DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE…
COME SI DICE BANCO BPM IN FRANCESE? – SALTATA LA FUSIONE CON MPS, PER FUGGIRE DALLE GRINFIE DI UNICREDIT, GIORGETTI È PRONTO AD APRIRE LE PORTE DELLA “SUA” BANCA AI FRANCESI - I VERTICI DI CRÉDIT AGRICOLE, CHE HANNO IL 29,9% DI BPM, SONO ATTESI IL PROSSIMO 3 LUGLIO A ROMA - OLTRETUTTO, DOPO L’UNO-DUE DI TRUMP, ALLA MELONI NON RESTAVA ALTRO CHE RINCULARE AD ANTIBES TRA LE BRACCIA DI MACRON, DIVENTATO ORA UN “PARTNER NATURALE E INDISPENSABILE” - CERTO, NON SARÀ FACILE SPIEGARE AL MERCATO PERCHÈ IL GOLDEN POWER SIA STATO IMPOSTO A UNICREDIT PER L’OPAS SU BPM (LIQUIDATA DA SALVINI COME UNA “BANCA STRANIERA”) MA NON PER QUELLA FRANCESE…
giuseppe castagna foto lapresse
Marco Scotti per www.affaritaliani.it
I francesi di Crédit Agricole sono pronti a sbarcare in Italia per prendersi BancoBpm. Secondo quanto può riferire Affaritaliani, infatti, i vertici della banca francese sono attesi il prossimo 3 luglio a Roma, nella sede del Ministero dell’Economia.
Obiettivo dell’incontro, ovviamente, abbattere le ultime – residue e assai deboli – resistenze del governo per fare in modo che BancoBpm finisca nel perimetro dell’istituto di credito francese.
giancarlo giorgetti con la sciarpa del southampton
Il tentativo, infatti, di stoppare l’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps starebbe sortendo effetti modesti per non dire nulli: la richiesta all’Ivass di aprire un’istruttoria per eccesso di posizione dominante al momento non trova riscontri.
E dunque, pur di evitare che Unicredit torni a spron battuto su Piazza Meda, Giorgetti – che come Affaritaliani ha riportato già da tempo ha ottimi rapporti con il vice amministratore delegato Jerome Grivet – è pronto ad aprire le porte ai francesi.
jerome grivet - credit agricole
Certo, non sarà facile spiegare alla comunità finanziaria come il golden power sia stato imposto per l’Opas di Piazza Gae Aulenti sul Banco ma non per quella francese su Piazza Meda: dettagli facilmente risolvibili spiegando che l’Europa non vuole, il libero mercato lo chiede e via dicendo.
La verità è, oltretutto, che come ha spiegato la nostra testata Giorgia Meloni è alla ricerca di un alleato solido in Europa dopo l’incredibile uno-due che le è arrivato prima da Donald Trump, poi dall’improvvido Mark Rutte che, da segretario della Nato, si comporta come lo zerbino del presidente Usa.
giorgia meloni emmanuel macron 2 foto lapresse
Il 3 luglio, dunque, si definirà un’operazione che in molti ormai danno per partita, dopo che le autorità finanziarie hanno appreso della scelta di Crédit Agricole di arrivare al 29,9%, ultimo gradino sotto la soglia dell’Opa.
Quale sarà poi il destino di Piazza Meda è tutto da decidere, ma è certo che i francesi hanno deciso – dopo il Credito Valtellinese – di mettere un’altra banca italiana nel mirino. E i presupposti ci sono tutti, soprattutto se il rapporto Giorgetti-Grivet resta così solido.
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