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MENTRE LE BANCHE TRADIZIONALI SI INCARTANO CON IL RISIKO, “REVOLUT" SCALA POSIZIONI – LA FINTECH LITUANA, FONDATA DA UN RUSSO E DA UN UCRAINO (NIKOLAY STORONSKY E VLAD YATSENKO) MACINA CLIENTI: IN ITALIA, DOVE È LA QUINTA BANCA (MA PRESTO POTREBBE ESSERE LA TERZA) NE HA PIÙ DI 5 MILIONI E SFIORA IL 10% DELLA POPOLAZIONE, CON TRANSAZIONI IN CRESCITA DEL 78%, GRAZIE A UN MODELLO COMMERCIALE IPER-AGGRESSIVO E PUBBLICITÀ MARTELLANTI OVUNQUE - IL MODELLO “AGILE” DELLA SOCIETÀ VUOLE EMULARE IL COSIDDETTO “EFFETTO AMAZON”: DIVENTARE LA BANCA DI RIFERIMENTO IN TUTTA EUROPA. UNA SFIDA ALLE BANCHE TRADIZIONALI, SOTTOPOSTE A VINCOLI E ROTTURE DI COJONI MOLTO MAGGIORI (REVOLUT NON È QUOTATA IN BORSA) – LA SANZIONE DELL’ANTITRUST E I RILIEVI DELLA BCE
Revolut e il “modello Amazon” per diventare la terza banca italiana
Estratto dell'articolo di Giuliano Balestreri per “La Stampa”
NIK STORONSKY - VLAD YATSENKO - REVOLUT - 1
A Londra, in Canary Wharf, al numero 30 di South Colonnade, i dirigenti delle grandi banche d’affari sfrecciano in doppiopetto. Poco sopra, tra l’undicesimo e il tredicesimo piano, i fondatori di Revolut accolgono autorità e clienti in maglietta e sneakers.
È un’immagine che dice molto più delle parole. E spiega perché, sempre più spesso, la banca non sia più un luogo ma un’app. In Francia, l’app di Revolut è la più scaricata dagli under 35: supera anche TikTok e Instagram. E i clienti sono oltre 8 milioni.
In Italia la crescita non rallenta: con oltre 5 milioni di clienti e una penetrazione che sfiora il 10% della popolazione, la fintech britannica è ormai la quinta banca del Paese per numero di clienti. E punta a salire sul podio entro l’inizio del prossimo anno.
revolut - investimenti e servizi bancari
Quello che era nato come un conto secondario per utilizzare valute diverse all’estero senza pagare commissioni o dividere il conto al ristorante sta diventando per milioni di persone il conto principale. È quello che si potrebbe chiamare «effetto Amazon»: il momento in cui l’e-commerce di Jeff Bezos si è trasformato nel negozio di riferimento per intere popolazioni.
Nel 2025 i clienti italiani di Revolut hanno effettuato transazioni per oltre 50 miliardi di euro, il 78% in più rispetto all’anno precedente. I pagamenti domestici con carta sono cresciuti tre volte più velocemente di quelli internazionali.
Gli accrediti degli stipendi sui conti Revolut in Italia sono aumentati del 117%; i depositi dei clienti sono cresciuti del 74%, mentre oltre un miliardo di euro è già stato investito nei prodotti di risparmio flessibile. E la trasformazione non riguarda più soltanto il singolo utente. I nuovi conti condivisi sono cresciuti del 163%, mentre quelli per bambini e ragazzi del 73%. Un segnale che la fintech sta entrando anche nella gestione finanziaria delle famiglie.
È una vera e propria sfida a Intesa Sanpaolo, UniCredit, Mps, Banco Bpm e a tutti i grandi operatori retail. I big bancari hanno ancora in mano mutui, prestiti e finanziamenti delle famiglie italiane, ma lo scenario potrebbe evolvere.
revolut - investimenti e servizi bancari
A patto che Revolut riesca davvero a replicare il modello con il quale Amazon ha costruito la propria espansione: conquistare spazio prima ancora di massimizzare il margine sulla singola transazione. La logica non è estrarre subito tutto il valore da ogni cliente, ma aumentare il numero degli utenti, la frequenza con cui utilizzano il servizio e il numero di prodotti che finiscono dentro la stessa relazione. Fare in modo che il cliente abbia sempre meno ragioni per uscire dall’ecosistema.
Per Revolut questa strategia ha una caratteristica decisiva: non è più quella della startup che deve scegliere tra crescita e profitti. Il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi in crescita del 46%, a 6 miliardi di dollari, e 2,3 miliardi di utile ante imposte, in aumento del 57%. Ha ormai oltre 68 milioni di clienti retail nel mondo e una valutazione di circa 115 miliardi di dollari. Il portafoglio dei prestiti è cresciuto del 120%, arrivando a 2,9 miliardi di dollari, mentre il business Wealth ha generato 876 milioni di dollari di ricavi.
revolut - investimenti e servizi bancari
[...] I cinque milioni di italiani, dunque, non sono soltanto una fotografia del mercato. Sono una solida base da cui partire per il prossimo salto: diventare la banca di riferimento di clienti che oggi, probabilmente, hanno ancora il conto principale altrove.
Ma è anche la ragione per cui il sistema tradizionale non considera ancora chiusa la partita. In un’intervista a La Stampa, l’amministratore delegato di Banca Mediolanum, Massimo Doris, ha spiegato che «le nuove generazioni hanno un approccio molto diverso al denaro e alla tecnologia». Il punto, secondo Doris, è che piattaforme come Revolut rispondono perfettamente all’esigenza immediata di gestire la liquidità, ma la vera partita arriverà quando quei giovani inizieranno a costruire patrimonio, a vivere in coppia, ad avere figli e responsabilità.
Il problema, per le banche tradizionali, è che Revolut non sembra intenzionata ad aspettare quel momento. Il gruppo guidato da Nik Storonsky sta infatti allargando rapidamente il perimetro dell’offerta: pagamenti, risparmio, trading, assicurazioni, credito.
La divisione Wealth nel 2025 ha generato 876 milioni di dollari di ricavi, mentre il portafoglio dei prestiti è più che raddoppiato. E con la recente autorizzazione a operare come banca nel Regno Unito, il gruppo sta accelerando anche l’ingresso nei prodotti bancari più tradizionali. La sfida non è soltanto tecnologica. È soprattutto di modello industriale. Revolut ha costruito il proprio rapporto con il cliente attorno a un’unica app, mentre le banche tradizionali devono continuare a tenere insieme sistemi informatici stratificati, reti distributive, prodotti diversi e organizzazioni costruite in decenni.
La fotografia scattata dalla Banca d’Italia è, da questo punto di vista, interessante. Nel 2024 circa un milione di prestiti alle famiglie è stato concluso interamente online, per un valore complessivo di 4,3 miliardi di euro. Ma, nonostante la crescita, il credito digitale rappresentava soltanto il 10,6% dei nuovi prestiti alle famiglie e appena lo 0,9% dello stock di finanziamenti in essere a fine anno.
Per le imprese la penetrazione era ancora più bassa: 1,2% dei nuovi prestiti e 0,2% dello stock. È qui che le banche conservano ancora un vantaggio enorme. Nei mutui e soprattutto nel credito alle imprese contano capitale, dati, competenze di valutazione del rischio e relazioni costruite nel tempo. Revolut non è ancora in grado di sostituire questo pezzo della banca universale. La partita si giocherà sul tempo necessario alle banche tradizionali per recuperare il terreno sulla relazione con il cliente.
revolut - investimenti e servizi bancari
revolut - investimenti e servizi bancari
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