DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI…
È fuga dai Bund. Il rendimento dei titoli di Stato decennali tedeschi ha brevemente toccato l’1%, dopo una corsa senza sosta iniziata poco più di un mese fa, prima di scendere intorno allo 0,95 per cento. Il 20 aprile, infatti, il rendimento era pari allo 0,07 per cento. Un valore giudicato inaccettabile da molti investitori, visto il tipo di scadenza, tanto da far scattare le vendite. E che vendite. Il «re dei bond» Bill Gross poco più di un mese fa fece scalpore affermando che il Bund era «the short of my life», un invito a vendere subito seguito dagli investitori di tutto il mondo.
VALORI AI MASSIMI DAL 2014
Il rendimento del Bund decennale questa mattina ha sfiorato l’1% ai massimi dal novembre 2014. A innescare l’ascesa dei rendimenti è stato anche il sell-off dei bond (non solo il Bund tedesco), scattato sulla scia della revisione al rialzo delle stime sull’inflazione nell'Eurozona della Bce.
DRAGHI: «ASPETTIAMOCI VOLATILITÀ. «E SCATTANO LE VENDITE
Di certo hanno pesato anche le parole pronunciate ieri del governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, secondo cui in questo mercato bisogna abituarsi «a un periodo di alta volatilità». Una considerazione presa alla lettera dagli investitori, che dopo una pausa di una settimana si sono liberati a mani basse dei Bund in portafoglio sulle scadenze più lunghe, facendo diventare più ripida la curva dei tassi dopo che si era schiacciata a livelli senza precedenti. Nell’ultima settimana il crollo dei Bund è avvenuto con un ritmo senza precedenti dalla nasciata dell’euro. Un vero e proprio shock.
I tassi tedeschi sono un punto di riferimento per i tassi di mercato usati nei prestiti a famiglie e imprese. L’Eurirs, per esempio, cioè il tasso usato come base per i mutui a tasso fisso, è di fatto agganciato al Bund e nelle ultime settimane si è impennato, rendendo così meno vantaggioso il ricorso al «fisso».
EFFETTI SULLO SPREAD
Proprio in virtù della corsa del rendimento del Bund, lo spread tra Btp decennali italiani e omologhi tedeschi resta stabile, in area 130 punti base, rispetto alla chiusura di ieri, nonostante la salita dei rendimenti dei Btp italiani (ieri ai massimi da sei mesi al 2,28% sui titoli decennali).
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