DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA…
INTORNO AL RISIKO SI FORMANO STRANE ALLEANZE: CON LOVAGLIO STANNO GIORGIA MELONI, ELLY SCHLEIN E... PHILIPPE DONNET – COME RIVELÒ IN SOLITARIA DAGOSPIA IL 4 AGOSTO, L’AD DI GENERALI È IN GRAN MOVIMENTO. AL "LEONE" NON PUÒ CHE ESSERE INDIGESTA L’OFFERTA DI INTESA SANPAOLO, CHE PORTEREBBE A TRIESTE COME PRIMO AZIONISTA IL PRINCIPALE CONCORRENTE ASSICURATIVO DI GENERALI – PER EFFETTO DELL’OPERAZIONE DEL “BAFFO LUCANO”, I DUE MAGGIORI SOCI DEL TERZO POLO BANCARIO ITALIANO POTREBBERO ESSERE “FRANCESI”: IL CREDIT AGRICOLE E GENERALI, GUIDATA DAL TRANSALPINO PHILIPPE DONNET...
DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI...
IL PIANO ANTI INTESA DI LOVAGLIO MELONI BENEDICE LA MOSSA DI MPS
Estratto dell’articolo di Vittorio Malagutti per “Domani”
Una doppia offerta in Borsa, su Banco Bpm e su Banca Generali. Obiettivo: rompere l’assedio di Intesa e creare un polo bancario, il terzo più importante del paese, sotto le insegne del Monte dei paschi guidato dall’ad Luigi Lovaglio.
Le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi sono state confermate dall’esito della riunione del Consiglio di amministrazione [...].
Il voto non è stato unanime: quattro membri del board su 13, con ogni probabilità quelli espressi dalla minoranza legata a Francesco Gaetano Caltagirone, si sarebbero astenuti.
In sintesi, verranno offerte azioni del Monte in cambio dei titoli di Banco Bpm e di Banca Generali. Quest’ultima è controllata da Generali con una quota del 50,1 per cento del capitale, mentre il primo azionista di Banco Bpm è il gruppo francese Crédit Agricole, che possiede il 29,9 per cento dell’istituto milanese guidato da Giuseppe Castagna.
La doppia offerta [...] avrebbe effetti a dir poco rivoluzionari per gli assetti di potere del mondo finanziario.
La compagnia di Trieste, grazie alle azioni ottenute in cambio della sua partecipazione in Banca Generali, diventerebbe un socio di rilievo, forse il primo, dell’istituto di Siena, nel cui capitale entrerebbe in posizione di forza anche il Crédit Agricole.
luigi lovaglio - carlo messina
Quello appena descritto resta però uno scenario solo ipotetico e futuribile, anche se fin d’ora sembra quello preferito dal governo di Giorgia Meloni, che nei giorni scorsi si è spesa a difesa dell’integrità di Mps come soggetto autonomo e, di fatto, anche contro l’offerta di Intesa.
[...] Si vedrà quale piega prenderanno gli eventi. Fin d’ora però si può prevedere che se il piano di Lovaglio avrà successo, i due maggiori soci del terzo polo bancario saranno il Crédit Agricole, colosso del credito francese, come pure è francese di nascita l’amministratore delegato delle Generali, Philippe Donnet.
Un manager che l’anno scorso era stato bersagliato dalle critiche provenienti da ambienti governativi perché, questa l’accusa, avrebbe portato in Francia il risparmio degli italiani per effetto dell’alleanza (poi naufragata) con il gruppo transalpino Natixis.
[...] Va detto, innanzitutto, che Mps in quanto oggetto dell’ops di Intesa annunciata lo scorso 8 giugno, si trova soggetto alla passivity rule. Questo significa che le offerte del Monte dovranno essere approvate dall’assemblea straordinaria della banca senese con una maggioranza dei due terzi del capitale presente.
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI
Uno scoglio, quello dell’assemblea straordinaria di Mps, tutt’altro che semplice da superare, visto che non appare per nulla scontato l’appoggio di un socio di rilievo (10,2 per cento) come Caltagirone e anche di una buona fetta dei fondi internazionali. Più probabile, invece, il sì a Lovaglio della famiglia Del Vecchio primo azionista del Monte con il 17,5 per cento.
Quanto ai francesi di Crédit Agricole, non più tardi di un paio di settimane fa, da Parigi era arrivata una chiusura netta all’ipotesi di una «fusione tra eguali» che era stata prospettata da Siena al Banco Bpm. Non è escluso che il gruppo transalpino possa correggere la rotta strada facendo, magari convinto da una qualche contropartita.
[...] Se il piano di Lovaglio dovesse effettivamente prendere il via, è probabile che anche i soci di Generali saranno chiamati a esprimersi sull’offerta di Siena, visto che comporterebbe la vendita di un asset di grande valore (Banca Generali vale in Borsa quasi 8 miliardi).
Anche in questo caso è tutta da vedere quale sarà la reazione di grandi azionisti come i Del Vecchio (10,1 per cento del capitale), Unicredit (8,8 per cento) e Caltagirone (6,3 per cento). Ci vorranno mesi prima che le tessere del piano di Lovaglio vadano al posto giusto.
Sul fronte opposto, invece, Messina è già partito mettendo sul piatto un’offerta precisa: 16 azioni Intesa ogni 10 Mps con l’aggiunta di un euro cash.
Un’offerta che potrebbe ingolosire in primo luogo i fondi d’investimento internazionali che possiedono una quota vicina al 20 per cento del capitale della banca senese.
[...] Dal quartier generale di Intesa non sono per ora arrivate reazioni di sorta alla mossa dei rivali, ma negli ambienti finanziari viene dato come possibile un rilancio, con offerta maggiorata, per spegnere le velleità di Lovaglio. Il manager che da 2022 guida Mps si è presentato all’ultima curva, l’ennesima, del suo personale Palio di Siena convinto di poter sfruttare una congiunzione astrale a lui favorevole e, forse, irripetibile.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
La politica e una parte dell’alta finanza nazionale, quella che vorrebbe contrastare l’ulteriore espansione del campione nazionale Intesa, sostengono l’ambizione del manager che gioca il tutto per tutto nel tentativo di salvare la sua personale poltrona e l’autonomia della banca senese.
Da una parte Giorgia Meloni, che in aprile aveva favorito il ritorno a capo di Mps del manager appena defenestrato, ora torna a dare via libera alla sua rimonta nella gara con Intesa. Meloni appena quattro mesi fa, dichiarò «finito» il ruolo del governo nella vicenda Monte dei paschi, ma qualche giorno fa, intervistata da Milano Finanza, ha riaperto il dossier scottante del credito nazionale auspicando che Mps non finisca smembrata, perdendo il proprio nome e la propria identità».
Una benedizione implicita al piano che da tempo Lovaglio stava preparando con l’obiettivo di sfuggire alla morsa di Intesa. Ancora più importante, perché potrebbe aggiungere munizioni decisive all’arsenale del manager, potrebbe rivelarsi l’appoggio di Philippe Donnet, l’amministratore delegato da un decennio alla guida di Generali.
LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI
Un appoggio mai dichiarato esplicitamente, ma che ha preso forma negli ultimi due mesi, dopo che Intesa, l’8 giugno scorso, ha annunciato l’offerta pubblica che insieme a Mps avrebbe consegnato all’istituto di credito milanese anche il 13,2 per cento della compagnia di Trieste in portafoglio a Mediobanca a sua volta controllata da Siena.
Se Messina vincerà la partita, Generali avrà come primo azionista il suo principale concorrente nel settore assicurativo, un settore da tempo, e con crescente successo, presidiato da Intesa.
Da Trieste, com’era logico aspettarsi, non sono finora trapelati commenti sulla partita in corso a Siena, ma più fonti accreditano contatti tra il gruppo del Leone e la squadra di Lovaglio. Un’alleanza inedita e benedetta dal governo.
HUGUES BRASSEUR - AD DI CREDIT AGRICOLE
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