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    I TIFOSI INCAZZATI DELLA JUVE SI SONO GIÀ SCORDATI NOVE SCUDETTI IN 10 ANNI - A TORINO SONO SPUNTATI PESANTI STRISCIONI CONTRO AGNELLI: "SQUADRA DISTRUTTA E STADIO SALOTTO, FIGURE DA COGLIONI", FIRMATO VIKING, UNA FRANGIA DEGLI ULTRÀ - LA SQUADRA È PARTITA MALE, HA SOFFERTO L'ADDIO DI RONALDO E DA QUANDO È ANDATO VIA MAROTTA LA SOCIETÀ SUL MERCATO CI HA CAPITO POCO: MA FORSE DIETRO LA CONTESTAZIONE C'È UN'ALTRA STORIA…


     
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    Fabrizio Biasin per “Libero Quotidiano

     

    striscioni dei tifosi della juve contro andrea agnelli striscioni dei tifosi della juve contro andrea agnelli

    Sono spuntati un paio di striscioni inquietanti. Il primo dice così: «Squadra distrutta e uno stadio salotto. Agnelli e Pairetto disastro perfetto». Il secondo dice così: «Ovunque tamburi e striscioni!! All'Allianz burattini e figure da cogli...».

     

    andrea agnelli andrea agnelli

    Li hanno appesi la scorsa notte all'esterno dello stadio della Juventus, l'Allianz, e sono stati gli ultras. Mica tutti, i cosiddetti Viking. Ora, non è decisamente il caso di fare la versione in prosa dei due sonetti (prima o poi dovranno spiegarci perché si procede sempre con l'agghiacciante rima baciata), in fondo ben si capisce dove vogliono andare a parare. Ce l'hanno con il sciur padrun, Andrea Agnelli, presidente supremo del club vincitore di nove degli ultimi dieci tricolori (l'ultimo, è noto, lo ha conquistato l'Inter).

     

    ANDREA AGNELLI CON MAURIZIO ARRIVABENE E PAVEL NEDVED ANDREA AGNELLI CON MAURIZIO ARRIVABENE E PAVEL NEDVED

    Sono bastate due (brutte) partite, quella pareggiata contro l'Udinese e quella persa contro l'Empoli, per scatenare l'ira funesta dell'ultrà, che se ne fotte di quel che è stato e si interroga su quel che sarà.

     

    Oh, per carità, che alla Juve qualcosa non stia andando per il verso giusto ce lo hanno detto (non direttamente) mister Allegri e capitan Chiellini («questa non è squadra...»), ma anche la gestione delle ultime 96 ore di mercato, ovvero quelle che hanno seguito la cessione di Cristiano Ronaldo che «resta assolutamente» (cit. Pavel Nedved).

     

    ANDREA AGNELLI E DIETRO DI LUI PAVEL NEDVED ANDREA AGNELLI E DIETRO DI LUI PAVEL NEDVED

    Ecco, Agnelli non ha proferito parola e certo sembra avere le idee confuse da almeno un paio di stagioni a questa parte - tendenzialmente da quando ha accompagnato alla porta Giuseppe Marotta -, ma questo non giustifica l'incazzatura del tifoso, proprio no.

     

    La Juventus ha perso 5 punti su 6, sono tanti, ma la stagione è appena iniziata ed è nelle mani di Massimiliano Allegri, uno dei più bravi se non il più bravo allenatore su piazza.

     

    ANDREA agnelli CON FEDERICO cherubini E PAVEL nedved ANDREA agnelli CON FEDERICO cherubini E PAVEL nedved

    Il club di Agnelli ha vinto tutto quello che c'era da vincere per anni e anni: scudetti, Coppe Italia, Supercoppe, ha disputato due finali di Champions League, ha innalzato il suo fatturato, è tornato ad essere uno tra i migliori in Europa dopo la devastante Calciopoli e la stagione in serie B, è stato modello di gestione fino a quando ha scelto di specchiarsi in se stesso e «ora non basta più vincere, dobbiamo vincere ed essere bellissimi».

     

    chiellini allegri chiellini allegri

    Un peccato di vanità quasi imperdonabile, perché contrario alla filosofia centenaria della famiglia, ma forse anche fisiologico. Cioè, capiamoci bene: non vincere, o anche solo rischiare di non vincere, prendere qualche decisione sbagliata, dover riprogrammare... sono tutte cose che fanno parte del calcio e sono assolutamente normali.

     

    Il club perfetto non esiste: non lo è stato il Real Madrid (aveva i cosiddetti Galattici e non ha vinto una mazza), non lo è il Barcellona (non sanno più come tagliare), a volte persino il Bayern ha avuto i suoi guai.

     

    JUVENTUS - EMPOLI - ALLEGRI E CHIELLINI SCONSOLATI JUVENTUS - EMPOLI - ALLEGRI E CHIELLINI SCONSOLATI

    Mettersi ad attaccare Agnelli, chiedere la sua testa, non solo è ingeneroso, ma è "tatticamente" sbagliato. La Juve paga due anni di scelte sbagliate, ma continua ad avere un parco giocatori di primissimo piano e lo strumento per incastrarli nella giusta maniera (leggi Allegri), mettersi a suonare il requiem dopo due giornate è la conferma che nel calcio non esiste memoria, a meno che i "messaggi" dei Viking non contemplino anche vecchie ruggini legate alla concessione - ora negata - dei biglietti allo stadio. Se così fosse, quello degli ultrà non sarebbe solo un atto di irriconoscenza, ma una stucchevole e patetica "contestazione scientifica".

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