FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E…
DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…
DAGOREPORT
L’operazione Mps-Bpm è finita davvero nel cestino? Non è detto.
Per salvarsi dall’offerta lanciata dall’Opas di Intesa, Lovaglio (Mps) e Castagna (Bpm), affiancati dal ministro Giorgetti, potrebbero aggrapparsi a due salvagenti: Anti-Trust e Credit Agricole.
La questione Anti-Trust
Se Carlo Messina, una volta portata al traguardo l’Opas su Mps, rifila 635 sportelli ex Mps a Bper-Unipol di Carlo Cimbri, per quanto riguarda l’acquisizione del 13% di Generali in pancia a Mediobanca-Mps, che va sommato al 3,127% che già detiene del Leone di Trieste, la soluzione potrebbe non essere altrettanto semplice.
Perché il destino cinico e baro vuole che il primo competitor di Generali nel mercato assicurativo sulle polizze (vita e danni), sia proprio l’istituto guidato da Messina con Intesa Assicurazioni.
Con una quota così importante nel capitale sociale di Generali, l’Anti-Trust potrebbe considerare Intesa in grado di condizionare assemblee, influenzare nomine e scelte strategiche.
Per non parlare dell’Ivass, l'istituto che esercita la vigilanza sul mercato assicurativo italiano.
Forse consapevole del fatto, durante il lancio dell'OPAS su Mps, Carlo Messina ha subito fatto presente:
“Acquisire Generali non è nei nostri obiettivi. Non siamo interessati alla gestione o al controllo della compagnia del Leone. Sarà una partecipazione che crea valore per noi in un’ottica di diversificazione. Quello che conterà di più sarà la crescita e valorizzazione dell’utile di Generali”.
E qui sorge un altro quesito: e se poi dalla crescita di Generali a rimetterci fossero paradossalmente i conti di Intesa Assicurazioni, l’azionista “silente” si accontenterà dei dividendi?
La questione Credit Agricole
Se l’offerta di Intesa rimane comunque difficile da contrastare per Lovaglio e il ministro leghista Giorgetti (che vuole disfarsi del 5% di Mps in mano al Tesoro, pur di non venderlo a Intesa), il futuro di Castagna è nelle manine francesi di Credit Agricole, uno dei maggiori gruppi bancari in Europa, che controlla il colosso assicurativo Amundi e detiene la quota del 29,9% di Banco Bpm.
jerome grivet - credit agricole
Al bilaterale Francia-Italia di Antibes della settimana scorsa la Meloni, ormai orfana della “special relationship” con l’iracondo Trump, si è prodigata ad omaggiare l’ex indigesto galletto Macron.
Ed è probabile che si sia parlato anche della strategia italiana di Credit Agricole.
E visto l’ottimo rapporto di Giorgetti e di Castagna con la “Banque Verte” (pare che il Mef abbia promesso ai francesi l’ex Pop di Bari, ora Banca del Mezzogiorno), c’è chi ipotizza che il governo Meloni potrebbe dare il suo placet a una fusione di Banco Bpm con Crédit Agricole Italia, che è settimo gruppo bancario italiano presente in undici regioni con più di 10mila dipendenti e oltre due milioni di clienti.
luigi lovaglio - carlo messina
Ma c’è chi va oltre: dato che la “passivity rule” vale solo per l’Opas Intesa su Siena, nulla vieterebbe a Credit Agricole di lanciare una contro-Opas su Mps.
Magari acconsentendo a Messina di acquisire da Mps solo Mediobanca con il suo tesoretto del 13% di Generali, che è poi il vero obiettivo dell’Opas.
Se poi andrà in porto l’operazione Unicredit-Commerzbank, a quel punto l’Italia non potrà dire di no a Credit Agricole, sollevando il ruolo di una banca considerata strategica per l’economia domestica, il credito alle imprese locali, etc.
giancarlo giorgetti - giorgia meloni - foto lapresse
SEDE DI BANCO BPM A PIAZZA MEDA - MILANO
UNICREDIT COMMERZBANK
HUGUES BRASSEUR - AD DI CREDIT AGRICOLE
Insomma, la situazione è fluida, niente è certo e tutto può succedere….
banca del mezzogiorno - ex popolare di bari
banca del mezzogiorno - ex popolare di bari
IL CROLLO DEL MODELLO MILANO - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA
LA MAPPA DELLE PARTECIPAZIONI
ANDREA ORCEL
carlo messina
Carlo Messina
Carlo Messina
ANDREA ORCEL CARLO MESSINA
CREDIT AGRICOLE
HUGUES BRASSEUR - AD DI CREDIT AGRICOLE
MONTE DEI PASCHI DI SIENA
MONTE DEI PASCHI DI SIENA MPS
monte dei paschi di siena
CREDIT AGRICOLE
MONTE DEI PASCHI DI SIENA
CARLO MESSINA RE DI SIENA
LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI
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