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I LAUREATI SCAPPANO DALL’ITALIA. E TE CREDO: GUADAGNANO COME RIDER – NEL 2024 CIRCA 25MILA GIOVANI ISTRUITI TRA I 25 E I 34 ANNI HANNO LASCIATO IL PAESE, E SOLO 4MILA SONO RIENTRATI – RICERCATORI E PROFESSIONISTI FUGGONO PERCHÉ ALL’ESTERO, ANCHE NEI PAESI EUROPEI VICINI, GUADAGNANO ALMENO IL DOPPIO – IN ITALIA, L’UNICA PROSPETTIVA ECONOMICA PER UN GIOVANE È AFFITTARE LA CASA DEI NONNI E PARTECIPARE ALL’UNICA GRANDE “INDUSTRIA” RIMASTA, QUELLA DELLA GRANDE MANGIATOIA DEL TURISMO...

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Centomila laureati hanno lasciato l’Italia in soli cinque anni: i numeri che danno il segno del fallimento italiano

Estratto dell’articolo di Fabio Savelli per www.corriere.it

 

I principali Paesi di destinazione della fascia di giovani italiani 25-34 anni

L'Italia continua a perdere i suoi giovani più istruiti. A lanciare l’allarme nelle ultime settimane l'Istat […] e il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta nelle Considerazioni finali: il Paese fatica a trattenere i laureati e rischia di impoverire ulteriormente il proprio capitale umano proprio mentre affronta il declino demografico e una crescita economica debole.

 

Secondo Panetta, tra il 2020 e il 2024 oltre 100 mila giovani laureati hanno lasciato l'Italia per trasferirsi all'estero. Una scelta motivata dalla ricerca di migliori opportunità professionali, retribuzioni più elevate e soprattutto di un riconoscimento delle competenze che il mercato del lavoro nazionale spesso non riesce a garantire.

 

FRENATA DELLA CRESCITA ECONOMICA IN ITALIA

[…] Il fenomeno si inserisce in un quadro già critico. Sebbene dall'inizio del secolo la quota dei trentenni laureati sia più che raddoppiata, raggiungendo il 30%, l'Italia continua a rimanere lontana dagli standard delle principali economie europee.

 

I dati Eurostat mostrano che la percentuale di laureati tra i 25 e i 34 anni è ancora inferiore di circa 13 punti rispetto alla media dell'Unione europea, collocando il Paese nelle ultime posizioni della classifica continentale.

 

[…] La conseguenza è che l'Italia non soltanto forma meno laureati rispetto ai partner europei, ma perde anche una parte crescente di quelli che riesce a formare. Un'emorragia che, secondo Panetta, rischia di alimentare un circolo vizioso: la scarsa innovazione delle imprese riduce la domanda di lavoro qualificato, mentre la limitata valorizzazione delle competenze scoraggia gli investimenti nell'istruzione e rende più difficile l'adozione delle nuove tecnologie.

 

'ESTERO PER CITTADINANZA E CLASSE DI ETA

[…] Le cifre contenute nel Rapporto annuale dell'Istat confermano il quadro. Nel 2024 sono stati circa 25 mila i laureati italiani tra i 25 e i 34 anni che hanno lasciato il Paese, a fronte di poco più di 4 mila rientri.

 

Il saldo netto è quindi negativo per quasi 21 mila giovani altamente qualificati, una perdita che l'Istituto di statistica definisce esplicitamente come un'erosione di capitale umano ad alta specializzazione.

 

I numeri vengono confermati anche dall’ultima edizione del Barometro del primo impiego pubblicato da LinkedIn Notizie – il network professionale più ampio al mondo – che analizza milioni di dati per individuare tendenze, ruoli e settori in crescita per chi muove i primi passi nella propria carriera.

 

fuga di cervelli

Che segnala come cresca l’apertura dei giovani verso carriere all’estero. Tra chi prenderebbe in considerazione un’esperienza fuori dall’Italia, il 48% lo farebbe per ottenere uno stipendio più alto e prospettive economiche migliori, il 33% per una migliore qualità della vita e maggiori benefit, mentre il 28% indica come leva principale opportunità di carriera più ampie e maggiore stabilità nel proprio settore.

 

La fuga dal Meridione

A peggiorare la situazione si aggiungono gli squilibri territoriali. Il Mezzogiorno continua a essere la principale area di partenza dei giovani qualificati. Nel solo 2024 quasi 39 mila giovani tra i 25 e i 34 anni si sono trasferiti dal Sud al Centro-Nord, contro circa 13 mila che hanno compiuto il percorso inverso. Tra i laureati il saldo negativo per il Mezzogiorno è stato di circa 16 mila unità. Un «doppio svantaggio», come lo definisce l'Istat: perdita di popolazione giovane e perdita di competenze elevate.

RETRIBUZIONI CONTRATTUALI, INFLAZIONE E POTERE D ACQUISTO - ITALIA, FRANCIA, GERMANIA E SPAGNA -

 

[…]

 

Qualche segnale positivo arriva dall'immigrazione qualificata. Nel 2023, a fronte di una perdita netta di circa 16 mila giovani laureati italiani, il saldo migratorio dei giovani stranieri con analogo livello di istruzione è risultato positivo per oltre 19 mila unità. Un contributo che ha consentito di compensare almeno in parte l'emorragia di capitale umano nazionale.

 

[…] Tuttavia, la capacità di attrarre talenti dall'estero non basta a risolvere il problema della scarsa capacità di trattenere quelli formati in Italia. Lo dimostra un altro dato evidenziato dall'Istat: nel 2025 il 10,4% dei dottori di ricerca che hanno completato interamente in Italia il proprio percorso universitario e post-universitario lavorava già all'estero a quattro-sei anni dal conseguimento del titolo.

 

fuga di cervelli

Il confronto internazionale conferma queste difficoltà. Secondo gli indicatori Ocse, l'Italia registra risultati sensibilmente inferiori rispetto a Francia e Germania per qualità delle opportunità lavorative, prospettive di carriera, qualità della vita e capacità di valorizzare le competenze avanzate. Proprio quest'ultimo aspetto rappresenta una delle maggiori debolezze del Paese.

 

[…]

 

Le ragioni sono soprattutto professionali. I ricercatori emigrati dichiarano di aver trovato occupazioni più coerenti con il proprio livello di qualificazione e stipendi significativamente più elevati, con un differenziale retributivo medio superiore ai 1.500 euro mensili. Oltre la metà ha scelto di trasferirsi in altri Paesi europei, segno che la competizione per i talenti si gioca ormai all'interno dello stesso mercato continentale.  […]