
DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A…
DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…
AZIONARIATO DELLE ASSICURAZIONI GENERALI
DAGOREPORT
Se aprile, aperta dalle minchiate globali di Trump, mantiene la promessa di essere, come vuole il grande poema di T.S. Elliot, “il più crudele dei mesi”, anche i giorni di maggio non lo saranno di meno. Quando da Trieste i duellanti si sposteranno a Milano, parte il secondo tempo della caccia grossa al Leone di Trieste. A fine aprile infatti partirà il roadshow di Mps-Calta-Milleri per il lancio dell’Ops su Mediobanca che, col suo 13% di Generali in pancia, una volta espugnata, aprirà trionfalmente la via a Caltariccone per espugnare Generali.
A fianco dell'imprenditore-editotore romano, c'è il protettivo governo di Pa-Fazzo Chigi e insieme hanno buon gioco a infilzare l’attuale governance di Generali, grazie alla mossa di Philippe Donnet di annunciare l’operazione con la francese Natixis per la gestione del risparmio delle polizze, nel momento più sbagliato, cioè prima di essere confermato al comando del Leone dalla prossima assemblea del 24 aprile.
Già presentando una lista “corta”, senza i candidati alla presidenza e al ruolo di Ceo, Caltagirone punta ad ottenere intanto sei consiglieri su 13, una ''lista di blocco'' per paralizzare le mosse di Donnet, la cui riconferma è più che probabile non solo per il voto a favore dei fondi internazionali ma anche perché Unicredit voterà la lista Mediobanca oppure quella di Assogestioni, ma molto improbabile il voto a favore di Calta (idem per il 4% di Alessandro Benetton).
La domanda che furoreggia nei salotti dell’ex capitale morale: quello che resta dei poteri forti milanesi lascerà via libera a un imprenditore romano 84enne e al suo sub-partner Francesco Milleri, che guida il colosso Delfin della famiglia di Leonardo Del Vecchio, di espugnare l’ex santuario economico-finanziario di Enrico Cuccia? Calta qui, Calta là, Donnet sì, va bene… ma quell’Alberto Nagel ti è simpatico?... Tranquilli, Carlo Messina non permetterà mai la conquista di Mediobanca… E il diabolico Orcel resterà alla finestra?...
E giù discussioni, pettegolezzi su Ceo e caio, e gridi d’allarme dei “benaltristi”: parlate di Generali, Mediobanca, Orcel e Messina, ma non vi rendete conto che c’è ben altro!? Con quel demente di Trump sta venendo giù tutto, sono saltati tutti i paradigmi e il governo Meloni è del tutto inadeguato a gestire un cambiamento epocale?...
ASSEMBLEA GENERALI DI BANCA DITALIA GAETANO CALTAGIRONE E GIOVANNI BAZOLI FOTO LA PRESSE
Nell’attesa dei botti di fine aprile (Generali) e di maggio (Mediobanca), ogni giorno si registra uno scazzo tra i duellanti. Il 2 aprile Francesco Manacorda su “Repubblica” informa: ‘’Il giorno dopo la notizia delle mosse di Mediobanca e Generali per sottoporre alle autorità di vigilanza la possibile azione di concerto tra il gruppo Caltagirone e la Delfin della famiglia Del Vecchio, il confronto si scalda.
Mediobanca, che ha scritto alla Bce e alla Consob, sostiene in pratica che la presenza simultanea dei due grandi soci nel loro capitale, in quello delle Generali (dove la stessa Mediobanca è primo azionista con il 13,1% del capitale) e in Mps, che ha di recente lanciato un’offerta pubblica di scambio proprio su piazzetta Cuccia, porti a disallineare i loro interessi con quelli degli altri soci’’.
‘’Inoltre, continua “Repubblica”, nei documenti presentati, l’istituto fa notare che in caso di successo dell’Ops di Mps su Mediobanca Caltagirone e Delfin sarebbero in una posizione di forza sulla catena di controllo della compagnia assicurativa. Non diverse le considerazioni di Generali, che le ha indirizzate alla Consob e all’Ivass.
‘’Ieri, fonti vicine al gruppo Caltagirone hanno rimarcato che già a inizio 2022 simili segnalazioni, in cui Mediobanca e Generali chiedevano a Consob e Ivass di accertare se ci fosse un’azione di concerto tra lo stesso gruppo Caltagirone, Delfin e la Fondazione Crt, erano finite in un nulla di fatto perché nessuna delle due autorità aveva trovato elementi per suffragare questa tesi’’.
iss institutional shareholder services
A questo punto poteva mancare la voce del patron del fondo Algebris, Davide Serra, che quando vede il rosso delle Generali diventa un toro? Venerdì scorso ISS, un proxi advisor che assiste gli investitori nelle votazioni delle assemblee delle società quotate, ha pubblicato un report in cui invita gli azionisti di MPS a bocciare nell’assemblea del 17 aprile l’Ops su Mediobanca.
A Siena non l’hanno presa bene e hanno schierato per la difesa il fondatore dell’hedge fund più italiano della City, Davide Serra, che alle agenzie di stampa ha affidato tutto il suo disprezzo per il lavoro di ISS. "E' un insulto delegare il diritto di voto e la conoscenza dell'azienda a qualcun altro. Non abbiamo mai ascoltato nessuna rating agency
al mondo, non hanno mai visto l'azienda e non sanno di cosa parlano. Sicuramente non abbiamo mai votato in 18 anni seguendo una proxy", ha concluso il birichino Serra.
Peccato, fanno notare malignamente dalle sale di trading, che ISS sia lo stesso proxy advisor utilizzato da Algebris. Ne è conferma il fatto, accertabile dal sito della stessa Algebris, che nel 96% delle votazioni assembleari cui ha partecipato nel 2024 e Serra abbia votato in accordo con le raccomandazioni di ISS.
Ma il finanziere con la passione per la politica, tutti ricordano il fund raising organizzato a supporto di Matteo Renzi, con le Generali (obiettivo ultimo dell’Ops di Siena su Mediobanca) ha un conto aperto sin dal 2008 quando tentò un’incursione criticandone il management e la strategia. E indovinate un po’ chi scelse il fantasioso Serra come proxy advisor per quella campagna? I-S-S!
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI
Altro giro, altra corsa. Se il proxy advisor ISS sostiene Mediobanca, sbuca un altro proxy, Glass Lewis, che invita gli azionisti di Mps a sostenere l’aumento di capitale al servizio dell’offerta su Mediobanca perché l’operazione ha una forte logica industriale e “Lovaglio può gestire i rischi”.
Glass Lewis poi si abbandona a un pippone sul “modello di integrazione incentrato sul mantenimento dell’autonomia del marchio Mediobanca, accompagnata da un cross-selling selettivo, che appare pragmatico e ideato per limitare disgregazione di ricavi...''.
GLI INTRECCI TRA DELFIN E CALTAGIRONE
Naturalmente, tra un bla-bla e l'altro, il proxy evita di sottolineare il vero obiettivo di tutta l’operazione di Mps-Calta-Milleri: intascare il 13% di Generali che ha Mediobanca per permettere a Caltariccone di impossessarsi trionfalmente del comando del Leone di Trieste, il primo forziere d’Italia con un patrimonio di 843 miliardi….
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