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I PRODUTTORI DI ENERGIA VOGLIONO LA LAMPADINA ACCESA E LA MOGLIE UBRIACA – “ELETTRICITÀ FUTURA” LASCIA CONFINDUSTRIA ENERGIA: IL GRUPPO CHE RIUNISCE LE MAGGIORI AZIENDE ITALIANE DEL SETTORE (ENEL, A2A, ERG, EDISON, ENI) FA POLEMICA CON I VERTICI DI CONFINDUSTRIA, PERCHÉ SI SENTE POCO “CONSIDERATO”. CON TUTTI I PROFITTI EXTRA CHE HANNO INCASSATO IN QUESTI ANNI DI CARO ENERGIA, HANNO PURE IL CORAGGIO DI LAGNARE? CON LA GENTE INCAZZATA PER IL CARO-BOLLETTE, FAREBBERO BENE A FARE GLI STRUZZI E A NON FRACASSARE I PERPENDICOLI...
ELETTRICITÀ FUTURA ESCE DA CONFINDUSTRIA ENERGIA
Da https://www.staffettaonline.com/
flavio cattaneo all evento del messaggero con gli sponsor fincantieri e generali alle spalle
"Elettricità Futura ha deciso di non rinnovare l’iscrizione a Confindustria Energia. Pertanto tutti gli organi di rappresentanza di Elettricità Futura in Confindustria Energia rassegneranno le proprie dimissioni". Lo comunica in una nota l'associazione delle imprese elettriche di Confindustria. Elettricità Futura era entrata nel 2019 come socio effettivo di CE (v. Staffetta 22/07/19).
Confindustria Energia era nata tredici anni prima, nell'aprile del 2006, come Federazione delle associazioni del comparto energia di Confindustria costituita dai presidenti di Anigas (oggi Proxigas), Asiep, Assocostieri, Assomineraria (oggi Assorisorse) e Unione Petrolifera (oggi Unem) (v. Staffetta 14/12/06) ma senza l'adesione appunto dell'allora maggiore associazione degli elettrici, Assoelettrica, che in seguito avrebbe dato vita a Elettricità Futura integrandosi con assoRinnovabili. Attualmente di CE fanno parte Anfida, Assogasliquidi, Assorisorse, l'uscente Elettricità Futura, Proxigas e Unem, con Assocarboni come socio aggregato.
LITE IN CONFINDUSTRIA LE SOCIETÀ ELETTRICHE APRONO LA PRIMA CREPA
Estratto dell’articolo di Emma Bonotti per “la Repubblica”
[…] EF non esce da Confindustria, lo strappo non è definitivo. Lascia piuttosto l'associazione nell'associazione, quella che rappresenta gli attori dell'energia, dai produttori di elettricità, al mondo gas (Proxigas), agli ex petrolieri dell'Unem, a Federchimica-Assogasliquidi, agli acquedotti di Anfida, ad Assocarboni e Assorisorse. Alcune di queste sigle restano stupite dalla mossa e prendono le distanze. Per Proxigas, ad esempio, la scelta non è condivisibile, tanto meno in un momento delicato come quello attuale.
La nota è di appena poche righe: «Elettricità Futura ha deciso di non rinnovare l'iscrizione a Confindustria Energia», «pertanto tutti gli organi di rappresentanza di Elettricità Futura in Confindustria Energia rassegneranno le proprie dimissioni».
emanuele orsini - assemblea di confindustria - foto lapresse
La decisione sarebbe stata presa all'unanimità dal consiglio di EF, dove accanto al presidente Salvatore Pinto di Axpo, convinto sostenitore delle rinnovabili, siedono i manager delle principali aziende italiane del settore, Enel, A2A, Dolomiti Energia, Erg ed Edison, per fare alcuni nomi.
La sensazione condivisa è che il mondo dell'elettricità non venga considerato dagli altri associati come un settore industriale a tutti gli effetti – tra imprese e indotto, genera quasi il quattro per cento del Pil italiano – ma piuttosto come la controparte, un "nemico" da combattere.
Una posizione inaccettabile per la nuova Elettricità Futura, sempre più votata alle rinnovabili e che, invece, vede la federazione troppo vicina alle istanze del mondo gas. Alcuni episodi.
Non sono piaciute alcune delle dichiarazioni emerse durante la conferenza annuale di Confindustria Energia lo scorso 28 ottobre, che sembravano lodare misure come l'aumento dell'Irap o il tetto al prezzo del metano, pensate dal governo per contenere i rincari, ma che impattano sui bilanci di chi produce elettricità.
Il disegno di legge di Bilancio al momento fissa in cinque punti percentuali l'aumento dell'imposta regionale sulle attività produttive per il 2027, ritoccando la misura già prevista dal decreto Bollette, e di tre punti per il biennio successivo. Una mossa che intacca quasi tutti gli energetici – chi estrae, produce, trasporta o distribuisce petrolio, gas ed elettricità e gli intermediari – e porta nelle casse dello Stato 2,5 miliardi di euro.
Troppo, a detta di alcuni. Gli operatori ricordano gli strumenti messi in campo per proteggere famiglie e imprese dai rincari, come i contratti di fornitura pluriennali e a prezzo fisso. Dall'altra parte della barricata, le industrie lamentano i costi elevati, che ne minano la competitività rispetto al resto d'Europa. Il malcontento di Elettricità Futura va ben oltre. E raggiunge anche il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini.
Lui, che sul testo della manovra ancora non si è espresso, viene considerato troppo vicino ai consumatori e troppo lontano dai produttori. Gli elettrici prendono le distanze e preparano un loro manifesto da presentare domani, in occasione dell'evento annuale dell'associazione. Gettano le basi per un nuovo percorso, ma senza chiudere la porta a Confindustria. E aspettano.
emanuele orsini - assemblea di confindustria - foto lapresse
Rincari bollette
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