sportello bancario

IL RISPARMIO NON PORTA GUADAGNO - LA CONTINUA CHIUSURA DEGLI SPORTELLI BANCARI IN ITALIA (IN MEDIA 72 AL MESE) LASCIA INTERI COMUNI SENZA UNA FILIALE, COL RISULTATO CHE GLI INVESTIMENTI IN PRODOTTI FINANZIARI CALANO - IL CORRENTISTA SI SENTE RASSICURATO DAL RAPPORTO UMANO E IL 74,08% CONSIDERA LA FILIALE UN LUOGO UTILE PER AVERE SUPPORTO E ASSISTENZA PER RISPARMI, INVESTIMENTI E PRESTITI - ROBERTO BALDASSARI, DOCENTE DI STRATEGIE DELLE RICERCHE DI MERCATO: “SE MANCA LA BANCA, IL COMUNE È DESTINATO ALLO SPOPOLAMENTO, SCORAGGIANDO COSÌ ULTERIORI INVESTIMENTI NEL TERRITORIO”

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Estratto dell’articolo di Vitaliano D’Angerio per il “Sole 24 Ore”  

 

SPORTELLO BANCARIO

I numeri della desertificazione bancaria sono noti. Dal 2020 al 2025 i comuni serviti da banche sono diminuiti del 12,4%, da 5.102 a 4.468; ogni mese sono stati chiusi, in media, 72 sportelli bancari. I dati sono nel recente rapporto 2025 del sindacato bancario Uilca. Meno noti gli effetti delle filiali sbarrate. Sempre nel report Uilca, ci sono i risultati della periodica indagine realizzata dall’istituto demoscopico Lab21 che, nel 2025, ha intervistato 3.300 italiani.

 

Ebbene, a parte l’insoddisfazione generale per la chiusura degli sportelli, il 76,4% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato che la prossimità di una filiale bancaria influisce molto o abbastanza sulla sua propensione all’investimento in prodotti finanziari. Con i calabresi (98,5%) che danno un’importanza enorme alla filiale da questo punto di vista; dal lato opposto vi sono invece i campani (63,4%). Anche l’età degli intervistati ovviamente ha un peso. Sono gli ultra 65enni (il 48,2%) che vede calare molto la propensione all’investimento in caso di assenza di uno sportello; viceversa, tra i 18 e 24 anni (il 18,1%).

 

Persona e luogo

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Sta di fatto che per il correntista-risparmiatore più maturo, la relazione con un interlocutore fisico è fondamentale. Lo confermano altre risposte del report Uilca-Lab21: il 91,59% ritiene molto/abbastanza utile parlare con un operatore bancario per avere servizi che gli servono. E ancora: il 74,08% considera la filiale (molto/abbastanza) un «luogo utile per avere supporto e assistenza per quanto riguarda risparmi, investimenti e prestiti». Da notare infine che la tendenza, sui tre anni, di queste risposte è sempre in crescita. Segno che il fenomeno della desertificazione bancaria potrebbe avere effetti importanti sul settore investimenti.

 

La spiegazione

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Come spiegare dunque, almeno per una certa classe di età, il legame tra luogo fisico e propensione all’investimento? Lo abbiamo chiesto a Roberto Baldassari, direttore generale di Lab21 e docente di strategie delle ricerche di mercato all’Università RomaTre: «Dato il basso livello di educazione finanziaria in Italia, la filiale viene vista come il luogo dove un operatore può spiegare e guidare il risparmiatore. Senza il confronto con un essere umano, la propensione a investire diminuisce drasticamente perché le persone si sentono in difficoltà a gestire queste operazioni in autonomia».

 

sportello bancario

«Per molti cittadini, il risparmio viene percepito prima di tutto come l’atto di non tenere i soldi “sotto il letto” e andare a versarli in banca. Una volta depositati, il passaggio all’investimento vero e proprio avviene quasi esclusivamente se è presente una figura professionale di riferimento con cui si è costruito un rapporto di fiducia». Il senso di abbandono Inoltre la chiusura degli sportelli genera un senso di abbandono per gli abitanti di quei paesi che perdono il servizio.

 

«La chiusura delle filiali viene percepita dai cittadini come un segnale che il proprio comune è stato abbandonato dal “sistema Paese” – conclude Baldassari –. Se manca la banca, il comune è visto come destinato allo spopolamento, scoraggiando così ulteriori investimenti nel territorio. Anche se non paragonabile a un ospedale, la filiale bancaria è vissuta come un servizio di prossimità fondamentale».