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LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA NON S’HA DA FARE – IL CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA NON ESCLUDE DI MANTENERE SEPARATE LE DUE BANCHE E NON SMONTARE GLI ASSETTI ATTUALI, MAGARI RIPRISTINANDO ANCHE IL FLOTTANTE DI PIAZZETTA CUCCIA (FINO AL 30%) – L’INTEGRAZIONE TRA I DUE ISTITUTI, UNO PRETTAMENTE COMMERCIALE E L’ALTRO ORIENTATO ALL’INVESTIMENTO, È COMPLICATA, MA SENZA FUSIONE, SI COMPLICA IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI FISSATI DALL’AD DI MPS, LUIGI LOVAGLIO (700 MILIONI DI SINERGIE IN TRE ANNI)
Estratto dell’articolo di Daniela Polizzi per il “Corriere della Sera”
Due giornate di confronti e approfondimento sulla direzione che dovrà prendere il piano industriale, con la convinzione che Compass e i banker di Mediobanca Premier e Banca Widiba possano lavorare a fianco dell’attività commerciale del Monte dei Paschi. Ma con quale assetto si arriverà a far convergere Mediobanca con Mps ancora non è stato chiarito.
Dalla due giorni di riunione a Roma che ha visto impegnati vertici, board e consulenti della banca non è ancora emerso un indirizzo. Sullo sfondo, da quanto emerge, lo spirito appare costruttivo. Ma se in una fase precedente la fusione — contestuale allo scorporo del corporate finance e del private banking di Mediobanca — sembrava la via scontata perché contenuta nel documento d’offerta, ora il board presieduto da Nicola Maione ha chiesto di valutare tutte le opzioni e di avviare l’attività istruttoria per arrivare a una soluzione condivisa.
L’altra opzione è di non smontare gli assetti attuali, con Siena all’86,3% dell’istituto milanese e magari anche ripristinare il flottante di Mediobanca (fino al 30%). In questo caso, l’idea sarebbe di un’integrazione in più tappe per lasciare più tempo alle squadre di lavorare e integrare le due culture. Ci vorranno altri incontri e nuove analisi per arrivare a una scelta.
Si profila nello stesso tempo il tema della composizione della lista del cda di Mps, nel quadro di un consiglio che andrà a rinnovo all’assemblea del 16 aprile.
Ieri Reuters ha rilanciato l’appoggio da parte del ministero dell’Economia alla candidatura del ceo Luigi Lovaglio. Il Mef, azionista con il 4,8% del Monte «non appoggerà altre liste che non includano l’attuale ceo», ha scritto Reuters, un sostegno non smentito da fonti del dicastero. […]
GIANCARLO GIORGETTI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE
Sulle indiscrezioni di stampa ieri è intervenuto il gruppo Caltagirone: «il cda di Mps sta ancora discutendo sull’eventuale regolamento della lista del cda», quindi, «il gruppo, come socio, attende per esprimere il proprio parere l’assemblea e la consultazione eventualmente prevista. Si mantiene pertanto in silenzio non intendendo correttamente influenzare le decisioni in merito del cda».
La partita è articolata e i tempi sono stretti. L’intenzione di Mps sembra di presentare il piano al mercato e alla Bce a fine febbraio. In mezzo l’agenda è fitta. Giovedì si riunirà il cda del Monte per selezionare l’head hunter Korn Ferry […]
Troppo presto invece per le decisioni sul piano. La fusione Mps-Mediobanca consentirebbe di raggiungere in tre anni i 700 milioni di sinergie pensate da Lovaglio. Saranno invece più lente se Mediobanca resterà quotata. La Borsa sembra apprezzare l’idea del ripristino del flottante di Piazzetta Cuccia (Mps ha chiuso con +0,93%). Diversa la valutazione di analisti come quelli Bnp e Intermonte: senza il merger ci saranno meno sinergie e il riassetto complessivo sarà più complicato.
LUIGI LOVAGLIO AL SENATO - COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE - FOTO LAPRESSE
LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI
MPS MEDIOBANCA
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