risorse limitate, ma servono i soldi e anche questi son sono difficili da trovare per la città. Tutto ha un costo in Silver Pines, persino salvare la posizione presso le cabine telefoniche! Si alimenta così una tensione perpetua, un senso di insicurezza e paura che non cedono mai, sospesi tra la meraviglia per la qualità horror del gioco e lo sgomento.

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Silver Pines è una magnifica e inquietante sorpresa, un altro grandissimo gioco “piccolo” che risulta imperdibile non solo come struggente e non superficiale omaggio a David Lynch e alla sua poetica più inquietante, ma perché è da considerarsi tra le più ispirate opere horror degli ultimi anni.

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