FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE…
IN ITALIA NON C’È NIENTE DI PiÙ DEFINITIVO DEL TRANSITORIO - GUALTIERI PROVA A INTORTARE VIVENDI, IN UNA TELEFONATA CON L'AD GRUPPO, DE PUYFONTAINE: "L’EMENDAMENTO SALVA-MEDIASET È TRANSITORIO IN ATTESA DELLA RIFORMA DEL SISTEMA RADIOTV" - I FRANCESI ACCUSANO IL GOVERNO DI AVER IGNORATO UNA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA, CHE HA DATO RAGIONE A BOLLORÉ, ELIMINANDO I TETTI STABILITI DALLA LEGGE GASPARRI…
Leonardo Martinelli per “la Stampa”
L'emendamento al dl Covid, definito anti-scalata o meglio salva-Mediaset, continua a fare polemica e ad essere al centro di trattative incrociate fra il gruppo controllato dalla famiglia Berlusconi, Vivendi, la potente media company francese nelle mani del magnate Vincent Bolloré, e il Governo, sospettato agli occhi di Parigi di voler proteggere il gruppo italiano da un' eventuale scalata da parte di Vivendi.
Proprio il colosso d'Oltralpe aveva inviato una lettera al premier Giuseppe Conte e ai ministri Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, rispettivamente responsabili di Economia e Sviluppo economico: una missiva dove si chiedevano chiarimenti sull' emendamento e si minacciavano ricorsi a livello europeo.
Ecco, lunedì scorso Gualtieri ha avuto una lunga telefonata con Arnaud de Puyfontaine, ad di Vivendi, nella quale ha cercato di dare qualche risposta e difendersi dalle accuse.
I francesi rinfacciano all' esecutivo di sconfessare con la fatidica novità una sentenza della Corte di giustizia europea, che ha dato sostanzialmente ragione a Bolloré e compagnia: ha eliminato i tetti stabiliti dalla legge Gasparri, permettendo a Vivendi di riavere tutto il suo 29,9% di Mediaset (ora segregato per il 19, 9% in una fiduciaria) e mantenendo il 23,9% di Tim (di cui è il primo azionista).
GIUSEPPE CONTE ARNAUD DE PUYFONTAINE
Invece, il nuovo emendamento (votato al Senato il 12 novembre e ora in attesa del sì definitivo della Camera) consentirebbe di aggirare la sentenza Ue, fornendo nuovi poteri all' Agcom sulle scalate ai gruppi italiani dei settori media e telecom. Ma, come spiegato dal ministro Gualtieri, «la Corte europea ha cancellato una parte della legge Gasparri, che ha come scopo garantire il pluralismo ed evitare intrecci nel settore dei media. Questa misura si limita, per un periodo di tempo, in attesa di una nuova norma che sia in linea con la giurisprudenza europea, a consentire all' Agcom di valutare concretamente le situazioni. Abbiamo colmato un vuoto legislativo in maniera temporanea, permettendo all' Agcom di fare il suo lavoro».
Insomma, aspettando una nuova legislazione del sistema radiotelevisivo italiano. Convinto de Puyfontaine? E soprattutto il patron Bolloré, che sempre manda in avanscoperta il suo manager, garbato aristocratico francese, ormai buon conoscitore delle stanze del potere romano? Dalle parti di Vivendi ieri a Parigi prevaleva il mutismo. In parallelo procede il negoziato con i Berlusconi: i francesi vogliono evitare i tre miliardi di risarcimenti eventuali delle cause intentate contro di loro da Mediaset. E per ora anche lì c' è un nulla di fatto.
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