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“‘ZELIG ON’ MOSTRA UNA USURA IRREVERSIBILE” – ALDO GRASSO TUMULA IL FORMAT RILEGANDOLO AL SECOLO SCORSO: “È SEMBRATO UNO SPETTACOLO D’ALTRI TEMPI, CON I DUE CONDUTTORI, LODOVICA COMELLO E PAOLO RUFFINI, NON IN GRADO DI IMPORRE UNO STILE DI GUIDA E POCO ADATTI A FARE 'DA SPALLA', CON ALE E FRANZ NEL BACKSTAGE, SEMPRE BRAVI, MA IMPOSSIBILITATI A TAMPONARE LE FALLE. COME CON ‘COLORADO’, O CON ALTRI SHOW SIMILI, È DIFFICILE TROVARE UN COMICO CHE DICA QUALCOSA DI NON PREVEDIBILE…”
Estratto dell’articolo di Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”
Mette sempre una certa tristezza parlare di «Zelig», anche se la sua missione sarebbe un’altra. Forse perché evocare quel nome ci porta nel secolo scorso, […] forse perché è cambiata la comicità e con essa i canali attraverso cui si esprime.
Giancarlo Bozzo, con la «copertura intellettuale» di Gino & Michele, aveva trasformato «Zelig» in una fabbrica della risata a ciclo continuo […]
Qualcosa è cambiato e il marchio ha perso rinomanza e rilevanza o, come si dice, «il suo appeal». «Zelig On» è sembrato appunto uno spettacolo d’altri tempi, con i due conduttori, Lodovica Comello e Paolo Ruffini, non in grado di imporre uno stile di guida e poco adatti a fare «da spalla», con Ale e Franz nel backstage, sempre bravi, ma impossibilitati a tamponare le falle, con qualche ospite della scuderia ad arricchire l’offerta (Italia 1).
«Zelig On» ha mostrato in maniera inequivocabile che quel tipo di format (la consacrazione di giovani comici) mostra una usura irreversibile, come era già successo con «Colorado» o con altri show simili: in questo contesto è difficile trovare un comico che dica qualcosa di non prevedibile (ho riso solo per Max Samaritani).
Negli ultimi anni la comicità ha cambiato profondamente i suoi spazi e i suoi linguaggi. Se in passato la tv rappresentava il principale mezzo di diffusione della risata, oggi la nuova comicità trova espressione soprattutto sul web.
[…] Uno come Daniele Gattano, e stiamo parlando dell’eccellenza, non troverebbe mai spazio a «Zelig On». I tempi lunghi dei programmi televisivi si scontrano con la velocità della fruizione online, dove i contenuti devono essere brevi, immediati e facilmente condivisibili.
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