
DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE…
Francesco Spini per "la Stampa"
Non si ferma l'onda lunga dei crediti inesigibili e - anche in conseguenza di ciò - le banche danno un'ulteriore stretta ai rubinetti: a marzo i prestiti al settore privato sono in calo dell'1,6%. Nello stesso mese, si legge nei dati di Banca d'Italia, il dato delle sofferenze bancarie registra un balzo del 21,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nel confronto con febbraio - quando l'aumento su base annua è stato del 18,6% e il contatore dei crediti inesigibili si è fermato a 127,6 miliardi di euro - si nota un' accelerazione del 2,6%. Così il totale delle sofferenze si porta alla ragguardevole cifra di 130,97 miliardi.
Per dire: a fine 2010 il totale dei crediti che le banche davano per persi era di 77,843 miliardi, il 40% in meno rispetto a oggi. Sul recente Rapporto sulla stabilità finanziaria di aprile, gli uomini di Bankitalia segnalavano che «nel comparto delle famiglie il flusso delle nuove sofferenze in rapporto al complesso degli impieghi è stabile».
Viceversa «un peggioramento si registra invece per le imprese, soprattutto nel comparto delle costruzioni». Già qualche settimana fa, dunque a Via nazionale le previsioni davano brutto tempo, indicando condizioni ancora più difficili visto che «l'indice basato sul passaggio dei prestiti alle imprese tra le diverse categorie utilizzate dalle banche a fini gestionali è ancora peggiorato». Inoltre sono aumentate «sia la probabilità di ingresso in sofferenza entro un anno, sia la quota dei prestiti a debitori in temporanea difficoltà ».
In questo quadro peggiora anche la situazione dell'erogazione prestiti. A marzo, segnala via Nazionale, al settore privato - che include famiglie, società non finanziarie, assicurative, fondi pensione e altre istituzioni finanziarie - sono calati dell'1,6% su base annua. A febbraio, la discesa era stata dell'1,4%, a gennaio un altro 1,6% dopo il -0,9% visto a dicembre.
La stretta più decisa si registra nei confronti delle imprese: -2,8% a marzo. Per trovare l'ultimo aumento dei prestiti concessi alle società bisogna risalire ad aprile di un anno fa. Da allora una fila di segni meno. Calcola il centro studi di Confindustria che da settembre per le imprese ci sono stati 50 miliardi di minori prestiti. In Spagna sono mancati 184 miliardi, in Germania sono arrivati 10 miliardi in più. Da ottobre anche i dati relativi ai prestiti alle famiglie sono sempre preceduti dal segno meno. Dal -0,7% di febbraio, a marzo segnano un -0,8%.
Al calo contribuisce la minor domanda dovuta all'incertezza che perdura sulla ripresa. Ma, come si diceva, anche l'accresciuta rischiosità dei finanziamenti che mantiene alti i tassi, ai livelli massimi della Zona dell'euro, ricordava qualche giorno fa la Banca Centrale Europea. Vediamoli, questi tassi. Sono al 4,36% per finanziamenti fino a un milione di euro, al 2,93% oltre. Al 5,15% sui conti correnti.
Dati pressoché stabili nel confronto con i mesi scorsi. Per le famiglie, invece, i tassi sono al 9,64% quanto al credito al consumo, al 3,90% per i nuovi mutui contratti per l'acquisto di abitazioni. Nel mentre le banche spingono sul pedale della raccolta per approvvigionarsi, soprattutto attraverso i depositi. Questi salgono del 7%, dopo il +7,8% di febbraio e il 7,7% di gennaio.
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