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AYATOLLAH, TE VENIAMO A PIGLIÀ – GLI STATI UNITI STANNO SPOSTANDO NUMEROSI AEREI E AEROCISTERNE VERSO IL MEDIO ORIENTE: NORMALE ATTIVITÀ DI CONTROLLO, O SI STANNO PREPARANDO A UN INTERVENTO IN IRAN? – KHAMENEI LANCIA UNA NUOVA ESERCITAZIONE MILITARE PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE ENORMI PROTESTE IN IRAN: IL REGIME È FRAGILE E, DOPO LA CATTURA DELL’ALLEATO MADURO, LA GUIDA SUPREMA È TERRORIZZATA DAL FARE LA STESSA FINE – LANCIARE QUALCHE RAZZETTO SERVE PER ALZARE DI NUOVO LA TENSIONE CON ISRAELE, MA LA REPUBBLICA ISLAMICA RISCHIA GROSSO (NON HA ANCORA RICOSTRUITO LE PROPRIE DIFESE DOPO LA GUERRA DEI 12 GIORNI, A GIUGNO). QUALSIASI ERRORE DI CALCOLO POTREBBE ESSERE FATALE…

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L'IRAN GUARDA AL VENEZUELA, MA IL RISCHIO PER IL REGIME DI TEHERAN È UNA QUESTIONE DI CALCOLO

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

khamenei come maduro - meme by dagospia

Nella notte fra domenica e lunedì, la televisione iraniana ha annunciato l’inizio di un’esercitazione militare. Le Guardie della rivoluzione islamica si sono messe a testare lanci di missili e sistemi di difesa aerea in diverse città, fra cui la capitale, Teheran. Lo avevano già fatto a dicembre,  a gennaio non erano programmate. […]

 

[…] “Gli iraniani guardano a quello che succede in Venezuela. Capiscono che gli Stati Uniti possono avere in testa l’idea di un cambio di regime. E sono sicuro che si sentono sotto pressione”, dice Danny Citrinowicz, ricercatore del programma Iran, presso l’Inss (Institute for National Security Studies).

 

Già il post di Trump su Truth aveva gettato nel panico la leadership di Teheran, la dimostrazione venezuelana ha accentuato le paranoie e da qui le reazioni: parlare in modo ossessivo delle differenze  fra la Repubblica islamica e il Venezuela; dimostrare di essere pericolosi, come hanno cercato di fare con i test missilistici; minacciare le truppe americane in medio oriente.

 

Danny Citrinowicz

Le differenze fra il sistema venezuelano e quello iraniano sono molte: “Non sappiamo come andrà a finire in Venezuela, ma in termini di capacità di danneggiare gli Stati Uniti, Caracas ha meno opzioni rispetto a Teheran”, spiega Citrinowicz.

 

Ma soprattutto è complesso trovare una Delcy Rodríguez a Teheran, qualcuno come la neo presidente con cui gli americani vogliono portare avanti un accordo: “Se provassero a fare qualcosa di simile in Iran, quindi a catturare la Guida suprema Ali Khamenei, il sostituto difficilmente sarebbe  disposto a lavorare con l’occidente”.

 

MEME SULL ARRESTO DI MADURO

Ci sono molte differenze fra i due casi, a cominciare dal fatto che l’operazione in Venezuela della Casa Bianca è stata giustificata  da una minaccia diretta al territorio americano, mentre è più complesso trovare ragioni simili in Iran: la difesa dei manifestanti non è abbastanza.

 

“Trump vuole marcare le differenze fra lui e Barack Obama, fra lui e Joe Biden. Tutti e due sono stati presidenti durante grandi proteste, non sono intervenuti”. Un’operazione in Iran sarebbe anche difficile da concludere con un’azione di avvertimento come quella in Venezuela o con un colpo isolato come Trump ha fatto per esempio in Nigeria. “Contro l’Iran, ogni azione porta a una ritorsione, non finisce lì”.

 

ali khamenei come nicolas maduro - meme

Gli Stati Uniti non vogliono una guerra contro l’Iran. Israele non vuole una guerra contro l’Iran, come Netanyahu ha fatto dire al regime, tramite Putin, che del regime è alleato. E l’Iran, in questo momento, non può permettersi una guerra contro Israele. Tuttavia, il fatto che nessuno sia pronto al conflitto, non vuol dire che non avverrà.

 

“La guerra contro Israele non è la priorità, prima di tutto per il regime viene la stabilizzazione interna. Se lanciasse un attacco, darebbe a Israele e agli Stati Uniti il pretesto per colpire, mentre non ha ricostituito ancora le sue difese e i suoi arsenali”.

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

La guerra di giugno scorso ha lasciato l’Iran scoperto, ma internamente al regime c’è chi teme che “qualcuno” possa sfruttare la situazione interna per attaccare: “E questo qualcuno è Israele, che pure sta facendo molti errori di comunicazione”.

 

La Repubblica islamica non ha intenzione di essere attaccata per prima, come avvenne a giugno. Non vuole essere colta di sorpresa e questo è lo scenario in cui un errore di calcolo può condurre a un conflitto, le cui possibilità nel 2026 non sono imminenti, ma elevate per tre ragioni: errore di calcolo, minaccia percepita da Israele, mancanza di disponibilità a raggiungere un accordo sul nucleare con gli Stati Uniti.

 

macerie lasciate da un missile iraniano a tel aviv 1

Mentre gli iraniani cercano di allontanare l’incubo venezuelano, esce fuori un’altra similitudine: Caracas e Teheran si sono affidate all’alleanza con Mosca e non è servito a nulla. Il Cremlino non ha potenziato gli aiuti all’Iran quando a giugno la possibilità di una guerra contro Israele diventava più concreta, né al Venezuela quando Maduro sentiva aumentare la pressione americana.

 

“Gli iraniani non hanno altre opzioni, devono lavorare con i russi per ricostruire le capacità di difesa e per aggirare le sanzioni. In caso di guerra, però, dubito che i russi interverrebbero, cercheranno di mediare”.

 

NICOLAS MADURO ALI KHAMENEI

Per Citrinowicz, la decisione del governo israeliano di affidarsi alla mediazione russa è sbagliata: “Non dovremmo affidarci a loro, potremmo trovare mediatori migliori. In realtà neppure gli iraniani si fidano”, ma non hanno altre opzioni. […]

 

IRAN, AEREI E RIFORNITORI USA IN MOVIMENTO: RISCHIO SCONTRO TEHERAN-WASHINGTON

Estratto da www.adnkronos.com

 

Decine di aerocisterne per il rifornimento in volo, aerei da trasporto strategico e un'intensa attività logistica tra Stati Uniti, Europa e Medio Oriente. E' questo il quadro che emerge nelle ultime ore mentre Washington rafforza la propria postura militare nella regione.

 

Operazione Rising Lion - attacco di israele all iran

Stando a quanto risulta all'Adnkronos, numerosi velivoli della United States Air Force, inclusi aerei da trasporto pesante C-5 e C-17, sarebbero decollati sia dagli Stati Uniti che da una base americana nel Regno Unito, dirigendosi verso il Medio Oriente.

 

Questo trasferimento in corso di forze e mezzi in un'area già ad altissima tensione, secondo diverse valutazioni, rifletterebbe i preparativi per possibili attacchi contro l'Iran. L'impiego di aerei da trasporto di questo tipo, infatti, è solitamente associato a scenari di escalation militare o alla preparazione di operazioni su vasta scala.

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago.

Quella che sembrerebbe un'improvvisa accelerazione di Washington avviene mentre la Repubblica islamica affronta una delle fasi più delicate degli ultimi anni. Le proteste scoppiate in diverse aree del Paese stanno aumentando la pressione su un governo già paralizzato da una profonda crisi economica.

 

Ma a pesare ancora di più sulla leadership iraniana è quanto accaduto ad oltre 7mila chilometri di distanza: la sorprendente operazione militare statunitense a Caracas, culminata con la cattura di Nicolas Maduro, storico alleato di Teheran […].

 

[…] Lunedì, per la seconda volta in meno di una settimana, il capo della Casa Bianca ha lanciato un avvertimento diretto: "Se iniziano a uccidere le persone come hanno fatto in passato, penso che saranno colpiti duramente dagli Stati Uniti", ha dichiarato a bordo dell'Air Force One.

[…]

 

 

meme su maduro in bikini

Ad alimentare i timori di Teheran sono state anche le minacce del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. "Trump ed io abbiamo espresso una posizione ferma: non permetteremo all'Iran di ricostituire il suo programma di missili balistici e certamente non permetteremo che rinnovi il suo programma nucleare", ha scandito davanti alla Knesset, mentre per il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, Trump e Netanyahu avrebbero raggiunto un accordo per colpire l'Iran durante il loro incontro di fine anno a Mar-a-Lago.

 

La tensione si riflette anche nei toni sempre più duri della leadership iraniana. "Tutti i centri e le forze americane nella regione saranno per noi obiettivi legittimi in caso di qualsiasi azione", ha avvertito il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf.

 

Sulla stessa linea il comandante in capo dell'esercito, il generale Amir Hatami, secondo cui "se il nemico commette un errore, la risposta dell'Iran sarà più forte della guerra di 12 giorni con Israele dello scorso giugno".

 

Operazione Rising Lion - attacco di israele all iran – al sito nucleare di Natanz

Per la Guida Suprema, Ali Khamenei, quanto accaduto negli ultimi mesi conferma una convinzione radicata: il dialogo con Washington è solo un mezzo per arrivare allo scontro finale: "Coloro che dicevano che la soluzione dei problemi del Paese stava nel negoziare con gli Stati Uniti hanno visto cosa è successo - ha scritto su X - Mentre l'Iran negoziava, il governo Usa preparava piani di guerra. Non cederemo al nemico".

 

[…] Secondo Vali Nasr, professore della Johns Hopkins University e tra i massimi esperti di Iran, Teheran percepisce ormai le intenzioni americane come "massimaliste e ostili". Anche Sanam Vakil, direttrice del programma Medio Oriente e Nord Africa di Chatham House, parla di una "tripla crisi": economica, politica e ora esterna, con la pressione congiunta di Stati Uniti e Israele e il rischio di un nuovo conflitto militare.

 

danni all centro di arricchimento dell uranio di natanz, in iran , dopo l attacco israeliano

[…] "Il caso Venezuela sarà osservato con grande attenzione, perché la rimozione del leader al vertice non garantisce necessariamente un cambiamento sostanziale delle politiche del sistema", ha sottolineato Vakil.

 

Una considerazione, quest'ultima, che trova riscontro anche nell'analisi di Arang Keshavarzian, professore di Middle Eastern & Islamic Studies alla New York University, che in una recente intervista all'Adnkronos ha evidenziato che "la scorsa estate e in passato abbiamo visto che l'Iran può perdere generali e comandanti di alto livello e il regime sembra in grado di sostituirli abbastanza facilmente". Per questo motivo, "la rimozione di Khamenei dal potere non implica necessariamente un cambiamento di regime e potrebbe aprire la strada ad altre forze autoritarie interne all'apparato di sicurezza". […]

iraniano con cartello pro israelememe su maduro nello stesso carcere di diddy sean combsiron dome intercetta missili iraniani sopra tel aviv 2ali khamenei attacco missilistico iraniano su tel aviv attacco missilistico iraniano su tel aviv benjamin netanyahu donald trump mar a lago