DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

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DAGOREPORT

 

performer nuda padiglione austriaco della biennale 2

Buttafuoco e fiamme alla Biennale che non russa: il Padiglione che fu sovietico è aperto in questi tre giorni di visita ad inviti e trasformato in un fracassone dj set pieno di fiori.

 

Siam tornati ai tempi di mettete dei fiori nei vostri cannoni che intanto facciamo la guerra (all’Ucraina). Che, di suo, a pochi metri dal Padiglione russo ci ha installato un cervo gigante in cemento armato che sembra dire il cervo contro l’orso russo o giù di lì.

 

Il Padiglione americano, con curatrice non filo Lavrov ma filo Trump, sembra un interno di arredo chic di Lissone per ricchi arabi con delle sculture dorate da sceicco. L’Iran non c’è segnala la Biennale (bella forza, è chiuso Hormuz) mentre Israele - che vuol far causa per la non ammissione alle selezioni ai tempi della giuria poi dimessasi (ora il voto popolare lo può indicare) - opta per una piscina all’interno dell’Arsenale uguale a quella che fece Giorgio Andreotta Calò quindici anni fa nel Padiglione Italia curato da Alemani.

 

biennale 2026 1

La mostra “In minor Keys” degli assistenti (scappati di casa?) della fu Koyo Kouoh è un po’ un suk ’ndo cojo cojo.  L’arte è in chiave minore, anzi, sottochiave, mentre il resto è artigianato ex terzomondista ora Sud del mondo. E’ una vivace lamentela anticolonialista che invita gli europei a confessare i loro crimini (ma quali?) restituire, ridare, rispettare neri, paesaggi, Gaza, di tutto di più. Con filmati di donne nere che sostituiscono le Veneri della pittura del Rinascimento.

 

performer nuda padiglione austriaco della biennale 1

I temi delle installazioni sono quelli dell'insediamento coloniale e del disastro ambientale. I giardini creoli diventano luoghi di riposo, riconnessione e relazione con forme di vita non umane e metafora della mostra.

 

E’ un mondo di magia apotropaica che contesta le tassonomie dell’Occidente e che intende disvelare mondi “limitrofi” e di “tono minore” e altre buone intenzioni un mix tra Tony Morrison ed Elly Schlein.

 

Del resto gli estremi si toccano e la mostra dell’aspirante Savonarola anticapitalista non è dissimile da quella dell’per comunista Enzewor che leggeva Marx 24 ore su 24.

 

Tra gli altri padiglioni da segnalare l’Austria dove la ricca e glamour Eva Dichand, collezionista d'arte e filantropa ed editrice del quotidiano Heute ha finanziato un padiglione dove giusto si vede una povera performer nuda a testa in giù dentro una campana: manco a Terrazza Sentimento o alla Gintoneria di Lacerenza si è vista una cosa simile.

 

apertura padiglione russo alla biennale di venezia 2026alessandro giuli pietrangelo buttafuocoapertura padiglione russo alla biennale di venezia 2026padiglione federazione russaapertura padiglione russo alla biennale di venezia 2026aguirre y otegui 1biennale 2026 3Pietrangelo Buttafuoco e Tamara Gregorettimzo maher alice 9447jaar alfredoeshetu theohadjithomas joana + joreige khalillie danmutu wangechibiennale 2026aguirre y oteguiholler carstenpongo leonarddevine bonniebiennale 2026 2dedeaux dawnsenior oliveakinbiyi akinbodebiennale 2026 6biennale 2026 4biennale 2026 5biennale 2026 7marasela senzeni