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BOLLORÉ COTTO A PUNTINO – SECONDO TRE DIVERSI PARERI LEGALI, PER DARE IL VIA LIBERA ALLO SCORPORO DELLA RETE TIM NON OCCORRE UN VOTO DELL’ASSEMBLEA STRAORDINARIA, MA NE BASTA UNO IN CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE. PER VIVENDI, PRIMO AZIONISTA DI TELECOM CON IL 23,75%, SAREBBE UNA FREGATURA: SOLO IN ASSEMBLEA, DOVE SERVONO I DUE TERZI DEL CAPITALE, RIUSCIREBBE A BLOCCARE IL PASSAGGIO DI NETCO A KKR…
Estratto dell’articolo di Antonella Olivieri per “il Sole 24 Ore”
Non occorre l'assemblea: per lo scorporo della rete Tim basta il consiglio. Tre pareri giuridici, messi a disposizione dei consiglieri in vista del consiglio che si riunirà questo pomeriggio, (come anticipato dall'Adnkronos 6 giorni fa) concorderebbero sul punto: con la riforma Vietti, in sostanza, l'organo deputato alle decisioni è il cda a meno che lo statuto della società non riservi espressamente la competenza su alcune materie specifiche all'assemblea.
I contrari potrebbero contestare che la separazione della rete altera nella sostanza l'oggetto sociale dell'ex monopolista, nel qual caso servirebbe un'assemblea straordinaria.
Vivendi, con la sua quota pari al 23,75%, sarebbe probabilmente in grado di bloccare la delibera dato che nelle adunanze straordinarie le decisioni vengono prese con il voto favorevole della maggioranza dei due terzi del capitale presente.
C'è un precedente a riguardo. Quando nella posizione di amministratore delegato c'era Marco Patuano fu convocata un'assemblea straordinaria per la conversione in ordinarie delle azioni di risparmio. Vivendi che già allora era il primo azionista, e si sarebbe diluito con la conversione, si astenne: contando l'astensione come voto negativo, l'operazione, attesa dal mercato fin dai tempi della privatizzazione, non passò.
[…] I tre pareri distinti - a cura di Piergaetano Marchetti, Giuseppe Portale e Andrea Zoppini - saranno oggetto di discussione, ma non di delibera, visto che sul tema l'unico punto sul quale è chiamato a esprimersi il cda odierno è lo slittamento al 15 ottobre del termine per la presentazione dell'offerta vincolante per la rete, come chiesto la settimana scorsa da Kkr.
Il rinvio è stato chiesto per consentire al consorzio - che comprende Mef e F2i - di terminare la due diligence. In particolare il Mef […] sta aspettando il parere della Corte dei conti e dell'Agcm, e in parallelo sta lavorando alla stima del valore di Sparkle, la società dei cavi internazionali che potrebbe rilevare in toto.
Di suo Kkr sta anche lavorando alla messa a punto del contratto in esclusiva che legherebbe il venditore Tim all'acquirente Netco per l'utilizzo della rete, contratto che farà parte dell'offerta vincolante quando sarà presentato di modo che il fondo, che è un soggetto finanziario, può pianificare gli investimenti sul fronte di una previsione ragionevole delle entrate.
Nel frattempo c'è attesa per l'incontro chiesto al dicastero di cui è titolare Giancarlo Giorgetti dal vertice di Vivendi, che si presenterebbe col presidente del consiglio di sorveglianza Yannick Bollorè e l'amministratore delegato Arnaud de Puyfontaine, e che potrebbe rivelarsi uno snodo importante […].
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