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UN CONCLAVE PER MEDIOBANCA – I VERTICI DI MONTEPASCHI, INSIEME AGLI ADVISOR DI DELOITTE E MCKINSEY, DA IERI SI SONO RIUNITI A ROMA PER UN FULL IMMERSION DI 48 ORE. IL TEMA CENTRALE È LA STRATEGIA PER PIAZZETTA CUCCIA, DI CUI SIENA CONTROLLA L'86% DEL CAPITALE – L'AD LOVAGLIO PUNTA A RITIRARE DALLA BORSA MEDIOBANCA PER FONDERLA CON L’ISTITUTO SENESE. UNA MOSSA CHE VEDE CONTRARISSIMO CALTAGIRONE, PERCHÉ COSTEREBBE A MPS 2,7 MILIARDI, PER LANCIARE UN’OPA SUL RESTO DELLE AZIONI. E RIDURREBBE DI MOLTO GLI UTILI DI CALTA-RICCONE E DELFIN – SULLO SFONDO LA DELICATA QUESTIONE DEL DESTINO FINALE DEL 13% DI GENERALI CUSTODITO DA PIAZZETTA CUCCIA – CALTAGIRONE HA DECISO CHE IL TEMPO DI LOVAGLIO È FINITO...

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Estratto dell’articolo di Giovanni Pons per “la Repubblica”

 

luigi lovaglio

Dopo una settimana di altalena in Borsa e di smentite su nuove possibili operazioni straordinarie il Monte dei Paschi di Siena prova ad andare avanti sul doppio binario del piano industriale e della presentazione della lista del cda. [...]

 

E così i manager apicali del gruppo bancario, sotto la guida dell'ad Luigi Lovaglio e con il supporto degli advisor Deloitte e Mckinsey, hanno deciso di riunirsi ieri e oggi a Roma in una due giorni di confronto con il cda della banca. Il convitato di pietra è Mediobanca e il suo futuro sotto l'ombrello di Mps dopo che Siena ne ha conquistato l'86% del capitale con l'Opas conclusasi a ottobre.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MEDIOBANCA

Lovaglio è ben convinto di andare avanti con la sua idea presentata al mercato da un anno a questa parte, cioé di integrare nel Monte il credito al consumo e Mediobanca Premier e di isolare in una società ad hoc l'attività di investment banking e di private banking con il marchio Mediobanca. Per far ciò si dovrebbe togliere dalla Borsa Mediobanca con un'Opa residuale che avrebbe un costo vicino a 2 miliardi.

 

Ma il piano di Lovaglio, che ha portato il mercato a consegnare l'86% delle azioni, è stato in qualche modo messo in discussione da alcuni consiglieri che rispondono ad alcuni azionisti e che preferirebbero mantenere Mediobanca quotata in Borsa, allargando il flottante, in modo che possa continuare a operare in tutti i suoi business così come ha fatto sinora.

 

LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI

Senza però ottenere quei 700 milioni di sinergie indicati dal documento di offerta. Lasciando però più risorse finanziarie in Mps magari in vista di una seconda fase di risiko bancario. Sullo sfondo c'è poi la delicata questione del destino finale del 13% di Generali custodito dentro Piazzetta Cuccia sul quale ci sono opinioni diverse tra manager, azionisti e governo.

 

La soluzione definitva non dovrebbe uscire né dalla riunione romana né dal cda in programma il 22 gennaio, che dovrebbe invece recepire le procedure per andare avanti con la lista del cda, proposte dal comitato nomine. Procedura che escluderebbe Lovaglio dai contatti con i soci essendo indagato al pari dei Francesco Gaetano Caltagirone e Delfin.

 

GIANCARLO GIORGETTI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

Poi le regole andranno all'approvazione della Bce e quindi all'assemblea del Monte già convocata per il 4 febbraio. Saranno dunque settimane intense in cui si misurerà il consenso intorno a Lovaglio, sia per il suo piano, sia per la volontà di confermarlo alla guida della banca per altri tre anni.

 

Si sa che il banchiere è stimato dal Mef — che possiede ancora il 4% della banca senese anche se dice di non avere più un ruolo attivo nelle scelte strategiche e nelle nomine — ma anche da Delfin che è il primo azionista con il 17,8% del capitale. [...]

 

LUIGI LOVAGLIO - PIERANTONIO ZANETTIN - FOTO LAPRESSEFRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE TRA I FIGLI AZZURRA E FRANCESCO JR - FOTO LAPRESSE LUIGI LOVAGLIO AL SENATO - COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE - FOTO LAPRESSE