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TE LO MITTAL IN QUEL POSTO!  I COMMISSARI DELL’EX ILVA HANNO AVVIATO UNA MAXI-AZIONE LEGALE CONTRO ARCELORMITTAL E CHIESTO UN RISARCIMENTO DANNI DI 7 MILIARDI DI EURO PER LA GESTIONE DEL GRUPPO SIDERURGICO DA PARTE DELLA MULTINAZIONALE FRANCO-INDIANA TRA IL 2018 E IL 2024. L’ACCUSA È QUELLA DI AVERE MESSO IN ATTO UN “SACCHEGGIAMENTO DELL’IMPRESA” – NELL’ATTO, PRESENTATO AL TRIBUNALE DI MILANO, SI EVIDENZIA COME ARCELORMITTAL NON AVREBBE AVUTO ALCUNA INTENZIONE DI RILANCIARE GLI STABILIMENTI, MA SOLO “LA VOLONTÀ PREORDINATA DI ESTRARRE VALORE DAI COMPLESSI AZIENDALI CONDOTTI IN AFFITTO...”

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Estratto dell’articolo di Federico De Rosa per il “Corriere della Sera”

 

stabilimenti ex ilva a taranto

La crisi della ex Ilva, culminata con l’avvio della procedura di amministrazione straordinaria nel 2024, sarebbe stata provocata da una precisa strategia di Arcelor Mittal che su Taranto ha condotto «una vera e propria killer acquisition, posta in essere con la volontà preordinata di estrarre valore dai complessi aziendali condotti in affitto senza poi finalizzarne l’acquisto».

 

E’ la conclusione a cui sono arrivati i commissari dell’ex Ilva, Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli, che hanno avviato un’azione di responsabilità con una richiesta di risarcimento danni da 7 miliardi di euro contro ArcelorMittal — che dal 2018 al 2021 ha gestito da sola l’ex Ilva, poi attraverso Acciaierie d’Italia con Invitalia come azionista di minoranza fino al 2024 — e i manager del gruppo.

 

LUCIA MORSELLI

Quello che doveva essere il piano di rilancio del più grande stabilimento siderurgico in Europa da parte di uno dei più importanti player mondiali in realtà sarebbe stato «un caso emblematico di saccheggiamento dell’impresa».

 

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Nell’atto di citazione preparato dallo Studio Zoppini di Roma, viene evidenziato come la gestione dell’ex Ilva da parte di ArcelorMittal non avrebbe avuto alcuna finalità di rilancio ma, al contrario, l’indebolimento del gruppo siderurgico a favore della multinazionale franco-indiana. La gestione dell’ex Ilva, sostengono i commissari, era stata demandata a una «struttura di governance parallela» composta «dall’amministratore delegato della Società (dott.ssa Lucia Morselli) e da altri esponenti aziendali e consulenti di primario standing professionale che hanno costantemente agito nella piena consapevolezza della illiceità dei loro comportamenti», attraverso metodi formalmente leciti ma utilizzati in modo distorto.

 

ARCELORMITTAL 1

«Il sistematico sviamento dei processi decisionali dalle consuete e legittime sedi societarie e la situazione di assoluta inadeguatezza organizzativa», sottolineano i commissari, hanno contribuito «a non far emergere tempestivamente le gravi criticità che connotavano la gestione della Società».

 

[...]

 

Sull’ex Ilva è in corso un arbitrato internazionale avviato da Arcelor Mittal, che accusa l’Italia di aver adottato misure arbitrarie e discriminatorie sull’ex Ilva. Il gruppo franco-indiano aveva assunto la gestione nel 2018 dopo aver vinto la procedura per l’affitto del ramo d’azienda con obbligo di acquisto.

 

altoforno 1 - stabilimento ex ilva di taranto

L’anno successivo tuttavia a Taranto partono i processi per i danni ambientali e viene abolito lo scudo penale per i manager dell’ex Ilva. ArcelorMittal annuncia quindi l’intenzione di recedere dall’acquisto. Inizia un lungo braccio di ferro con il governo che porta all’ingresso di Invitalia come azionista di minoranza, ma i soci non trovano l’accordo sul finanziamento del piano di decarbonizzazione e rilancio e l’anno scorso l’ex Ilva viene commissariata. Adesso è vicina una nuova possibile svolta con la cessione al gruppo americano Flacks.

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