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IL RISIKO BANCARIO RISCHIA DI CREARE UN PAPOCCHIO PER LE ASSICURAZIONI – L’OPAS DI INTESA SANPAOLO SU MPS RENDEREBBE IL GRUPPO GUIDATO DA CARLO MESSINA IL PRIMO AZIONISTA DI GENERALI (VIA MEDIOBANCA). IL MANAGER SOTTOLINEA CHE È SOLO “UN INVESTIMENTO AZIONARIO, SENZA COINVOLGIMENTO NELLA GESTIONE DELLA SOCIETÀ. A ME INTERESSA L’UTILE NETTO DI GENERALI CHE OGGI È DENTRO MPS-MEDIOBANCA” – GIANNI DRAGONI: “SE MESSINA SI AUGURA CHE GENERALI FACCIA GLI UTILI PIÙ ALTI POSSIBILI QUESTO PERÒ AVREBBE UN IMPATTO NEGATIVO SUI RISULTATI DI INTESA COME CONCORRENTE. INTESA AVREBBE UN CONSIGLIERE NEL BOARD DI GENERALI, SAREBBE INFORMATA SULLE MOSSE DEL CONCORRENTE. PER QUESTO ALCUNI OSSERVATORI SI CHIEDONO SE IL VERO OBIETTIVO DI MESSINA NON SIA PIUTTOSTO UN’INTEGRAZIONE TRA LE ATTIVITÀ DI GENERALI E INTESA. UNA DOMANDA PESANTE…”
Estratto dell’articolo di Gianni Dragoni per “il Fatto Quotidiano”
La partita del risiko bancario è a una svolta. I termini dell’Opas di Intesa Sanpaolo sul Monte dei Paschi per 30,6 miliardi di euro il 16 luglio saranno esaminati dal cda di Siena, che valuterà anche un’alternativa, la fusione prospettata da Banco Bpm.
A un mese dall’annuncio dell’Opas l’ad di Intesa, Carlo Messina, il 10 luglio ha rivendicato la natura industriale e di mercato dell’operazione. Messina si intesta il ruolo di garante dell’“indipendenza e della sicurezza di questo paese”, “possiamo essere solo noi e certamente non i francesi o i tedeschi”.
Il riferimento è al gruppo francese Crédit Agricole in quanto azionista di peso di Bpm. E quando parla di tedeschi Messina pensa a Unicredit, che sta cercando un rapporto più stretto con Generali, il primo gruppo assicurativo italiano di cui, con Mps, Intesa diventerebbe il primo azionista, con il 13,2 per cento.
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L’ad di Intesa ha sottolineato che la partecipazione che entrerebbe nel gruppo bancario è solo “un investimento azionario”, senza “coinvolgimento nella gestione della società: non abbiamo interesse per questo”. “A me interessa l’utile netto di Generali che oggi è dentro Mps-Mediobanca”, ha sottolineato Messina.
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Intesa però è anche un grande gruppo di assicurazioni, concorrente di Generali. Secondo i dati 2025 è il secondo operatore complessivo in Italia con l’11,8% del mercato dietro Generali (17%), grazie alla forte presenza nel ramo Vita, dove è seconda insieme a Poste.
Se Messina si augura che Generali faccia gli utili più alti possibili questo però avrebbe un impatto negativo sui risultati di Intesa come concorrente. Intesa avrebbe un consigliere nel board di Generali, sarebbe informata sulle mosse del concorrente. Per questo alcuni osservatori si chiedono se il vero obiettivo di Messina non sia piuttosto un’integrazione tra le attività di Generali e Intesa. Una domanda pesante, che renderà più incisivo l’esame cui saranno chiamati Antitrust e Ivass.
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