DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU…
“OGNUNO DI NOI HA IN MANO UNA PICCOLA BOMBA ATOMICA, LA METTIAMO IN MANO AI NOSTRI FIGLI, E NON CI RICORDIAMO CHE È PERICOLOSA” – ASSIA NEUMANN SULLA PROPOSTA DI LEGGE CHE PREVEDE IL DIVIETO DELL’USO DEI SOCIAL PER I MINORI DI 15 ANNI, GIÀ APPROVATA IN AUSTRALIA E IN FRANCIA E PRESENTATA IN ITALIA DALLA LEGA: “OLTRE ALLE COSE NOTE E TREMENDE CHE POSSONO SUCCEDERE SUI SOCIAL, BISOGNA PENSARE ANCHE A QUELLO DI CUI NON CI ACCORGIAMO OVVERO..."
Estratto dell’articolo di Assia Neumann Dayan per “la Stampa”
[…] Il problema non sono solo i social network, il problema è l'erosione dell'istinto di sopravvivenza. Ognuno di noi ha costantemente in mano una piccola bomba atomica, la mettiamo in mano ai nostri figli, non ci ricordiamo che è pericolosa perché la nostra soglia di attenzione si è abbassata a cinque secondi, ma è una bomba, lo dovremmo sapere che prima o poi esploderà. Per quanto mi riguarda, meglio buttarla sui server della Silicon Valley e amen. […]
Dopo l'Australia, l'Assemblea Nazionale di Parigi ha approvato la proposta di legge che prevede il divieto dell'uso dei social network per i minori di 15 anni, oltre al divieto per gli studenti di portare i cellulari a scuola.
In Italia la polemica sui cellulari a scuola non mi ricordo com'è andata a finire, ma mi ricordo com'è iniziata, […] col fatto che bisogna dire che il Governo è brutto e cattivo e fascista e che questi non sono i problemi veri della gente o i problemi veri degli studenti, mica come l'educazione affettiva. Per le persone normali, lo stupore era solo dovuto al fatto che fosse permesso portare i cellulari in classe.
Oltre alle cose note e tremende che possono succedere sui social, sui forum e sulle chat dei vari Roblox - l'adescamento, lo sfruttamento, l'estorsione, la visione di immagini non adatte a un pubblico di minori, gruppi di reclutamento per terroristi - bisogna pensare anche a quello di cui non ci accorgiamo, e non ce ne accorgiamo perché pensiamo che non ci sia bisogno di un Sert per internet.
Se un'adolescente […] vede continuamente immagini di ragazze secondo lei più belle, più magre, con genitori più amorevoli e che vivono in case pazzesche, questo ha un effetto, e quell'effetto è devastante. Quello che questa ragazza vede è finto, come tutto quello che è mediato da una telecamera, un adulto dovrebbe stare lì a spiegarglielo, ma l'adulto è troppo spesso impegnato a guardare i video della mamma della ragazza più bella, più magra e con la casa favolosa.
Uno dei libri più venduti al mondo è un tomo di oltre 400 pagine che a questo punto penso che genitori e insegnanti usino come fermaporta: La generazione ansiosa, scritto da Jonathan Haidt. Analizza tutti i fenomeni legati alla Gen Z: […] negli Usa, dal 2010 c'è stato un aumento del 134% dell'ansia negli studenti universitari, aumento del 106% della depressione, aumento del 100% dell'anoressia, schizofrenia aumentata del 67%, abuso di sostanze stupefacenti del 33%. E questa è solo la pagina 36.
Prendendo spunto da un trend sui social, Haidt ha fatto una domanda all'AI: «Se tu fossi il diavolo, come distruggeresti la prossima generazione senza che se ne accorgesse?». L'AI ha risposto: «In breve: se fossi il diavolo, distruggerei la prossima generazione non con il terrore o la violenza, ma con la distrazione, la disconnessione e la lenta erosione del significato. Non se ne accorgerebbero nemmeno, perché sembrerebbe libertà e divertimento».
Il diavolo non si è inventato niente, manco le pentole, perché ci sono già i social network che ti vendono non solo le pentole, ma pure i coperchi. È probabile che i social network stiano morendo, e il diavolo si è già portato avanti con l'AI. Come evidenziato da un articolo del Financial Times, c'è una flessione nel tempo che passiamo davanti allo schermo a causa di quella che è stata chiamata «enshittification», cioè l'uso di metodi sempre più disperati per attrarre consumatori. Il punto secondo me è proprio questo: i social sono diventati solo uno schema di vendita.
C'è chi ti vende il mascara, chi un referendum, chi la buona causa internazionale, chi la cronaca nera, ci sono i medici che ci fanno vedere come si vestono e ci sono pure gli influencer pagati per andare al cinema, e per questa cosa noi non proveremo mai abbastanza risentimento.
Se non ti viene voglia di spegnere tutto quando vedi una persona senza né arte né parte andare a vedere un film in anteprima, gratis, e ti dice che è bello solo perché è pagato per dirtelo, vuol dire che qualcosa dentro di te si è rotto e non è più recuperabile. […] I social erano nati per organizzare la pizzata della rimpatriata del liceo, ma sono finiti a fare la pubblicità della pizzeria.
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