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FIBRA INCANDESCENTE! – È BRACCIO DI FERRO PER LA SCELTA DEL MANAGER CHE DOVRÀ GUIDARE FIBERCOP, LA RETE TELEFONICA FISSA, SCORPORATA DA TIM NEL 2024 – IL FONDO AMERICANO KKR, CHE CONTROLLA LA SOCIETÀ, VUOLE NOMINARE MARCO NESPOLO, ATTUALE AD DELLE CARTIERE FEDRIGONI, CHE NON HA ESPERIENZA NEL SETTORE, DAL MOMENTO CHE SI OCCUPA DI “CARTE SPECIALI PER IL PACKAGING DI LUSSO E LE ETICHETTE DI ALTA GAMMA PER IL VINO” –  IL MEF (SOCIO AL 15,9%) FRENA. PER AMMORBIDIRNE LA RESISTENZA, KKR AVREBBE OFFERTO AL DG DELL’ECONOMIA, FRANCESCO SORO, LA PRESIDENZA DI FIBERCOP, QUANDO SCADRÀ IL MANDATO DI MASSIMO SARMI, NELLA PRIMAVERA 2027…

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Estratto dell’articolo di Gianni Dragoni per “il Fatto Quotidiano”

 

Marco Nespolo

Il braccio di ferro per la scelta del manager che dovrà guidare la rete telefonica fissa, un’infrastruttura strategica in sofferenza che da luglio 2024 è stata scorporata da Tim e ceduta a FiberCop, controllata del fondo americano Kkr, rischia di avere un epilogo simile alla nomina del commissario dell’Enac, Carlo Mearelli. Vale a dire che il prescelto potrebbe essere privo di esperienza nel settore.

 

Kkr vorrebbe nominare ad di FiberCop Marco Nespolo, attuale ad delle Cartiere Fedrigoni, un gruppo che si definisce “leader globale nelle carte speciali per il packaging di lusso e le etichette di alta gamma per il vino”. Le cartiere veronesi producono etichette per “resistere all’umidità e al secchiello del ghiaccio”. [...]

 

Francesco Soro - foto lapresse

Nespolo ha la fiducia dei fondi. Le Fedrigoni sono controllate da Bain Capital. Il sostegno alla candidatura viene spiegato da attenti osservatori come la volontà di Kkr di trovare una soluzione finanziaria ai problemi di FiberCop, che ha comprato la rete per un valore d’impresa, inclusi i debiti, di 18,8 miliardi di euro.

 

FiberCop nel 2025 ha perso 206 milioni. Quest’anno ci sarebbe un buco di 150-200 milioni nell’Ebitda rispetto al piano di Kkr e FiberCop litiga con Tim. Il fondo americano vorrebbe rivendere la rete pur di guadagnarci e spera che fallisca Open Fiber, controllata da Cdp (60%) e Macquarie (40%), per rilevarla a prezzo vile e fare la rete unica.

 

fibercop

La candidatura di Nespolo però non piace a tutti i soci, Kkr avendo il 37,8% non può imporla. Tra i soci importanti anche Adia (Abu Dhabi) con il 17,5% e il Mef con il 15,93%. Sui 30 potenziali candidati esaminati è rimasta una short list di tre. Ci sono anche Paolo Gallo, ad di Italgas dal 2016 e Stefano Siragusa, consigliere di Tim, che è stato vicedirettore generale di Tim e responsabile della rete.

 

Gallo è sostenuto dal gruppo Caltagirone e, se andasse a FiberCop, si libererebbe una poltrona appetita per le nomine pubbliche. Siragusa voleva fare una rete unica a guida Cdp, con Kkr e Macquarie soci di minoranza. Progetto che però fallì.

 

francesco gaetano caltagirone futuro capitale evento a villa miani 1

Il Mef frena su Nespolo. Per ammorbidirne la resistenza Kkr avrebbe offerto al dg dell’Economia, Francesco Soro, la presidenza di FiberCop quando scadrà il mandato di Massimo Sarmi, nella primavera 2027.

massimo sarmi foto di bacco

giovanni malago e francesco soro foto mezzelani gmt052francesco soro foto mezzelani gmt41Marco Nespolo