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TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

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DAGOREPORT

 

matteo renzi marco mancini

Tra le pieghe dell’affaire Lavitola-Ranucci, riciccia sul “Giornale’’ uno dei tanti misteri all’italiana: il famoso servizio di ‘’Report’’ del maggio 2021 sull’incontro in autogrill di Fiano Romano tra Matteo Renzi e Marco Mancini, una delle figure più controverse della storia dell’intelligence italiana.

 

Sul perché di quell’incontro all’autogrill, avvenuto durante le vacanze di Natale del 2020, ma mandato in onda da Ranucci cinque mesi dopo, Renzi e Mancini risposero che si era trattato di un banale scambio di auguri di Natale.

 

VALTER LAVITOLA E SIGFRIDO RANUCCI

In realtà, all’origine del rendez-vous autostradale c’entra di più il fatto che stava cadendo il secondo governo Conte, a causa del ritiro dall'esecutivo delle ministre di Italia Viva, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, oltre al sottosegretario Ivan Scalfarotto.

 

Qualcuno deve aver scommesso sulle doti affabulatorie di negoziatore di Mancini, all'epoca in forza al Dis, il dipartimento che coordina i servizi diretto all’epoca da Gennaro Vecchione, per convincere l’ex premier di Rignano sull’Arno a trovare una quadra per mantenere in piedi il secondo governo dell’Avvocato del Popolo. Una missione da cui Mancini sarebbe potuto uscire con le mostrine da vicedirettore dell’Aise.

giuseppe conte gennaro vecchione

 

Infatti, in quel Natale del 2020, la crisi politica del governo Conte si intreccia con un’altra crisi, quella professionale del 60enne Mancini.

 

Nel 1985 entra a far parte del Sismi (poi Aise), diretto da Nicolò Pollari. Nel 2006 è coinvolto e travolto in due bombastiche inchieste giudiziarie: il sequestro di Abu Omar e lo scandalo sulle intercettazioni illegali Telecom-SISMI, entrambe si sono concluse in quanto “l'azione penale non poteva essere perseguita per l'esistenza del segreto di Stato”.

 

SPIONEN - POSTER BY MACONDO

Ma già dall’anno precedente, e precisamente in data 5 marzo 2005, l’immagine di Mancini finì su tutte le prime pagine, scattata a Ciampino, mentre aiuta a scendere dalla scaletta dell’aereo la giornalista del “manifesto” Giuliana Sgrena, rapita a Baghdad dalla jihad islamica, la cui liberazione (con riscatto) costò la vita al capo divisione del Sismi, Nicola Calipari, ucciso a un posto di blocco dal fuoco amico di un soldato Usa.

 

Sul “Manifesto”, la Sgrena liberata intervista Carlo Parolisi, 007 di alto livello in forza al Sismi (poi Aise), e pone la seguente domanda: “Perché a Roma mi ha tirato giù dall’aereo l’agente Marco Mancini, che non aveva collaborato con la squadra di Calipari, e che è rimasto fissato nelle immagini del mio ritorno a casa?’’.

 

giuliana sgrena e marco mancini

E Parolisi risponde: “Per una sua iniziativa. L’ordine per tutti noi era di non scendere e affidarti al personale medico”. (Dichiarazione confermata dallo stesso Mancini).

 

Passano gli anni, i bambini crescono e le mamme invecchiano ma la figura di Mancini deve essere rimasta sullo stomaco di Carlo Parolisi, che balza al centro dell'attenzione mediatica in merito al famigerato conciliabolo dell’autogrill.

 

Perché  è appunto Parolisi, con il volto travisato, ad apparire su Report e a  riconoscere e identificare formalmente l'allora capo reparto del Dis.

 

Come mai Ranucci manda in onda il servizio Renzi-Mancini a babbo morto, ben cinque mesi dopo la sepoltura del Conte II? A chi giovava tirare fuori dal cassetto quell’incontro? Renzi lo definisce fin da subito una sorta di "regolamento di conti interno ai servizi segreti".

 

Altri aggiungono altre ipotesi: chi partendo dal burrascoso rapporto tra Renzi e “Report”, chi considerando la voglia di Conte di regolare i conti con colui che si vanta di averlo sloggiato da Palazzo Chigi e di aver convinto Draghi a prendere il suo posto.

 

marco mancini

Quello che è certo è che con la desecretazione dei documenti e l'analisi dei flussi telefonici operata dai magistrati, emersi lo scorso settembre, i tabulati del 27 aprile 2021 (pochi giorni prima della messa in onda del servizio) documentano una telefonata tra Parolisi (allora ex dirigente dell'intelligence) e Ranucci.

 

Quaranta minuti dopo quella telefonata, i giornalisti di Report si mettono in movimento per rintracciare i testimoni e chiudere l'inchiesta.

 

Carlo Parolisi - 1

Si riaccende il sospetto che lo scoop non sia stato un semplice colpo di fortuna di un'insegnante che registra per 14 minuti l’incontro all’autogrill, ma se dietro ci sia stata una precisa regia di ex agenti segreti (come Parolisi) finalizzata a colpire la presenza sempre più ingombrante e urticante di Marco Mancini, nome in codice “Tortellino”.

 

All’indomani della conclusione dei due clamorosi casi giudiziari (Abur Omar e Telecom), “Tortellino” finisce confinato a Vienna a pettinare le bambole. Quando rientra in Italia nel 2014, sorge il problema di dove sistemare l’indomabile agente: il capo all’epoca del Dis, Giampiero Massolo, si consulta con i suoi e alla fine lo piazza dietro una scrivania con compiti di vigilanza finanziaria sulle agenzie operative Aisi e Aise.

 

IL PERCORSO DELLA PROF CHE HA FOTOGRAFATO RENZI E MANCINI ALL AUTOGRILL DI FIANO ROMANO

Ritrovarsi senza più incarichi operativi non è per nulla gradito a Mancini che comincia ad agitarsi rompendo i cojoni a destra e a manca: il suo obiettivo è la nomina a vice-direttore dell’Aise. Nell’attesa del lieto evento si applica a fare pulci e contropelo a ogni operazione amministrativa delle due agenzie, pestando i piedini di Luciano Carta (a capo dell’Aise) e di Mario Parente (responsabile di Aisi).

 

Il vento cambia per Mancini quando nel 2018 Conte nomina a capo del Dis l’amico di famiglia Gennarino Vecchione, un generale di Divisione della Guardia di Finanza, con appena due stellette rispetto alle tre di Carta e Parente, cosa che porta l’Avvocato del Popolo a fine novembre 2020 a prorogare il suo incarico per altri due anni.

 

A completo digiuno di intelligence, al Dis Vecchione commette l’errore di scegliersi come suo primo e ascoltato consigliere colui che è detestato da Aise e Aisi, cioè Mancini, che lo rimbambisce con la sua smania di essere promosso a vice-direttore (ruolo non solo di potere ma che in termini economici vuol dire scatto di stipendio e vitalizio).

AUTO DOVE E MORTO NICOLA Calipari

 

La missione è diventata poi impossibile con la caduta del governo Conte e con l’arrivo a Palazzo Chigi di Draghi, che ha scelto come sottosegretario delegato ai Servizi, l’ex capo della polizia e dell’intelligence, Franco Gabrielli.

 

E, zac!, il mandato di Vecchione si chiude un anno prima della scadenza, sostituito al Dis dall’ambasciatrice Elisabetta Belloni. L'uscita anticipata e coatta del suo beniamino fa incazzare non poco Conte.

 

Il cambio di guardia, tra l’altro, avviene nelle settimane in cui è esploso il servizio di “Report” con le immagini del faccia a faccia tra il leader d’Italia Viva e l’agente segreto in forza al Dis. Proprio in merito a quell’incontro, audito dal Copasir, Vecchione avrebbe detto di non essere stato informato da Mancini e che un obbligo specifico non c’era.

 

MARIO PARENTE

All’indomani dell’audizione di Vecchione, Gabrielli richiama i direttori del Dis, dell’Aise e dell’Aisi al principio che gli appartenenti all’intelligence possono incontrare parlamentari, giornalisti, magistrati e altre categorie “sensibili” solo per motivi di servizio e con la preventiva autorizzazione del vertice dell’agenzia a cui appartengono.

 

A luglio, pochi mesi dopo che Vecchione venne accompagnato all’uscita, “Tortellino” venne posto dinanzi alla scelta: rientro nell'Arma dei Carabinieri, con il grado di maresciallo o il prepensionamento immediato? Preferì fare le valigie.

 

FINE DEL PRIMO TEMPO…..                                                             

Conte e Luciano CartaLuciano Cartagiampiero massologiampiero massoloTPI - LE FOTO DELL INCONTRO TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI ALL AUTOGRILLCarlo Parolisi - 2Carlo Parolisi - 3MATTEO RENZI CHIEDE A GIORGIA MELONI DI TOGLIERE IL SEGRETO DI STATO SULL INCONTRO IN AUTOGRILL CON MARCO MANCINI Marco Mancini MATTEO RENZI E MARCO MANCINI Gennaro Vecchione il prefetto gennaro vecchione foto di bacco (2)MATTEO RENZIMARCO MANCINI matteo renzi al senato foto lapressematteo renzi al senato foto lapressegennaro vecchione