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BECCATE ’STI COCOMERI! – QUEST’ESTATE IL BOOM DI IMPORTAZIONI DI ANGURIE DA MAROCCO, BRASILE E SENEGAL HA MESSO IN CRISI GLI AGRICOLTORI EUROPEI – TRA GENNAIO E GIUGNO SONO STATE SPEDITE NELL’UE 351.672 TONNELLATE DI COCOMERI, UN VOLUME CHE SEGNA UN INCREMENTO DEL 15% RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2025 – IL NODO CENTRALE DELLA QUESTIONE NON RIGUARDA SOLO I VOLUMI COMPLESSIVI, MA SOPRATTUTTO LA SOVRAPPOSIZIONE TEMPORALE CON LA RACCOLTA EUROPEA DEI FRUTTI---

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(ANSA) - ROMA, 01 SET - La concorrenza dei mercati extra europei per quanto riguarda la frutta non risparmia nemmeno le angurie, mettendo in grave difficoltà i produttori dell'Unione Europea proprio nei mesi di picco delle raccolte locali. Secondo gli ultimi dati Eurostat relativi al primo semestre del 2026, tra gennaio e giugno sono state spedite in Ue 351.672 tonnellate di angurie, un volume che segna un incremento del 15% rispetto allo stesso periodo del 2025.

 

A guidare la classifica delle importazioni è il Marocco, leader indiscusso tra i fornitori con 148.950 tonnellate e una crescita del 14% su base annua, arrivando a coprire da solo oltre il 42% dell'intero flusso extracomunitario.

 

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Sul podio delle spedizioni anche il Brasile, che proprio nel mese di giugno ha messo a segno l'incremento più consistente verso il mercato europeo, registrando un +39,4% rispetto a giugno 2025 e +109,7% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Contestualmente, anche il Senegal ha intensificato la propria presenza, aumentando le esportazioni del 24,9% rispetto all'anno precedente.   

 

Il nodo centrale della questione non riguarda però solo i volumi complessivi, ma soprattutto la sovrapposizione temporale tra le finestre commerciali estere e le campagne di raccolta comunitarie. Questo accavallamento genera un picco di offerta disponibile che satura rapidamente i canali distributivi, finendo per schiacciare le quotazioni all'origine e compromettere la sostenibilità economica e la redditività degli agricoltori europei.

 

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In un contesto già complesso, dove gli operatori devono costantemente fare i conti con variabili imprevedibili come andamento climatico, fluttuazioni dei consumi, velocità di maturazione, calibri e varietà richieste, la pressione dei volumi esteri rappresenta un fattore determinante.

 

La partita per il futuro del settore si giocherà dunque sempre più sulla capacità di programmazione dell'offerta e sulla gestione dei calendari commerciali, mentre i numeri del primo semestre confermano che la presenza extra-UE rimarrà un elemento chiave da monitorare con massima attenzione.

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