intelligenza artificiale lavoro

I BOT SONO I NUOVI STAGISTI - NEGLI UFFICI DI TUTTO IL MONDO, L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE STA SOSTITUENDO LE FIGURE CHE HANNO MENO ESPERIENZA, SPESSO GIOVANI ALLE PRIME ARMI - MENTRE LA CONOSCENZA DI UN MANAGER ESPERTO NON PUO' ESSERE SOSTITUITA DA UNA MACCHINA (PER ORA), I COMPITI AFFIDATI AI GIOVANI PRATICANTI SONO OTTIMIZZATI CON L'AUSILIO DELLE MACCHINE, CHE COMMETTONO MENO ERRORI, NON DEVONO ESSERE PAGATE E NON PRENDONO GIORNI DI FERIE..

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Estratto dell'articolo di Filippo Santelli per "la Repubblica"

 

intelligenza artificiale nel lavoro

Il praticante di uno studio legale. Il programmatore al primo impiego. L'analista finanziario o il ricercatore junior. Potrebbero essere i giovani lavoratori quelli più penalizzati nell'era dell'Intelligenza artificiale. O almeno così sembrano suggerire le prime – ancora fragili – indicazioni che arrivano dagli Stati Uniti.

 

Nel Paese dove le aziende stanno adottando Gpt, Claude & Co. al ritmo più veloce, l'economia viaggia spedita, ma l'impiego non cresce più e cala in modo deciso quello dei ragazzi ai primi passi della loro carriera. Quelli con i compiti più basilari e codificati, meno legati ad esperienza e giudizio, quindi più rimpiazzabili da menti sintetiche, magari addestrate su buoni manuali.

 

intelligenza artificiale nel lavoro

[...] Nelle ultime settimane, per esempio, aumentano le voci di chi ritiene di osservare già un impatto dell'IA sulla (notevolissima) crescita della produttività del lavoro negli Stati Uniti, assai prima del previsto.

 

Una, autorevole, è di Erik Brynjolfsson, direttore del laboratorio sull'Economia digitale di Stanford, secondo cui siamo usciti dalla fase iniziale "piatta" tipica di tutte le tecnologie, necessaria per investimenti ed adozione, e arrivati al "decollo". Gli analisti di Capital Economics stimano in mezzo punto, mica poco, l'extra produttività riconducibile all'IA negli ultimi dati Usa.

 

intelligenza artificiale nel lavoro

Buone notizie, considerato che da tempo l'economia globale cerca un nuovo propulsore. Ed è una notizia discreta che nel complesso i posti di lavoro tengano, e non scendano. Quando si guarda ai singoli settori più impattati dall'IA, come la programmazione, si nota però una divaricazione che lo stesso Brynjolfsson definisce un allarmante «canarino nella miniera»: aumentano i posti per lavoratori più esperti, per cui la tecnologia è un potenziatore, mentre si riducono per i giovani al primo impiego, sostituibili. [...]

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