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È GUERRA LEGALE TRA MUSK E BRUXELLES – LA PIATTAFORMA X HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UE CONTRO LA MULTA DA 120 MILIONI DI EURO INFLITTA DALLA COMMISSIONE EUROPEA PER VIOLAZIONI DELLA LEGGE SUI SERVIZI DIGITALI – AL SOCIAL SONO CONTESTATI IL DESIGN INGANNEVOLE DELLA SPUNTA BLU, LA MANCANZA DI TRASPARENZA DELL'ARCHIVIO PUBBLICITARIO E LA MANCATA FORNITURA DI ACCESSO AI DATI PER I RICERCATORI – LA REPLICA DI BRUXELLES: “SIAMO PRONTI A DIFENDERE LA NOSTRA DECISIONE”
(ANSA) - BRUXELLES, 20 FEB - La piattaforma X di Elon Musk ha fatto ricorso alla Corte di giustizia dell'Ue contro la multa da 120 milioni di euro inflitta dalla Commissione europea il 5 dicembre dello scorso anno per violazioni della legge sui servizi digitali (Dsa). Il ricorso è stato depositato lunedì scorso 16 febbraio.
"La Commissione è pronta a difendere la sua decisione dinanzi alla Corte" ha commentato all'ANSA il portavoce dell'esecutivo Ue Thomas Reigner. Le violazioni contestate includono il design ingannevole della spunta blu, la mancanza di trasparenza dell'archivio pubblicitario e la mancata fornitura di accesso ai dati pubblici per i ricercatori.
ursula von der leyen - 100 giorni della nuova commissione ue
Dopo il deposito del ricorso del Senato, la Corte Costituzionale effettuerà un primo vaglio di ammissibilità, senza contraddittorio, e poi nel caso fisserà un'udienza di discussione, per poi decidere.
Già nell'udienza del 9 luglio la difesa Santanchè aveva sollevato la questione di inutilizzabilità di una serie di registrazioni di conversazioni private tra la senatrice ed Eugenio Moschini, ex direttore di Pc Professionale, rivista del gruppo Visibilia, e di messaggi di posta elettronica in cui compariva come messa in copia per conoscenza. Inutilizzabilità perché, per la difesa, non venne chiesta dai pm per l'acquisizione l'autorizzazione a procedere del Parlamento.
Il 24 settembre, il Senato aveva approvato la proposta di sollevare davanti alla Corte costituzionale il conflitto di attribuzione con la Procura su quegli atti. I pm Luigi Luzi e Marina Gravina si erano opposti allo stop del procedimento con una memoria al gup. Dopo la richiesta di processo di quasi due anni fa, l'udienza preliminare non si è ancora conclusa, tra tempi rallentati e vari stop and go. Resta, comunque, sospesa in questa fase la prescrizione.
Per l'accusa, Visibilia Editore e Concessionaria avrebbero chiesto e ottenuto "indebitamente" la Cig in deroga, "a sostegno delle imprese colpite dagli effetti" della pandemia, per 13 dipendenti e per oltre 126mila euro, ammontare della presunta truffa, tra maggio 2020 e febbraio 2022. Questo, tra i procedimenti a Milano a carico di Santanchè, è quello che è stato ritenuto il più delicato politicamente per il tipo di accusa.
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