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Carlo Alberto Bucci per âLa Repubblica'
à giunta l'ora di B&B. Franco Bernabè e Francesco Bonami viaggiano verso PalaExpo e Macro. Manca il bollo definitivo del Campidoglio. Ma l'annuncio in coro dell'assessore alla Cultura Flavia Barca e del sindaco Ignazio Marino è imminente. Entro fine marzo. Contenta delle nomine è anche la ragioneria capitolina: si tratta infatti di ruoli dirigenziali a costo zero, o quasi. Naufragata è del resto la richiesta dell'assessore Barca per un incarico da dirigente esterno: mancano i soldi.
Sembra insomma quasi fatta per il sì di un top manager come Bernabè all'incarico (a titolo gratuito, per statuto) di presidente dell'azienda Speciale PalaExpo che amministra con successo il palazzo delle Esposizioni di via Nazionale e, in sintonia con la presidenza della Repubblica, le Scuderie del Quirinale. Ieri in cima al Colle sono stati ben 1600 i visitatori nel primo giorno della mostra-evento su Frida Kahlo.
Un successo anche economico, quello di PalaExpo. Il cda uscente ieri ha ratificato il bilancio 2013 che si è chiuso con un utile di 60mila euro (il 12esimo utile consecutivo). Nel nuovo consiglio dovrebbero sedere, accanto a Bernabè, Claudia Ferrazzi, Ester Coen, Alfonso Celotto e Claudio Strinati. Anche se si registrano spinte per portare dentro il cda un imprenditore come Lorenzo Zichichi che, però, da patron della casa editrice d'arte Il Cigno, entrerebbe in palese conflitto di interessi con la mission di Palaexpo. Verso la riconferma, infine, il direttore generale Mario De Simoni.
Fronte Macro: deve passare ancora per la definizione precisa del ruolo futuro il via libera di uno dei maggiori critici militanti, qual è il fiorentino Bonami, allo spazio comunale d'arte contemporanea diviso tra via Reggio Emilia e i favolosi capannoni dell'ex mattatoio di Testaccio: direttore tout court spinto da Enel (che, da main sponsor, con 500mila euro all'anno, si prepara a diventare mecenate principe con un impegno economico ben più consistente) del quale è curatore di "Contemporanea"?
O direttore ombra affidando il museo a una qualificata figura interna? La cosa certa è che lo staff del Macro si va ricompattando. Le 15 lavoratrici, tra giornaliste e storiche dell'arte, che a febbraio sono uscite di scena con il contratto scaduto, stanno per essere reintegrate. Bonami ha del resto dichiarato di essere «convinto che gli spazi del Macro hanno grandi potenzialità ».
Dunque, il critico che dal 1999 al 2008 è stato senior curator del museo di Chicago e che nel 2003 ha firmato la Biennale di Venezia, prenderebbe in mano le sorti del Macro che, anche grazie alle mostre di Enel Contemporanea, come la gioiosa, ludica installazione
di Horiuchi MacAdam oppure i lavori del duo Bik van der Pol o di Carsten Höller che hanno sempre incontrato l'apprezzamento del pubblico.
Per Bonami un ruolo da direttore esterno, pagato da Enel, che si coordinerebbe con uno interno: e si fa il nome della contemporanei sta della Sovrintendenza comunale Federica Pirani; mentre la collega e direttrice pro-tempore, la modernista Alberta Campitelli, si prepara a lasciare via Reggio Emilia dopo il buon lavoro svolto in questi 10 mesi di vacatio.
Franco Bernabe
BERNABE
FRANCESCO BONAMI
MUSEO MACRO ROMA
FRANCESCO BONAMI E STEFANO BOERI
Enel
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