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ALTRO CHE AFD, SUI MERCATI L’ONDA NERA È QUELLA DEL GREGGIO – CON LA CRISI DEL GOLFO CHE NON VEDE UNA FINE, IL PREZZO DEL PETROLIO SI È RIPORTATO AI MASSIMI DA LUGLIO: +1,5% PER IL BRENT, CHE SFIORARE I 98 DOLLARI AL BARILE. A QUESTO SI AGGIUNGE LA FIAMMATA DEL GAS, TORNATO SUI LIVELLI CALDISSIMI DI FINE 2022 (+1,9% A 73,83 EURO SUL MERCATO DI AMSTERDAM) – CON L’INFLAZIONE IN SALITA PER L’AUMENTO DELLE MATERIE PRIME ENERGETICHE, LA BCE GIOVEDÌ DOVREBBE ALZARE I TASSI DI INTERESSE...

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Estratto dell’articolo di Maximilian Cellino per “Il Sole 24 Ore”

 

stretto di hormuz - petrolio e gas

Non si è visto ieri sui mercati, se non in termini piuttosto ridotti, l’effetto del successo oltre le attese di Alternative für Deutschland nelle elezioni del Land tedesco della Sassonia Anhalt.

 

Il mercato sembra invece sempre più preoccupato per un’altra ondata nera, quella provocata dal prezzo del petrolio che si è riportato ai massimi da fine luglio (+1,5% il Brent a sfiorare i 98 dollari al barile) e che si è unita alla fiammata del gas, tornato addirittura sui livelli caldissimi di fine 2022 (+1,9% a 73,83 euro sul mercato Ttf di Amsterdam).

 

[…]  

 

donald trump - crisi energetica e petrolio - illustrazione di andrea calogero

I listini azionari continentali hanno infatti chiuso il lunedì in ordine sparso e non lontani dai livelli di venerdì sera: Milano (+0,25%) e Parigi (+0,33%) finiscono sopra la parità, Francoforte (-0,25%) e Madrid (-0,14%) sotto, […]

 

Ben diversa è invece l’aria che si continua a respirare sui titoli di Stato, con il rendimento del Bund decennale proiettato ormai al 3,38% su livelli che non si vedevano da 15 anni. Difficile però attribuire la turbolenza sul titolo tedesco a contraccolpi collegati all’esito del voto regionale, perché in fondo il movimento sul reddito fisso appare corale, con anche i tassi dei BTp in crescita di cinque centesimi al 4,20% e l’Oat francese al 4,25 per cento.

 

CHRISTINE LAGARDE AL WORLD ECONOMIC FORUM DI DAVOS - FOTO LAPRESSE

Il continuo surriscaldamento dei prezzi delle materie prime energetiche e i loro riflessi soprattutto sull’inflazione sono infatti verosimilmente destinati a condizionare le scelte della Banca centrale europea. Il pensiero non va in questo caso alla decisione che il consiglio direttivo prenderà giovedì, visto che il rialzo di 25 punti base viene dato ormai pressoché scontato dai mercati, ma alle successive.

 

Salgono infatti le aspettative sul fatto che il 2,50% al quale si approderebbe possa non essere il punto d’arrivo definitivo per il costo del denaro dell’Eurozona.

 

ttf borsa gas amsterdam

«Con i prezzi del petrolio che rimangono elevati e il rischio sempre più concreto di un nuovo shock dei prezzi del gas, è probabile che la maggior parte dei responsabili della politica monetaria della Bce ritenga opportuno un ulteriore aumento» sostiene Carsten Brzeski, responsabile globale macroeconomia di Ing Research. […]

ttf borsa gas amsterdam