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BOLLO DI SAPONE! – LA MOSSA ELETTORALE DELLA MELONI, CON LA CANCELLAZIONE DEL BOLLO AUTO PER IL 2027, È UN CETRIOLONE PER LE REGIONI, CHE COSÌ SI RITROVERANNO SENZA I 7 MILIARDI DI EURO L’ANNO DI ENTRATE GARANTITE DALLA “TASSA PIÙ ODIATA” – IL TESORO DOVRÀ TROVARE LE COPERTURE PER GARANTIRE UNA COMPENSAZIONE DELLA RIDUZIONE DEL GETTITO, DAL MOMENTO CHE IL BOLLO RAPPRESENTA IL 5,7% DEL TOTALE DELLE ENTRATE TRIBUTARIE REGIONALI – SERVIRANNO I DECRETI ATTUATIVI PER DEFINIRE ALMENO TRE ASPETTI: LE MODALITÀ DI RIMBORSO ALLE REGIONI, I PARAMETRI TECNICI DELLA PLATEA ESENTATA (BANALMENTE: CHI POTRÀ NON PAGARE?) E L’AGGIORNAMENTO DELLE BANCHE DATI…
Estratto dell’articolo da www.dire.it
L’annuncio è gratis, ma solo quello. “Cancelliamo il bollo auto” è un claim elettorale di sicuro impatto, ma si tratta anche di una mossa costosissima: ogni anno frutta alle Regioni circa 7,1-7,5 miliardi di euro (secondo le stime incrociate di ANFIA, MEF e Corte dei Conti). Anche se dovesse riguardare “solo” il 70% del parco auto e motoveicoli degli italiani si parla di un gettito mancato enorme.
Il bollo è una tassa di competenza regionale, il cui incasso confluisce direttamente nei bilanci di Regioni e Province Autonome, senza passare per lo Stato centrale. Rappresenta circa il 5,7% del totale delle entrate tributarie proprie delle Regioni a statuto ordinario, ed è costantemente indicata dalla Corte dei Conti come la principale fonte di gettito tributario regionale.
Giorgia Meloni conferenza stampa post consiglio dei ministri 16 settembre 2026
Una sua abolizione richiederebbe quindi di individuare fondi equivalenti altrove, o in alternativa un meccanismo di compensazione a carico dello Stato.
“In relazione agli effetti finanziari conseguenti al mancato pagamento del bollo auto e moto – si legge nella bozza visionata dalla stampa – allo scopo di concorrere all’adeguamento dei bilanci delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano”, è previsto “un trasferimento complessivamente pari a 2.293,5 milioni di euro per l’anno 2027, a titolo di compensazione della riduzione del gettito”.
Anche qualora la misura venisse approvata, la sua applicazione non sarebbe automatica. Servirebbero decreti attuativi per definire almeno tre aspetti: le modalità di rimborso alle Regioni per il mancato gettito (fino alla formalizzazione di questo meccanismo, le amministrazioni regionali potrebbero anche ricorrere alla Corte Costituzionale), i parametri tecnici della platea esentata (banalmente: chi potrà non pagare?) senza i quali i sistemi informatici non sarebbero in grado di individuare i soggetti esonerati, e infine l’aggiornamento delle banche dati.
Giorgia Meloni conferenza stampa post consiglio dei ministri 16 settembre 2026
Il Ministero infatti dovrebbe dare mandato ad ACI, Regioni e PagoPA per modificare il Pubblico Registro Automobilistico e gli archivi regionali, stabilendo una data di disattivazione del sistema di riscossione automatica.
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Il bollo auto, peraltro, dovrebbe già essere stato abolito parecchie volte, a rimestare nell’archivio degli annunci. Il precedente più noto risale al 2006, quando Silvio Berlusconi promise in campagna elettorale l’abolizione totale della tassa; perse le elezioni contro Romano Prodi e il bollo rimase in vigore.
Nel 2018 il Movimento 5 Stelle, con Luigi Di Maio al Governo, propose di sostituirlo con un aumento delle accise sul carburante, secondo il principio “chi più usa l’auto, più paga”; l’idea fu accantonata quasi subito per l’impatto che avrebbe avuto sui prezzi della benzina.
Tra il 2019 e il 2022 la Lega di Matteo Salvini rilanciò più volte l’ipotesi di una cancellazione graduale, ridimensionata poi a rottamazioni delle cartelle esattoriali arretrate. Anche il Governo Meloni, nella prima fase del suo mandato, aveva valutato una revisione del bollo e del superbollo, senza però trovare nelle prime Leggi di Bilancio le coperture necessarie. [...]
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