BORSE MOSCE (MILANO -0,4%) - RCS: AUMENTO SOTTOSCRITTO AL 93% (LE BANCHE SGANCERANNO 18 MLN)

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1 - BORSA: EUROPA CHIUDE IN CALO, OCCHI PUNTATI SU BERNANKE E BEIGE BOOK
Radiocor - Seduta interlocutoria per le borse europee, che hanno chiuso sotto la parita', in attesa domani della pubblicazione del Beige Book americano sullo stato dell'economia e del discorso al Congresso del presidente della Fed, Ben Bernanke. La scorsa settimana il numero uno della Banca centrale Usa aveva rassicurato i mercati sul mantenimento di una politica monetaria accomodante. Buone notizie sono arrivate dagli Stati Uniti, con i conti sopra le attese di Goldman Sachs e i dati macroeconomici positivi su prezzi al consumo e produzione industriale.

Male invece in Europa l'indice Zew, sceso a luglio a 36,3 punti dai 38,5 di giugno. Milano ha ceduto lo 0,43%, penalizzata dalle vendite che hanno colpito alcune big di Piazza Affari, tra cui Mediaset (-5,6%), vittima di realizzi e Telecom (-3,6%), che ha risentito della battuta d'arresto sullo scorporo della rete, dopo la proposta dell'Agcom di tagliare le tariffe per l'accesso alla rete in rame.

Giu' anche Finmeccanica (-2,5%), vittima del taglio del rating da parte di Fitch e St (-1,6%), in attesa giovedi' dei conti di Nokia (-2%), suo principale cliente. Ha p erso oltre l'1% Fiat, che a giugno ha visto le vendite di auto in Europa scendere del 13,6%, a fronte di un mercato in calo del 6,3%. Per contro, gli acquisti hanno premiato Saipem (+3,2%), A2a (+3%) e Pirelli (+2,70%). Sul fronte dei cambi, l'euro tratta in rialzo sopra quota 1,31 dollari (1,313505) e a 130,504 yen. Dollaro/yen a 99,385. Il petrolio segna -0,23% a 106,08 dollari al barile.

2 - RCS: AUMENTO SOTTOSCRITTO AL 92,7%
(ANSA) - L'aumento di capitale Rcs è stato sottoscritto al 92,73% delle azioni ordinarie. Lo annuncia il gruppo editoriale in una nota. I diritti sottoscritti in fase di offerta in Borsa invece sono pari al 7,78% del capitale.

In particolare, all'esito dell'offerta in Borsa, sono state sottoscritte 25.193.460 azioni ordinarie pari al 7,78% delle azioni ordinarie di nuova emissione e tutte le residue 3.446.331 azioni di risparmio pari al 4,43% delle azioni di risparmio di Categoria B di nuova emissione, per un controvalore complessivo di 32,03 milioni.

Tenuto conto delle azioni già sottoscritte in sede di offerta in opzione, risultano complessivamente sottoscritte 300.281.817 azioni ordinarie pari al 92,73% delle azioni ordinarie di nuova emissione e tutte le 77.878.422 azioni di risparmio di Categoria B di nuova emissione, per un controvalore complessivo pari a 391.719.461 euro. A seguito della sottoscrizione da parte delle banche del consorzio di garanzia, per un impegno di 18,1 milioni di euro, l'aumento di capitale risulterà sottoscritto per un controvalore totale di 409,9 milioni di euro.

3 - RCS: IMPEGNO CONSORZIO GARANZIA PER 18,1 MILIONI
(ANSA) - Il consorzio di garanzia dell'aumento di capitale di Rcs sottoscriverà 14.731.359 azioni ordinarie del gruppo editoriale, per un controvalore complessivo pari ad 18,19 milioni di euro. Lo si legge nel comunicato sui risultati definitivi dell'aumento di capitale Rcs. Le banche del consorzio sono Banca Imi, Bnp Paribas, Banca Akros, Banca Aletti, Commerzbank, Mediobanca, Ubi Banca e Credit Suisse.

4 - GERMANIA: INDICE ZEW SCENDE A LUGLIO A 36,3 PUNTI, PEGGIO DI ATTESE
Radiocor - Battuta d'arrestato a luglio per la fiducia degli investitori tedeschi. L'indice Zew, infatti, e' sceso a 36,3 punti dai 38,5 punti del precedente mese di giugno. Il dato risulta piu' basso del consensus di mercato che stimava un aumento fino a 39 punti a luglio.

5 - LAVORO: OCSE, ITALIA 20ESIMA SU 30 PAESI PER SALARI, -1,9% NEL 2012
Radiocor - L'Italia resta in coda tra i Paesi industrializzati per i salari. Come emerge dal Rapporto sull'Occupazione pubblicato oggi dall'Ocse, con un salario reale medio annuo di 33.849 dollari a parita' di potere d'acquisto, in calo dell'1,9% sul 2011, la Penisola e' 20esima sui 30 Paesi di cui sono disponibili i dati. La media Ocse e' superiore di quasi 10mila dollari a 43.523 dollari (-0,1% sul 2011). La Germania si posiziona a 42mila euro (+1%) e la Francia a 39.600 (+0,4%).

Il calo segnato dai salari medi in Italia lo scorso anno e' ancora piu' ampio di quello del 2011 (-1,5%). Tra il 2007 e il 204 la flessione e' dello 0,4%, una delle maggiori dell'area Ocse, dove i salari hanno in media segnato un aumento dello 0,3% nel periodo. Il costo unitario del lavoro, inoltre, dopo il calo dell'1,6% del 2011 e' diminuito dello 0,5% nel 2012 contro -0,8% e -0,9% della media Ocse. In Italia si sono d'altro canto ridotte le ore lavorate l'anno per persona, sces e a una media di 1.752 lo scordo anno da 1.772 nel 2011, oltre che dalle 1.816 del 2007 e dalle 1.876 del 1983.

6 - LAVORO: OCSE, TASSO DISOCCUPAZIONE SALIRA' A 12,6% FINE 2014, EMERGENZA GIOVANI
Radiocor - L'Italia resta intrappolata nella recessione e la disoccupazione aumenta: l'Ocse prevede un peggioramento del tasso dei senza lavoro al 12,6% nel quarto trimestre del 2014 dal 12,2% dello scorso maggio e contro il 6,2% ante-crisi. Come emerge dall'Employement Outlook, si tratta del sesto peggior dato tra i 34 Paesi aderenti all'Organizzazione e contrasta con la media dell'area, attesa in miglioramento dall'attuale 8% al 7,8% di fine 2014, oltre ad essere uno dei peggioramenti piu' marcati tra i Paesi industrializzati rispetto al 2007.

E' sui giovani e sui meno qualificati che ancora una volta l'allarme e' massimo. In Italia la percentuale dei 15-24enni inoccupata e' cresciuta di 6,1 punti tra il 2007 e la fine del 2012, contro i 4,3 punti della media Ocse e l'aumento e' attribuibile essenzialmente ai 'Neet', i ragazzi che non sono ne' al lavoro ne' a scuola, la cui percentuale e' aumentata di 5,1 punti al 21,4% della fine del 2012. Si tratta del t erzo peggior andamento nell'area Ocse, dopo Grecia e Turchia.

Il contrasto con gli altri Paesi industrializzati e' impressionante: altrove - scrivono gli esperti dell'Organizzazione - davanti a difficili prospettive occupazionali i giovani hanno reagito ritardando l'ingresso nel mercato del lavoro e approfondendo gli studi, per cui il tasso dei 'Neet',nonostante la crisi, e' rimasto stabile. Tra i ragazzi italiani e' invece aumentata l'inattivita' totale. Il tasso di occupazione dei 15-24enni in Italia e' sceso al 20,5% a fine 2012, il quinto peggior dato nell'Ocse, la meta' rispetto alla media dell'area (39,7%), dal 24,7% del 2007 e dal 27,8% del 2000. Il tasso di disoccupazione giovanile e' invece balzato dal 20,3% del 2007 al 39,2% del primo trimestre 2013.

7 - BANCHE: ABI, +22,4% ANNUO SOFFERENZE LORDE IN MAGGIO
Radiocor - la rischiosita' dei prestiti nel settore bancario italiano 'rimane elevata'. Lo scrive l'Abi nelle ultime rilevazioni sull'andamento del settore: sono, infatti, in crescita in maggio le sofferenze lorde del sistema bancario italiano e peggiora il rapporto sofferenze lorde/prestiti. In maggio le sofferenze lorde sono aumentate di 2,5 miliardi rispetto ad aprile a un totale di 135,7 miliardi, pari a un aumento di 24,9 miliardi rispetto al maggio 2012 (+22,4%).

In rapporto agli impieghi, le sofferenze risultano pari al 6,9% in maggio (5,6% un anno prima), valore che raggiunge il 12,5% per i piccoli operatori economici (10,5% un anno prima), il 10,9% per le imprese (8,3%) e il 5,9% per le famiglie consumatrici (5,1%). Le sofferenze al netto delle svalutazioni erano pari a 68,5 miliardi in maggio (+2 miliardi rispetto ad aprile e +16,4 miliardi, pari a un incremento annuo del 31,5%, rispetto al maggio 2012). Il rapporto sofferenze nette/impieghi totali si e' collocato in maggio al 3,6% (3,51% in aprile e 2,71% nel maggio 2012).

Il dato sulle sofferenze lorde bancarie ha, quindi, superato in maggio il massimo gia' toccato in aprile. I veri massimi storici sarebbero quelli raggiunti nella crisi del 1992-1993, spiegano gli esperti dell'Abi, ma un confronto e' difficile in quanto e' cambiata nel tempo la composizione del dato sulle sofferenze. Anche se non e' possibile fare previsioni certe, spiega Gianfranco Torriero, responsabile dell'Ufficio Studi Abi, 'la dinamica delle sofferenze continuera' in futuro a essere in crescita' visto che si tratta di un indicatore ritardato,la cui 'inversione di tendenza sara' possibile solo qualche mese dopo che sara' effettivamente partita la ripresa'.

8 - GLI SCI ROSSIGNOL NELLA RETE DEI FONDI NORVEGESI
A.Jac. per il "Corriere della Sera" - Rossignol, marchio storico francese dello sci mondiale, sta per finire nella rete dei fondi norvegesi Altor, con interessi (e quote) che vanno dalle farmacie all'investment banking all'abbigliamento sportivo. Dopo aver risanato e riportato in utile gli sci di Alberto Tomba, la banca d'affari australiana Macquarie ha chiuso un accordo con i norvegesi per la vendita dell'80% del capitale.

L'obiettivo di Altor è ora quello dello sviluppo e del raddoppio del fatturato (di 207 milioni di euro nel 2012 con un utile a 3 milioni) attraverso la diversificazione e il potenziamento dell'abbigliamento sportivo grazie alle sinergie con il brand già di proprietà Helley Hansen. Al termine dell'operazione Altor deterrà l'80% del capitale; il presidente Bruno Cercley, e il management avranno il 9%. Sostenuti dal fondo Weber Investissement che acquisirà il 10%. In questo affare Macquarie non ha perso tempo. Quando nel 2008 ha comprato Rossignol da Quicksilver, produttore californiano di surf, la società francese era in forte perdita. Quicksilver era stato costretto a svendere l'azienda a un prezzo molto più basso di quanto l'avesse acquisita.

Per riportarla in utile, gli australiani hanno sottoposto il marchio di sci a una forte ristrutturazione con il taglio di 200 dipendenti in Francia e 400 nel resto del mondo, riportando in patria parte della produzione delocalizzata a Taiwan. Oggi il gruppo, secondo al mondo nella vendita di sci, occupa 1200 persone di cui 700 in Francia. Ma il mercato dell'attrezzatura per sport invernali è in forte contrazione, i margini sono ridotti in parte a causa dello sviluppo del «noleggio» e della crisi che taglia le settimane bianche. In cinque anni in Italia il numero di sci venduti si è ridotto di circa un terzo. Meglio puntare sul più fiorente mercato dell'outdoor (abbigliamento sportivo, scarpe da corsa). Ora la parola passa ad Altor.

9 - COMMERZ VENDE GLI IMMOBILI BRITANNICI
MdF per il "Corriere della Sera" - Il titolo Commerzbank ha guadagnato ieri fino al quasi il 5%, sulla scia di speculazioni sulla eventuale cessione della quota pari al 17% del capitale, valutato 1,2 miliardi, ancora detenuta dalla Cancelliera Angela Merkel. E nemmeno la smentita, nel primo pomeriggio, da parte del Ministero delle Finanze guidato da Wolfgang Schaeuble di primi contatti con il presidente di Ubs Axel Weber, per un'eventuale cessione della quota nella seconda banca tedesca, è riuscita a smorzare l'ottimismo volatile per il titolo di Cobank, che ha chiuso in serata a quota 5,25 euro, guadagnando il 4,73%.

Alla smentita di un'alleanza con Ubs, giudicata ancora prematura prima delle elezioni politiche del 22 settembre, è seguito un comunicato dell'istituto di Francoforte, guidato da Martin Blessing, relativo alla vendita, attesa da tempo, del pacchetto immobiliare britannico della controllata Eurohypo alla banca statunitense Wells Fargo e alla società di private equity Lone Star. Blessing non ha precisato il prezzo dell'operazione, ma ha specificato che nella vendita sono compresi soprattutto crediti immobiliari, per un valore di circa cinque miliardi di euro, e di avere accettato una riduzione del valore nominale dei pacchetti ceduti pari al 3,5%.

Si tratta di una transazione molto importante, con la quale Cobank procederà più in fretta del previsto alla liquidazione del portafoglio isolato nella bad-bank dell'istituto (la Nca), che scenderà al di sotto dei 90 miliardi. Tuttavia, l'istituto tedesco ha annunciato l'iscrizione a bilancio entro il 2013 di oneri per 179 milioni di euro, e che l'operazione non avrà impatti significativi sul capitale core Tier1.

10 - GOLDMAN SACHS: UTILE II TRIM RADDOPPIA A 1,9 MLD, OLTRE LE ATTESE
Radiocor - Trimestre oltre le attese per Goldman Sachs che ha chiuso con un utile netto di 1,93 miliardi, il doppio rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2012 grazie ai robusti introiti provenienti dall'attivita' di investment banking. In particolare, l'utile per azione si e' attestato a 3,7 dollari contro i 2,82 dollari previsti dagli analisti. I ricavi si sono invece attestati a 8,61 miliardi (+13%): il giro d'affari legato all'investment banking e' balzato del 32%.

11 - PIÙ UTILI PER CITI CON MUTUI E CASE
F.Mas. per il "Corriere della Sera" - Dopo Jp Morgan e Wells Fargo, anche Citi mostra conti trimestrali in grande spolvero grazie alla ripresa dei mutui e all'aumentato valore delle case in America. Il colosso americano ha registrato utili per 3,89 miliardi di dollari (dai 3,08 del 2012) superiori del 26% alle attese grazie soprattutto alle minori perdite sui mutui e al trading sui bond.

Insomma grazie alla politica monetaria espansiva della Fed che ancora in questo trimestre ha mostrato i suoi effetti benefici sull'economia Usa: la liquidità immessa nel sistema ha fatto abbassare i tassi e dunque gli interessi sui mutui, che hanno spinto il settore delle costruzioni e dunque il valore delle case (ovvero delle garanzie per i mutui). Da qui, meno svalutazioni sui crediti e meno perdite. Tutto bene: solo che la Fed ha annunciato che ridurrà le immissioni di liquidità e nessuno sa con certezza se l'economia Usa abbia recuperato abbastanza per stare in piedi da sola.

 

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