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Andrea Giacobino per www.andreagiacobino.wordpress.com
Costa moltissimo a dieci banche italiane salvare i loro crediti ad ananas e banane.
E’ stato infatti appena depositato l’“Accordo di ristrutturazione del debito” che riguarda Gf Group, il colosso italiano che importa e distribuisce prodotti di ortofrutta. La situazione del gruppo che fa capo alla famiglia ligure degli Orsero, basati a Savona, è diventata critica negli ultimi mesi perché il debito consolidato è salito a oltre 270 milioni. Denari che dieci istituti di credito hanno erogato a pioggia alle 25 società che costituiscono Gf Group, tra i quali le principali sono Fruttital e Simba.
La ristrutturazione costerà cara ai creditori che sono Mps, Bnl, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Vicenza, Banca Carige, Unicredit, Cari Savona e Banca Regionale Europea. L’istituto più esposto è Carige per 112,2 milioni, seguito da Intesa Sanpaolo (43,5 milioni) e Unicredit (23,6 milioni).
Le banche hanno accettato di ristrutturare il debito secondo quattro diverse modalità relative alle tranche di debito A (68,7 milioni), B (30 milioni), C (53 milioni), D (40 milioni) e E (71 milioni). Nel dettaglio le linee di credito a breve saranno mantenute per Fruttital e Simba mentre due altre controllate (Gf Distribuzione e Gf Produzione) vedranno le banche concedere agli Orsero una moratoria sul rimborso delle quote di capitale dei fidi a lungo termine tra fine 2016 e fine 2020.
Non è finita qui per le banche che hanno erogato troppo credito. Dovranno molto probabilmente convertire in azioni di Gf Group un’emissione di strumenti finanziari partecipativi pari a 42 milioni, appena varata dal board della società degli Orsero. Che per parte loro mettono nel salvataggio solo 16 milioni.
E’ la formula già usata per salvare la Carlo Tassara di Romain Zaleski: l’imprenditore blasonato non fallisce e pagano il conto – diventando azioniste – quelle banche che lo hanno generosamente finanziato. Last but not least: il corposo Piano Industriale redatto da Bain & Company per il salvataggio e asseverato dall’esperto Franco Carlo Papa prevede che Gf Group torni in utile solo nel 2018. Per soli 253.000 euro.
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