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È AGOSTO E MEDIOBANCA SALE SUL ''PATTINO'' - UN ACCORDO 'LIGHT' TRA I SOCI PER FERMARE IL BLITZ DI ELLIOTT SULLE GENERALI. A SETTEMBRE SI APRE UNA FINESTRA PER ENTRARE (E SOPRATTUTTO USCIRE) A PIAZZETTA CUCCIA, E GLI AZIONISTI PENSANO DI VINCOLARE IL 20% DEL CAPITALE INVECE DEL 28,5% CHE AL MOMENTO GUIDA LA BANCA D'AFFARI - UNICREDIT È IN USCITA, MA MUSTIER NON SCIOGLIE LA RISERVA. E COSÌ SI PENSA A UN PIANO B
Francesco Spini per ''la Stampa''
Ci sono sempre loro, le Assicurazioni Generali, lo scrigno del capitalismo italiano che custodisce attività per 500 milioni di euro, dietro l' arrocco di quel che resta dei grandi soci di Mediobanca. Alla vigilia della chiusura - a fine settembre - della finestra che dà l' opportunità ai soci di un' uscita anticipata dal patto (prima della naturale scadenza fissata a fine 2019), ecco spuntare l' ipotesi di un patto leggero con cui raccordare per un anno il 20% del capitale, al di sotto del 25% minimo cui è legata la sopravvivenza di quello attuale. Il 28,47% attualmente vincolato, infatti, potrebbe perdere presto un pezzo importante. Unicredit oggi è il primo azionista di Piazzetta Cuccia con l' 8,40%, giudica la partecipazione non strategica ma puramente finanziaria.
Le possibilità che esca dal patto sono elevate anche se l' ad Jean Pierre Mustier ha detto che ancora non ha preso una decisione. Dentro Mediobanca, tra i suoi grandi soci e il management, si è deciso di non correre rischi: cosa succederebbe, infatti, se Unicredit non solo uscisse dal patto ma vendesse la sua quota a un fondo deciso a creare subbuglio? Elliott ha negato appetiti, ma un suo consulente, la Bluebell di Giuseppe Bivona, starebbe studiando il dossier. Per conto di chi? Un rischio, anche alla luce del fatto che l' anno prossimo a Trieste vanno rinnovati i vertici delle Generali, dove è prevista la riconferma di Philippe Donnet, e la nomina di un nuovo presidente al posto di Gabriele Galateri, che non può ricandidarsi per sopraggiunti limiti d' età.
Così i soci di Mediobanca avrebbero deciso di rimandare l' avvento della public company e riaffidarsi a un patto, sebbene più ristretto. A Piazzetta Cuccia vogliono assicurarsi dal rischio Unicredit. Tra Mustier e l' ad di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, da tempo è sceso il gelo. Il primo motivo di dissidio - riemerso anche di recente, a quanto si racconta - è stata proprio la messa in sicurezza delle Generali, studiata da Nagel con un piano presto finito in fondo all' ultimo cassetto della sua scrivania.
Da ultimo lo scontro, a distanza, si è consumato sullo Ieo, l' ospedale oncologico fondato da Umberto Veronesi ed Enrico Cuccia. Mustier, che ha ceduto la quota di Unicredit a Del Vecchio, ha mal sopportato come Mediobanca abbia approcciato il dossier, mentre - spiegava ancora due giorni fa il manager francese - «non è etico che una banca cerchi profitto da una casa di cura».
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