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IN ALTO IL CARIGE! – È FATTA: DOPO L’OK DELL’ANTITRUST, BPER HA ACQUISITO IL CONTROLLO DEL 79,418% DELLA BANCA GENOVESE E SI CANDIDA A FARE DA PERNO PER IL TERZO POLO. INTANTO, CON L'OPERAZIONE, NASCE IL QUARTO – ORA LA BANCA GUIDATA DA MONTANI (E CONTROLLATA DALLA UNIPOL DI CIMBRI) AVVIERÀ UN’OFFERTA PUBBLICA OBBLIGATORIA SUL RESTATNTE 20,582% A 0,8 EURO PER AZIONE, COSÌ DA DELISTARLA DA PIAZZA AFFARI. ENTRO L’ANNO CI SARÀ LA FUSIONE, PER NON PERDERE LA “DOTE” DA 530 MILIONI…
Da “il Giornale”
Si è chiusa l'operazione che ha portato Bper ad acquisire il controllo di Carige (79,418%) dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) e dallo Schema Volontario di Intervento. Bper si è aggiudicata Carige per la cifra «simbolica» di 1 euro mentre il Fitd ha versato una «dote» da 530 milioni.
La Bper guidata da Piero Montani si conferma così la più convinta candidata, sostenuta dal primo azionista Unipol, alla creazione del terzo polo bancario del Paese, alle spalle di Intesa Sanpaolo e Unicredit.
L'istituto di credito modenese avvierà ora un'offerta pubblica obbligatoria sul restante 20,582% di Carige a 0,8 euro per azione, così da delistarla da Piazza Affari. L'obiettivo è comunque di arrivare a una fusione entro l'anno, «anche al fine di beneficiare integralmente delle Dta entro il 2023«.
Nell'ambito dell'operazione Bper ha altresì acquisito le obbligazioni subordinate emesse da Carige di proprietà dello Schema volontario. Il successo dell'operazione è stato determinato dalla «proficua e intensa collaborazione di tutte le parti interessate», nell'interesse del sistema bancario e ha visto l'impegno del Fondo nel gestire le «situazioni di difficoltà delle banche consorziate», sottolinea lo stesso Fitd.
Nei giorni scorsi, con il passaggio del controllo a Bper, tutti i componenti del cda di Carige si sono dimessi con effetto dall'assemblea in agenda il 15 giugno. Montani, intanto, sta mettendo a punto gli ultimi dettagli del piano industriale di Bper che, a questo punto, dovrebbe includere il contributo di Carige. Modena ha infine firmato un accordo con Banco di Desio per cedere due distinti rami d'azienda composti da otto sportelli di proprietà di Banco di Sardegna e 40 sportelli della rete Carige.
Sistemata la partita ligure, l'attenzione della Borsa è puntata sul destino del Monte Paschi per cui il Tesoro, dopo il naufragio delle trattative con Unicredit, resta alla ricerca di un cavaliere bianco.
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