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DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

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DONATELLA SCIUTO

La strada è stata tracciata dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e ora a Milano avanza la folta quota rosa di rettrici tendenti al rosso.

 

Negli ultimi anni l’ex capitale morale è diventata un caso unico nel panorama italiano: per la prima volta praticamente tutti gli atenei cittadini sono stati guidati da donne: Donatella Sciuto al Politecnico dal 2023, Marina Marzia Brambilla alla Statale dal ‘24, Giovanna Iannantuoni alla Bicocca dal 2019 al 2025 poi presidente Crui, Elena Beccalli alla Cattolica dal ‘24 e Valentina Garavaglia allo Iulm dallo stesso anno: o sono diventate genie tutte d’un colpo oppure ci troviamo difronte a un filino di conformismo gender in salsa cocktail.

 

Graziella Leyla Ciaga

Il modello della scienziata piena di sé, a dire il vero, spetta ad Antonella Viola, che riuscì a dire in tv “Io rappresento la Scienza” salvo, pochi mesi dopo, iniziare una vasta attività da tuttologa presenzialista, con persino un libro di filosofia spicciola.

 

Negli ultimi giorni, la rettrice del Politecnico è scesa in campo (il campo è quello del Pd) con una intervista al “Corriere” per dire (excusatio non petita) che non si candida a sindaco di Milano schierandosi a favore della piddina Anna Scavuzzo, sicura perdente (ma i tornaconti arrivano ugualmente).

 

Anzi, nel suo caso, visto il numero di cariche e carichette accumulate, dalla Banca d’Italia alla Fondazione Corriere della Sera, un bel po’ ha già portato a casa. Ora, dall’alto di 386 pubblicazioni (tutte di pochissime pagine, sempre di gruppo, una firmata in venti autori e mai un libro), Donatella Sciuto sta schierando il Politecnico a sinistra.

 

Ma su questo non c’erano dubbi. Di recente il Politecnico ha messo in cattedra un ex parlamentare del Pd, Leyla Ciagà che, guarda caso, era l’unica candidata in concorso. La schiera dei cattedratici figli o alunni di protagonisti dell’estrema sinistra italiana è folta (da Canella a Monestiroli…).

 

BIG MAMA

Tra i discendenti di questo potere comunista e operaio (alcuni docenti, come Alberto Magnaghi, finirono al 7 Aprile) figura l’attuale preside della facoltà di Architettura, Campioli, che iniziò la sua carriera con la storica femminista Ida Farè, non lontana dalle Br, storica biografa di Mara Cagol.

 

Del resto, la più grande manifestazione pro-Pal di studenti milanesi si è conclusa proprio al Politecnico mentre i vertici dell’ateneo, si legge su un giornale, tentavano di nascondere “le collaborazioni con l’Israel Institute of Technology”.

 

Giovanna Iannantuoni

E poiché tout se tient, dalle lezioni sul Social housing alle lauree, tra i neolaureati in Urbanistica dei giorni scorsi figura la protagonista woke dell’anti bodyshaming Big Mama (ma qualcuno, seriamente, farebbe progettare una città a Big Mama?): a Sanremo, nel 2024, presentò la canzone “La rabbia non ti basta”, che Elly Schlein dedicò a Giorgia Meloni. Tout se tient…

antonella violaDONATELLA SCIUTOMarina Marzia Brambilla marina marzia brambilla 4Giovanna Iannantuoni DONATELLA SCIUTO