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BRUGNARO CON L’ACQUA ALLA GOLA – L'EX SINDACO DI VENEZIA DI CENTRODESTRA È STATO RINVIATO A GIUDIZIO PER LA PRESUNTA VIOLAZIONE DELLA LEGGE SULLE SPESE ELETTORALI, RELATIVAMENTE ALLA CAMPAGNA PER LE AMMINISTRATIVE DEL 2020 – IL PROCESSO È STATO FISSATO AL 21 SETTEMBRE PROSSIMO – AL CENTRO DELL'INCHIESTA C’È UN PRESUNTO “SFORAMENTO” DEL TETTO DI SPESA ELETTORALE INTORNO AI 300 MILA EURO – ASSIEME A BRUGNARO SONO STATI RINVIATI A GIUDIZIO ANCHE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO, MORRIS CERON E…
(ANSA) - VENEZIA, 05 GIU - L'ex sindaco di Venezia Luigi Brugnaro è stato rinviato a giudizio per la presunta violazione della legge sulle spese elettorali, relativamente alla campagna per le amministrative del 2020. Il processo è stato fissato al 21 settembre prossimo.
Assieme a Brugnaro sono stati rinviati a giudizio, a vario titolo per falso e finanziamento illecito, anche il capo di gabinetto di Brugnaro, Morris Ceron, Walter Bianchi, del Consorzio produzione e sviluppo Nordest, e Adriano Giugie, mandatario delle spese elettorali. Al centro dell'inchiesta, un presunto "sforamento" del tetto di spesa elettorale intorno ai 300mila euro.
LUIGI BRUGNARO - ILLUSTRAZIONE DI FRANCESCO FRANK FEDERIGHI
A Brugnaro, in particolare, viene contestato l'utilizzo di contributi per 513mila euro, mentre al Collegio regionale di garanzia presso la Corte d'appello sarebbe stata dichiarata una spesa di 251.202 euro, con entrate per 251.548. Di queste, solo 20.072 euro sarebbero provenute dall'associazione
"Un'impresa Comune", costituita dalle elezioni del 2015, le prime a cui Brugnaro prese parte. Secondo quanto era emerso dagli accertamenti della Guardia di finanza, invece, il finanziamento sarebbe ammontato a 900mila euro, in un periodo che va dal dicembre 2019 al dicembre 2020; il mandatario elettorale avrebbe fornito comunicazioni relative soltanto ai 45 giorni antecedenti le elezioni.
A detta dell'accusa, oltra a una sanzione pecuniaria amministrativa, ciò avrebbe dovuto comportare anche quella dell'ineleggibilità e della decadenza di Brugnaro. Le difese sostengono che il denaro sarebbe proveniente dallo stesso Brugnaro, attraverso due sue società che avrebbero registrato a bilancio versamenti a favore dei comitati elettorali in maniera corretta.
LUIGI BRUGNARO 1
LUIGI BRUGNARO
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