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ENI ONE ELSE – L’AD DI ENI CLAUDIO DESCALZI IN COMMISSIONE ATTIVITÀ PRODUTTIVE ALLA CAMERA RINNOVA IL SUO GRIDO DI DOLORE: “LA CRISI DI HORMUZ CAMBIA L’ORDINE DELLE COSE A LIVELLO MONDIALE”. MA EVITA ACCURATAMENTE DI PRONUNCIARE IL NOME DEL RESPONSABILE NUMERO UNO DEL CAOS, CIOÈ IL SUO “AMICO” DONALD TRUMP – E POI LANCIA L’ALLARME SUL GAS: “CON LO STOP A QUELLO RUSSO DAL 2027 AVREMO UN PROBLEMA DI APPROVVIGIONAMENTO” – “LE BOLLETTE PIÙ CARE D’EUROPA? NEL 1987 È STATA FATTA LA SCELTA DI CHIUDERE IL NUCLEARE. LE STRATEGIE ENERGETICHE NON SI INVENTANO…”
QUALCUNO AVVISI CLAUDIO DESCALZI, CHE SE IL MONDO STA ANDANDO A PUTTANE È COLPA DEL SUO “AMICO” TRUMP – IL GRIDO DI DOLORE DELL’AD DI ENI AL “SOLE 24 ORE”: “ESISTE UN PRIMA E DOPO HORMUZ. SULL’ENERGIA NULLA SARÀ COME PRIMA. LE SCORTE PETROLIFERE GLOBALI SI STANNO RIDUCENDO RAPIDAMENTE E L’IRAN HA ACQUISITO LA CONSAPEVOLEZZA DI POTER USARE IL CONTROLLO SU HORMUZ COME UN’ARMA ESTREMAMENTE POTENTE”. QUEL CHE DESCALZI, CHE È MOLTO SPESSO A WASHINGTON, EVITA DI DIRE, È CHI HA CAUSATO QUESTO BORDELLO: DONALD TRUMP! SONO STATI I BOMBARDAMENTI AMERICANI A PROVOCARE LO CHOC ENERGETICO PIÙ GRANDE DEGLI ULTIMI 50 ANNI. GLI AYATOLLAH NE STANNO SOLO APPROFITTANDO...
1 - «HORMUZ HA CAMBIATO TUTTO E ATTENZIONE AL GAS: DA GENNAIO MANCHERÀ ANCHE QUELLO RUSSO»
Estratto dell’articolo di Fausta Chiesa per il “Corriere della Sera”
Il petrolio? Quello, anche se con difficoltà e in quantità minori, passa. Ma il problema «Hormuz» è ben altro. Mancano gasolio, jet fuel e gas. È questo in estrema sintesi il quadro tracciato ieri dal ceo dell’Eni Claudio Descalzi nell’audizione in commissione Attività produttive della Camera sul mercato energetico.
TRUMP E LO STRETTO DI HORMUZ - VIGNETTA BY NATANGELO
La configurazione degli approvvigionamenti energetici basata su Russia e Medio Oriente — ha spiegato — «si è erosa completamente. Quello che stiamo vivendo non l’abbiamo visto dagli anni 80. In cinque anni abbiamo avuto il Covid, la Russia e il Medio Oriente».
Sulla crisi nel Golfo Persico, che «cambia l’ordine delle cose a livello mondiale», il numero uno del Cane a sei zampe ha rassicurato sul greggio, ma il gas potrebbe diventare un problema. «Il petrolio bene o male passa, mancano circa 8-9 milioni di barili all’appello.
L’Arabia Saudita è riuscita ad evacuare verso il Mar Rosso e anche Abu Dhabi, per un paio di milioni, è riuscita a bypassare Hormuz. Non c’è questa possibilità per i 5 milioni di prodotti fermi, per l’Lng».
Riguardo ai prodotti, il problema riguarda soprattutto il gasolio e il jet fuel anche perché «l’Europa ha dismesso moltissima capacità di raffinazione». C’era una carenza già prima della crisi in Medio Oriente, «ma da quando è stato chiuso l’accesso al mercato russo, circa il 60% arrivava dal Golfo e chi sta compensando adesso sono gli Stati Uniti».
Già, la Russia. Nel 2027 sarà concluso il phase out dal metano e da gennaio — ha analizzato il ceo — «avremo un problema di supply e questo ci troverà in una situazione peggiore di stoccaggi. Non per l’Italia che è in linea con l’anno scorso al 71-72%, ma ci sono Paesi che sono molto al di sotto. Per l’Europa che va a gas è una preoccupazione».
A proposito di gas, alcuni deputati hanno osservato come, proprio per via del nostro mix di produzione di energia elettrica, paghiamo le bollette tra le più care in Europa.
«L’Italia — ha risposto Descalzi — negli ultimi 50 anni ha costruito una strategia energetica sul gas perché era quello che aveva, ne producevamo 20 miliardi di metri cubi all’anno (oggi siamo poco sopra 3 miliardi e ne consumiamo di più, ndr). Nel 1987 è stata fatta la scelta» di chiudere «il nucleare, la Spagna, la Francia hanno fatto un’altra scelta, quella di farlo. Le strategie energetiche non si inventano». […]
2 - ALLARME GAS DI DESCALZI "STOCCAGGI AL MINIMO E C'È LO STOP DALLA RUSSIA"
Estratto dell’articolo di Filippo Santelli per “la Repubblica”
GIACIMENTO DI PERLA IN VENEZUELA
Il problema non è tanto il greggio, «che bene o male», cioè grazie ai tubi di Arabia e Emirati, «bypassa lo Stretto». L'impatto maggiore della chiusura di Hormuz […] è «sul gas e sui prodotti» raffinati come benzina, diesel e carburante per aerei, che non possono aggirare il blocco. Lo ha detto ieri l'amministratore delegato dell'Eni Claudio Descalzi, in audizione alla Camera sulla congiuntura del mercato energetico. […]
L'Italia ha un problema soprattutto con il carburante per aerei, di cui deve importare metà del fabbisogno, 5 milioni di tonnellate. Mentre ha una situazione «abbastanza equilibrata» sul diesel, che però in questo momento «viene esportato in mercati a premio» – cioè dove i produttori guadagnano di più – e «nessun problema» sulla benzina. Le nuove tensioni si stanno comunque riflettendo sui prezzi alla pompa anche qui, con la verde risalita ieri sopra gli 1,91 euro al litro, e il gasolio a 2,04 euro.
donald trump - stretto doi hormuz
Il nostro Paese è messo meno peggio dei vicini anche sul fronte della disponibilità di gas. Il prossimo gennaio, ha ricordato l'amministratore delegato di Eni, scatterà lo stop completo alle importazioni di metano liquefatto russo e «questa è una preoccupazione per tutta l'Europa», considerato che in molti Paesi gli stoccaggi «sono molto al di sotto dello scorso anno, tra il 40 e 46%». Non così in Italia, che «oggi ha il 72% e a gennaio dovrebbe raggiungere il 90», grazie alla stabilità dei rifornimenti con Africa e Azerbaigian, perno della strategia della stessa Eni.
È chiaro però che un mercato tirato in Europa farebbe alzare i prezzi per tutti, compresa l'Italia dove il prezzo del metano determina anche quello dell'elettricità. […]
STRETTO DI HORMUZ - INGORGO DI IMBARCAZIONI - 23 GIUGNO 2026
Descalzi ha sottolineato l'eccezionalità delle crisi in serie piombate sui mercati energetici nel giro di cinque anni: Covid, guerra in Ucraina e ora Hormuz. Quest'ultima cambia lo scenario per sempre: «Quando tutto, spero presto, sarà finito, il rischio attribuito all'area sarà completamente diverso». Se al momento molta dell'offerta che non arriva più da Golfo e Russia è compensata dall'export americano, nel lungo periodo la necessità è diversificare, geografie di importazione e fonti. Infine, a domanda sulla strategia di Eni per la chimica italiana, Descalzi è tornato ad attaccare la Commissione: «Ha fatto di tutto per distruggerla, ci dice in faccia di andare via. Noi ci siamo presi le perdite, trasformato in biochimica, non mandiamo a casa nessuno e non lo faremo».
CLAUDIO DESCALZI ALLA SCUOLA DI FORMAZIONE POLITICA DELLA LEGA
claudio descalzi (2)
CLAUDIO DESCALZI
Bollette rincari1
Bollette rincari2
tensioni sullo stretto di hormuz tra iran e usa
DONALD TRUMP - PETROLIO
claudio descalzi e flavio cattaneo - foto lapresse
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