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DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

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nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli (2)

Daje e ridaje, finalmente qualcosa si è mosso a sinistra. I galletti del campo largo, più impegnati a farsi la guerra e a sognare la spartizione del potere futuro (circolano da mesi liste di possibili ministri) che a fare vera opposizione al fancazzismo dell'Armata Branca-Meloni, avrebbero trovato una quadra per fare squadra.

 

Una quadra chiamata compromesso, arte nobile della politica che non vuol dire sconfitta, anzi, che ha fatto il suo ingresso anche nelle testoline di Elly e Conte: "Giorgia Meloni ha vinto (nel 2022 ndr) perché il campo progressista era diviso. Noi dobbiamo promettere solennemente che non faremo mai più alla destra il favore di dividerci" (Schlein dixit).

 

conte schlein

Il nodo politico più difficile da sciogliere era la presenza di Matteo Renzi nella coalizione, detestatissimo dai pentastellati dal 2020 quando Italia Viva ritirò i suoi due ministri, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, oltre al sottosegretario Ivan Scalfarotto, uno strappo politico che portò alla crisi e poi alla caduta del secondo governo Conte e all'arrivo di Draghi a Palazzo Chigi.

 

Il dilemma ''Renzi sì, Renzi no'' si è dissolto nelle ultime ore in un incontro a quattr'occhi Schlein-Conte: la Ducetta del Nazareno, che ha un patto con Matteonzo che si chiama Casa Riformista, ha tirato fuori gli attributi e a Conte non è rimasto altro che sibiliare tra sé e sé: Elly lo vuole e io non posso farci niente...

 

matteo renzi elly schlein

Se, come ha promesso, l'ex sindaco di Firenze farà un passo indietro, magari mettendo nella prima linea di Casa Riformista il tandem Ruffini-Gabrielli, Conte farà finta di niente e non avrà niente da dire.

 

L'ok a Renzi arriva nelle stesse ore in cui il Campo largo ha finalmente trovato un escamotage per risolvere l'eterno scazzo sulla politica estera, e sull'Ucraina in particolare.

 

Come fare a tenere insieme il filo-putiniano Giuseppe Conte e i riformisti dem come Sensi e Quartapelle, fautori di un sostegno senza limiti a Kiev? La lingua italiana non serve solo a leccare i gelati, ma anche per aggirare i problemi.

 

ERNESTO MARIA RUFFINI - FRANCO GABRIELLI - FOTO LAPRESSE

Così è bastata una supercazzola linguistica, che si può riassumere con lo slogan: "No al riarmo nazionale, sì alla difesa europea". Appaltando, giustamente, la politica estera ai 27 paesi dell'Unione Europea, Schlein e compagnia si tolgono dalle mani la patatona bollente che mette a rischio l'alleanza. 

 

Resta infine solo una questione: chi sarà il leader della coalizione? Lla pippa delle primarie si farà, ma come l'indicazione del candidato premier sul programma elettorale, non servono a un cazzo: con qualsiasi legge elettorale, finché la Costituzione c'è e lotta insieme a noi,  l’unico che avrà voce in capitolo sulla scelta del premier, sarà sempre Sergio Mattarella (anche con il Melonellum, che non essendo una riforma costituzionale non intacca le prerogative del presidente della Repubblica, previste dall’art. 92 della Carta).

renzi conte schlein

 

Anche se un candidato del centrosinistra uscisse papa dalle urne, non è detto che non rimanga cardinale dopo le consultazioni al Colle (chiedere a Di Maio cosa successe nel 2018…).

 

Per completare il campolargo, rimane ancora in aria la fatidica terza gamba centrista. Oggi ci sarebbe stato un incontro tra Renzi, Ernesto Maria Ruffini e Benedetto della Vedova (che sta facendo la guerra a Riccardo Magi in +Europa) per iniziare a costruire il futuro di Casa Riformista.

 

Mentre l'altra alternativa per l'elettore che non ha nessuna voglia di votare PD-M5S-AVS, il Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato, benedetto da Goffredo Bettini, non vede un futuro entrando a far parte di Casa Riformista.

 

alessandro onorato goffredo bettini giuseppe conte foto lapresse

"Renzi è una personalità importante, ma si porta dietro anche una storia di contrasti, di divisioni", ha dichiarato l'assessore del Comune di Roma, Onorato. Aggiungendo: "Guai a porre veti, ma credo che una corsa autonoma di una nuova classe dirigente — noi, i socialisti di Maraio e le altre forze liberali — riuscirà a prendere molti consensi. L’unità in un unico contenitore politico non è stato possibile".

 

E si domanda: "Ma ci dobbiamo domandare, una eventuale unione con Iv porterebbe più o meno voti al centrosinistra? Penso che due soggetti in campo farebbero il pieno ognuno con il proprio consenso, rafforzando la coalizione".

 

 

ALESSANDRO ONORATO - FOTO LAPRESSE nicola fratoianni elly schlein daniela preziosi giuseppe conte angelo bonelliGIUSEPPE CONTE NICOLA FRATOIANNI ANGELO BONELLI ELLY SCHLEINschlein magi conte bonelli fratoianniconte schlein bonelli fratoianni

SERGIO MATTARELLA - CERIMONIA DEL VENTAGLIO