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VOGLIONO BOLLIRE BOLLORÉ – IL MAGNATE SOTTO TORCHIO AL SENATO FRANCESE, CHE INDAGA SULL’ECCESSIVA CONCENTRAZIONE DEI MEDIA NEL PAESE, PROVA A SMINUIRE IL SUO RUOLO: “SONO UN SEMPLICE CONSIGLIERE, CAPRO ESPIATORIO”. IN OGNI CASO, HA RIBADITO, “VICINO ALLA SCADENZA”: IL 17 FEBBRAIO LASCERÀ IL GRUPPO AI FIGLI – “LA VERA CONCORRENZA SONO I GIGANTI STRANIERI. I GIORNALISTI? SONO COME IL MARE, UN'ONDA PARTE E UN'ALTRA RITORNA”
Leonardo Martinelli per "la Stampa"
Doveva passare sotto le grinfie di una commissione del Senato francese, che indaga sull'eccessiva concentrazione dei media nel Paese tra le mani dei miliardari. Ma Vincent Bolloré, sotto il fuoco delle domande dei parlamentari per due ore, ieri ha fatto di tutto per sminuire il suo ruolo e quello di Vivendi, il gruppo che controlla.
cyrill vincent e yannick bollore
E che a sua volta domina una buona fetta dei media e dell'editoria di Francia. Ha parlato di se stesso come di un semplice «consigliere», «capro espiatorio» di troppi mali e, in ogni caso, vicino alla «scadenza», ricordando la sua promessa di abbandonare le redini del gruppo ai figli il prossimo 17 febbraio, quando cadranno 200 anni dalla fondazione dell'azienda di famiglia.
«I miei successori li conosco - ha ricordato -, li ho scelti io e spero che continueranno a difendere la cultura francese. Da quello che dicono lo vogliono fare». Sì, perché ha definito Vivendi un «nano» rispetto ai «giganti stranieri», i Gafam americani (Google e compagnia), che sono la vera concorrenza da battere.
Ha ricordato il ruolo di Vivendi nel promuovere la cultura francese all'estero, ma ha anche precisato: «I media sono oggi il settore più redditizio del mondo dopo il lusso. Il nostro interesse non è né politico, né ideologico, ma economico». Vivendi sta ultimando in questi mesi la conquista del gruppo Lagardère.
Al momento attuale è il primo azionista della tv Canal+, di due grandi gruppi editoriali (Hachette e Editis), di numerosi giornali e radio in Francia (e non solo) e del colosso della pubblicità Havas. Ai parlamentari che lo incalzavano sul fatto che ogni volta fa tabula rasa nelle redazioni, ha detto che i giornalisti sono «come il mare, un'onda parte e un'altra ritorna. E i creatori di contenuti sono persone estremamente sensibili per natura». Oggi la commissione interpellerà Bernard Arnault, patron di Lvmh, il colosso francese del lusso.-
vincent bollore
LA FOTOGRAFIA DI TIM - AZIONISTI E SITUAZIONE FINANZIARIA
alberto nagel vincent bollore
VINCENT BOLLORE
vincent bollore
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