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Estratto dell’articolo di Daniela Polizzi e Francesco Bertolino per il “Corriere della Sera”
L’alleanza con Natixis nel risparmio gestito e le liste per il rinnovo del consiglio di amministrazione: nei prossimi giorni si decideranno due partite intrecciate, cruciali per il futuro di Generali. Oggi il comitato investimenti esaminerà il dossier della joint-venture nell’asset management con il gruppo francese Natixis per creare una piattaforma da oltre 1800 miliardi di masse.
Lunedì, poi, toccherà al cda del Leone valutare l’operazione ed, eventualmente, darle il via libera, facendo partire il lungo iter autorizzativo che coinvolgerà Ivass, Banca d’Italia, Antitrust e il governo via golden power.
francesco gaetano caltagirone philippe donnet
Secondo alcuni soci privati, tra cui il gruppo Caltagirone — accreditato di una quota attorno al 7,5% e forte di quattro pareri legali— sarebbe necessario anche convocare un’assemblea straordinaria perché l’operazione renderebbe necessaria la modifica dell’oggetto sociale di Generali.
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Un secondo nodo critico toccherebbe, sempre secondo questi azionisti, l’assenza di patti parasociali tra italiani e francesi, soprattutto riguardo a una futura possibile uscita dall’alleanza. Ma i dettagli del progetto si conosceranno solo dopo il cda di lunedì.
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I proprietari della nuova joint-venture sarà 50-50 Bpce (casa madre di Natixis) e Gih, a sua volta partecipata all’83,25% dal Leone e al 16,75% da Cathay Life. A quanto filtra, comunque, l’eventuale accordo di lunedì riguarderà la firma di un’intesa non vincolante, il cui perfezionamento spetterà al nuovo cda di Generali che emergerà dall’assemblea dell’8 maggio, chiamata a rinnovare i vertici.
Ed è qui che le due partite del risparmio e della governance si intrecciano. La divergenza sull’alleanza con Natixis, secondo fonti vicine al gruppo Caltagirone, rende pressoché impossibile la presentazione, ventilata in passato sul mercato, di un elenco di candidati condiviso fra i grandi soci della compagnia.
D’altronde, più in generale, sulla lista del cda incombono diverse incognite su tempi e procedure. Si attende ancora il regolamento Consob per attuare la nuova disciplina della lista del cda prevista nella Legge Capitali che impone diversi paletti, fra cui la necessità di presentare un numero di candidati superiore di un terzo rispetto ai 13 attuali. Il secondo giro di consultazioni dell’autorità si dovrebbe concludere il 31 gennaio e le modifiche al regolamento, secondo alcuni osservatori, saranno visibili solo tra metà e fine febbraio.
A quel punto, Generali dovrà recepire la normativa e adeguare lo statuto, non è chiaro se attraverso un voto del cda o dell’assemblea. Di conseguenza, i tempi sono molto stretti perché la normativa prevede che il cda debba presentare la sua lista almeno 40 giorni prima dell’assemblea [...]
Qualora il cda non presentasse una sua lista, l’iniziativa tornerebbe in mano ai soci di Generali. E, a quel punto, non è da escludere che l’intesa con Natixis diventi uno degli argomenti di confronto tra le liste in concorso.
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