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1. BUNGA BUNGA PER RISPARMIATORI DI MONTEPASCHI
Dagonota
Il Bunga-bunga entra nel Montepaschi. Al di là delle applicazioni e varianti sul tema applicate ad Arcore, ricordate la barzelletta di Berlusconi?
Due esploratori vengono catturati da una tribù di cannibali. “Volete morire subito o preferite il bunga-bunga?”. Il primo esploratore dice: “meglio il bunga-bunga di morte certa”. Viene portato in una capanna e violentato fino alla morte da tutto il villaggio.
Il secondo esploratore non ha dubbi: “voglio morire subito”. Ed il capo tribù: “Va bene... Ma prima un po’ di bunga-bunga”.
I risparmiatori del Montepaschi verranno messi davanti alla stessa situazione. In base alle soluzioni elaborate da Jp Morgan e Mediobanca (sposate in pieno dal nuovo vertice, guidato da Marco Morelli) potranno scegliere tra due opzioni.
La prima. Conservare le proprie obbligazioni subordinate in azioni dell’Mps, e rischiare di far fallire la banca; ed in tal caso perderebbero tutto il loro investimento, in ragione delle regole europee sul “bail-in”.
La seconda. Potranno convertire le proprie obbligazioni in azioni ed affidarle all’andamento del mercato. Insomma, peggio delle soluzioni trovate per l'Etruria.
Sebbene il titolo di Siena stia andando bene da tre giorni, le azioni hanno comunque perso più dell’87% del proprio valore dall’inizio dell’anno.
2. ECCO IL PIANO MPS PER CONVERTIRE I BOND
Fabrizio Massaro per il “Corriere della Sera”
Si comincia a delineare il percorso a tappe forzate che l' amministratore delegato di Mps, Marco Morelli, sta impostando con le banche advisor per realizzare la ricapitalizzazione da 5 miliardi di euro. La stretta sui tempi è dettata dalla volontà di portare a termine l' operazione entro l' anno, così da non accavallarsi con l' aumento di capitale di Unicredit ed eventualmente anche con quello di altri colossi europei.
Secondo fonti finanziarie a conoscenza del dossier, l' operazione dovrebbe avvenire in più fasi, secondo questo abbozzo di schema: dopo il piano industriale che sarà approvato il 24 ottobre verrà convocata l' assemblea, attorno a metà novembre.
Subito dopo dovrebbe partire l' offerta di conversione volontaria dei bond in azioni rivolta ai possessori di obbligazioni subordinate, secondo un' impostazione già presente nel progetto varato dall' ex ceo Fabrizio Viola. Sicuramente l' offerta sarà indirizzata agli investitori istituzionali ma molto probabilmente riguarderà anche i piccoli risparmiatori, così da ampliare l' ammontare delle possibili adesioni.
Mps ha emesso bond subordinati per circa 4,5 miliardi, di cui 2,16 collocati da Mps a circa 40 mila clienti retail, in scadenza nel 2018. È ancora in discussione il prezzo di conversione: secondo alcune ipotesi potrebbe essere sotto il valore nominale ma a premio rispetto alle quotazioni di mercato.
La finestra per la conversione dei bond dovrebbe durare due settimane così da concludersi a ridosso del referendum del 4 dicembre. Contemporaneamente le banche advisor Jp Morgan e Mediobanca - capofila anche del consorzio di pre-garanzia dell' aumento - continueranno a ricercare il fondo (o i fondi) interessati a prendere una quota di Mps, il cosiddetto «anchor investor» (investitore-àncora).
protesta dei risparmiatori davanti banca etruria 4
Discussioni sarebbero in corso con fondi sovrani del Qatar e di altri Paesi asiatici, ma non solo. Si punta a raccogliere così tra 500 milioni e 1,5 miliardi.
Una volta che si sarà chiarito il quadro politico post-referendum, potrà partire l' aumento di capitale vero e proprio per l' ammontare residuo non coperto dai bond convertiti e dall' anchor investor. A causa delle condizioni attuali del mercato, con il titolo Mps a 0,20 euro (ieri in recupero del 1,6%) e una capitalizzazione di 570 milioni, non ci sarebbe tuttavia spazio per concedere il diritto di opzione agli attuali soci, per assenza di un valore effettivo del diritto stesso. Per venire incontro a chi volesse comunque seguire l' aumento Mps, si starebbe valutando la concessione di un diritto di prelazione ai soci.
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