giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

DAGOREPORT

meme sul pranzo schlein, conte, bonelli e fratoianni by carli

Un Ferragosto ai ferri…corti. Il "forno quotidiano" non brucia ma acuisce le tensioni tra le coalizioni politiche del nostro disgraziato Paese.

 

Se Elly Schlein ha bisogno di Giuseppe Conte per vincere le politiche (e viceversa: unico punto di disaccordo tra i due galli è su chi sarà il candidato premier), e lascia al leader del M5s il palco della commemorazione dell’eccidio di Sant’anna Di Stazzema, storicamente dem, nel centrodestra maledicono il giorno che è spuntato, da chissà dove, il generale Roberto Vannacci.

 

Giorgia Meloni passerà infatti il 15 agosto con una margherita in mano: invece che sospirare pronunciando “m’ama/non m’ama”, come faceva quando era un’adolescente in tempesta sentmentale, la Ducetta si arrovellerà su un altro dilemma: Vannacci sì, o vannacci no?

 

antonio tajani giuseppe conte discorso a sant'anna di stazzema

La “Sirenetta del Colle Oppio” non sa che pesci prendere di fronte all’ascesa irresistibile dell’ex generale della Folgore, che ha prosciugato la Lega e sta drenando voti anche a Fratelli d’Italia (e nel sud anche ai 5Stelle).

 

Imbarcarlo nell’alleanza significherebbe per la premier giocarsi per sempre la svolta “istituzionale” che ha faticosamente impresso a se stessa in questi anni a Palazzo Chigi.

 

Includere un altro spudorato putiniano (dopo Salvini) nella coalizione, un tipino che a Bruxelles balla il walzer con i para-nazi di Afd, incrinerebbe ancora di più la già fragile posizione italiana finchè l'Unione Europea sarà nelle mani del Partito Popolare di Ursula e di Merz.

 

Senza contare che per un Vannacci che entra, una Forza Italia in modalità Marina Berlusconi potrebbe uscire, prendendo le distanza dell’estremismo in salsa Decima Mas dell’ex parà in vestaglietta frou-frou.

 

MELONI VANNACCI 2

Fortunatamente per l'ex Giorgia dei Due Mondi, sarà con ogni probabilità lo stesso Vannacci a dire “me ne frego!”. L’autore del libercolo “il Mondo al contrario”, infatti, avrebbe già respinto al mittente le profferte dei colonnelli meloniani in capo a Bignami che hanno tentato un abboccamento.

 

Il generale a riposo non ha alcuna convenienza a entrare adesso in coalizione: ha il vento in poppa nei sondaggi e la storia insegna che stare all’opposizione, per un partito populista, non può che far crescere i consensi. Facile invocare la remigrazione se non si governa, divertente spernacchiare Bruxelles; ben più difficile se si è inseriti nel Sistema alle prese regole finanziarie e miliardi di prestiti, dove bisogna essere sempre pronti a scendere a indigesti compromessi.

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani

Insomma, se Vannacci non ci sta, che fare? Ed ecco che, in attesa di chissà quale epifania, la cofana bionda della Meloni frulla la nuova “svolta”: se perdo consensi a destra, perché non puntare a riacciufare i voti moderati?

 

Detto, fatto: messi in stand-by i suoi colonnelli col fez, ha rilanciato sulla scena l'alleato ribelle Forza Italia.

 

Così si spiega la presenza, a Sant’Anna di Stazzema, di Antonio Tajani, e l’improvvisa accelerazione antifascista dell'ex monarchico ciociaro.

 

IL FILO CONTE - UNA MATASSA INTRIGATA - VIGNETTA BY GIANNELLI

Alla commemorazione dell’eccidio in cui 560 civili innocenti furono massacrati dai nazisti con il supporto dei collaborazionisti italiani, Tajani ha sentenziato: “Quella di Sant’Anna non è una delle tante tragedie che ogni guerra porta con sé. Quello commesso dalle truppe della Germania nazista che occupavano e opprimevano il nostro paese è un crimine deliberato, commesso con l’aiuto di fascisti italiani”.

 

Un verdetto inappellabile e durissimo, mai pronunciato prima da un esponente fino a ieri alla corte della destra meloniana, che ha lasciato stupiti tutti i presenti, compreso Giuseppe Conte, che sognava di prendersi la scena con il suo verboso discorso.

 

Come ha scritto oggi Stefano Folli su “Repubblica”: “La giornata era stata preparata con cura con l’obiettivo di consolidare l’immagine dell’ex premier quale punto di riferimento del campo cosiddetto progressista.  […]”

 

Marina Berlusconi 2

“Negli ambienti del Pd o più a sinistra – continua Folli -, dove Conte è osservato con simpatia, e non da oggi, il discorso di Sant’Anna sarà abbastanza piaciuto. Si sviluppava all’interno degli schemi conosciuti, senza colpi d’ala, e non c’erano bandiere di Kiev sullo sfondo. Anzi, non è mancato un riferimento a Gaza — molto applaudito — mentre non ci sono stati analoghi cenni di simpatia per i civili ucraini innocenti morti sotto le bombe russe”.

 

Torniamo a Tajani, l’operazione è chiara: se Vannacci prende voti a destra, per compensare bisogna che Forza Italia li recuperi al centro-tavola...

 

antonio tajani e giuseppe conte a sant'anna di stazzema

Un esito favorevole anche per Marina Berlusconi, che da mesi insiste a invocare la svolta “liberale” e pro-diritti del partito di cui è “azionista di maggioranza”, salvo poi dover assistere impotente all’irresistibile arrendevolezza di Tajani…

 

L’obiettivo di “GiGiorgia”, come l’ha chiamata Trump storpiandole il nome, è rinforzarsi in vista della prossima primavera-estate, e arrivare carica a pallettoni per le comunali.

 

Si vota nelle città più importanti del Paese (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna), peraltro quasi tutte roccaforti del centrosinistra. Perderle tutte, per la Meloni, sarebbe un bruttissimo presentimento in vista delle politiche…

 

 

giuseppe conte discorso a sant'anna di stazzema

giorgia meloni matteo salviniroberto vannacci con il simbolo di ordine nuovo al collo Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3MELONI VANNACCImarina berlusconi 1