FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE…
IL DRAGONE SPUTA MINACCE – LA CINA LANCIA UN DURO AVVERTIMENTO A BRUXELLES, NEL TENTATIVO DI FAR SALTARE L'APPROVAZIONE DEL PIANO “MADE IN EUROPE”, LA NUOVA LEGGE SULL'ACCELERAZIONE INDUSTRIALE EUROPEA: “SE L'UE ANDRÀ AVANTI CON QUEL TESTO, DANNEGGIANDO COSÌ GLI INTERESSI DELLE NOSTRE AZIENDE, NON AVREMO ALTRA SCELTA CHE ADOTTARE CONTROMISURE” – SECONDO IL MINISTERO DEL COMMERCIO DI PECHINO, LA NORMATIVA METTE IN ATTO UNA “DISCRIMINAZIONE SISTEMICA” NEI CONFRONTI DELLE IMPRESE CINESI – IL DRAGONE POTREBBE USARE COME RITORSIONE LE TERRE RARE...
Estratto dell’articolo di Lorenzo Lamperti per “La Stampa”
Lorenzo Lamperti Taipei «Se l'Unione europea andrà avanti con quel testo, danneggiando così gli interessi delle nostre aziende, non avremo altra scelta che adottare contromisure per tutelare con fermezza i nostri diritti».
La Cina lancia un duro avvertimento a Bruxelles, nel tentativo di far saltare l'approvazione del piano Made in Europe.
Secondo il ministero del Commercio di Pechino, la nuova legge sull'accelerazione industriale presentata a marzo dalla Commissione europea, metterebbe in atto una «discriminazione sistemica» nei confronti delle imprese cinesi.
xi jinping e ursula von der leyen
«Le politiche proposte sono calibrate con attenzione per ottenere certi obiettivi economici e sono in linea con gli obblighi internazionali, compresi quelli con l'Organizzazione mondiale del commercio», risponde un portavoce dell'esecutivo Ue.
[...] Il testo, in attesa di approvazione del Parlamento europeo e degli Stati membri, imporrebbe alle aziende che operano in settori strategici di utilizzare una quota minima di componenti critici di origine europea per poter accedere ai fondi pubblici.
Tra i settori coinvolti ci sarebbero l'automotive, le tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio, l'industria pesante e l'acciaio.
antonio costa - xi jinping - ursula von der leyen
Da anni, diverse imprese europee denunciano quella che considerano una concorrenza sleale da parte delle aziende cinesi, soprattutto su veicoli elettrici, fotovoltaico e materie prime.
Secondo Bruxelles, le imprese cinesi beneficiano di un forte sostegno statale e a causa della loro sovrapproduzione sono in grado di imporre prezzi insostenibili per i concorrenti europei.
Per l'Ue, dunque, il piano Made in Europe è una risposta difensiva che mira a proteggere le industrie comunitarie. La Cina, invece, ci vede un disegno politico che altera i principi della concorrenza internazionale.
[...]
guerra commerciale europa cina
Tra le ritorsioni minacciate da Pechino potrebbe esserci un mix di misure simboliche o mirate contro i settori più sensibili, evitando però uno scontro totale. Il pensiero va alle terre rare e all'automotive. Anche il settore aerospaziale potrebbe diventare sensibile, così come l'area che riguarda gli appalti pubblici e gli investimenti.
La Cina potrebbe escludere o penalizzare aziende europee nei grandi progetti infrastrutturali, energetici o tecnologici, favorendo concorrenti locali o di altri Paesi.
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